(Saint-Denis, Parigi, 1895 - Charenton-le-Pont 1952) poeta francese. Nel 1912 interruppe gli studi per essere ricoverato in sanatorio; vi conobbe Elena Diakonova (Gala), che sarà sua moglie dal 1917 al 1931. Nel 1913 pubblicò i primi versi. Fu sotto le armi fra il 1915 e il 1917. Dal 1919 in poi partecipò, come uno dei protagonisti, al movimento dadaista e a quello surrealista. Nel 1926 aderì al partito comunista francese. Nel 1934 sposò Marie Benz (Nusch). Nel 1935 fu portavoce di Breton al congresso degli scrittori antifascisti. L’anno seguente fu in Spagna e a Londra. Del 1938 è la sua rottura con Breton, dopo l’adesione di quest’ultimo al trotzkismo. Nuovamente iscritto al PCF (1942), operò nella resistenza clandestina. Nel dopoguerra compì numerosi viaggi, soprattutto nei paesi socialisti. L’opera poetica di E. è sparsa in decine di raccolte. Spesso, secondo una pratica frequente fra i surrealisti, si tratta di opere scritte in collaborazione (con A. Breton, per es., o con R. Char) o di testi d’occasione composti a commento di opere d’arte (Picasso, M. Ernst, M. Ray, Dubuffet, Baudin). Le prose sono raccolte in 3 volumi di scritti sull’arte e in I sentieri e le vie della poesia (Les sentiers et les routes de la poésie, 1952).Tra le raccolte poetiche del periodo surrealista è da citare Capitale del dolore (Capitale de la douleur, 1926), raccolta di versi illuminata dall’amore per Gala; a essa seguirono L’amore la poesia (L’amour la poésie, 1929), e La rosa pubblica (La rose publique, 1934). La poesia di E. ha come suo primo movente la certezza di una felicità possibile e di un superamento dei limiti umani nella purezza del rapimento amoroso. Il tema della coppia si sviluppa in quello d’una collettività che celebra sé stessa nel suo movimento verso una rivoluzione di gioia liberatrice. Questo spirito surrealista rivoluzionario sfocia nella presa di coscienza della partecipazione profonda del poeta alla vita comune e nella ricerca di un’espressione poetica più immediata (Gli occhi fertili, Les yeux fertiles, 1936). Parallelamente l’impegno politico di E. si afferma nel testo poetico Guernica in Corso naturale (Cours naturel, 1938). Entrato nella resistenza, E. accentua il carattere impegnato della sua produzione: Il libro aperto (Le livre ouvert, I, 1940; e II, 1942), Poesia e verità (Poésie et vérité, 1942), Appuntamento coi tedeschi (Au rendez-vous allemand, 1944). Dopo la guerra scrisse ancora Poesie politiche (Poèmes politiques, 1948), Una lezione di morale (Une leçon de morale, 1950), La fenice (Le phénix, 1951). Fondato sull’esclamazione e l’iterazione (ne è un esempio la famosa lirica Libertà, in Poesia e verità), il linguaggio eluardiano è un «parlato» di candore e delirio: l’automatismo surrealista vi è di continuo corretto sia da un uso sapiente di echi tradizionali (la lirica francese dei secc. XVI e XVII, per esempio), sia da una misura ritmica veloce e leggera.