Il libro degli specchi - E. O. Chirovici - copertina

Il libro degli specchi

E. O. Chirovici

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Traduttore: L. Bernardi
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2017
Pagine: 336 p., Rilegato
  • EAN: 9788830446120
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Un misterioso manoscritto, un caso di omicidio irrisolto, un gioco di specchi in cui nulla è ciò che sembra.

«Ho letto il libro di E.O. Chirovici con la sorpresa, l'ammirazione e l'inquietudine con cui lessi il primo Paul Auster. Questo è un romanzo avvincente, impeccabile, capitale. Uno dei più belli della stagione.» - Antonio d'Orrico, Sette

«Una storia da affrontare come se fosse un rebus enigmistico, di quelli difficili.» - Amica

«"Il suo romanzo può evocare Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie e La finestra sul cortile di Hitchcock per i colpi di scena; ma non sono solo questi a renderlo un libro impossibile da mettere giù, una volta cominciato. […] Guarderete il libro che avrete fra le mani e vi sembrerà, tutto a un tratto, di guardarvi allo specchio.» - D di Repubblica

«Intelligente e sofisticato – un thriller dipinto come un quadro di Picasso. Altamente consigliato.» - Lee Child

«Un impressionante primo romanzo, intelligente e ben scritto.» - The Times

«Questo romanzo d’esordio in inglese di un autore rumeno è un’intelligente e provocatoria esplorazione di quanto la memoria possa giocare strani scherzi.» - The Sunday Times

«Un intreccio complesso… Ricordi imperfetti, segreti e palesi menzogne rendono difficile capire a chi poter credere davvero.» - Publisher's Weekly

«Un plot convincente e di forte tenuta: alla fine tutto torna come in un preciso meccanismo che non ammette sbavature. Una scrittura lineare e mimetica nell’adesione alle tre voci narranti che si avvicendano nel ricostruire la storia. Una sapiente gestione dei punti di vista. Chirovici gioca a dadi con noi lettori, con notevole maestria.» - Giancarlo De Cataldo, Robinson

«Ecco il thriller mentale che fa riflettere.» - Il Giornale

«Intrecci vertiginosi, colpi di scena e dosi da cavallo d’inquietudine e amore: non sorprende che Il libro degli specchi, del romanziere rumeno E.O. Chirovici, sia in traduzione in 38 paesi e venga già definito un classico.» - Michele Neri, Vanity Fair

«L’astro nascente della narrativa inglese.» - The Telegraph

Peter Katz ha alle spalle una lunga carriera in una delle agenzie letterarie più importanti di New York, e ormai quasi nulla può sorprenderlo. Ma il manoscritto che quasi per caso inizia a leggere lo colpisce fin dalle prime righe. Non è solo la scrittura magnetica, non è solo il coinvolgimento dell’autore a fargli capire subito che non si tratta di un romanzo come gli altri: chi scrive, un certo Richard Flynn, afferma di conoscere la verità su un famoso omicidio avvenuto quasi trent’anni prima, e di essere pronto a rivelarla nel suo romanzo. La vigilia di Natale del 1987, in circostanze mai del tutto chiarite venne ucciso Joseph Wieder, un carismatico professore di psicologia all’università di Princeton. Accademico stimato ma anche molto discusso, Wieder esercitava un notevole fascino sulle studentesse come Laura Baines, la ragazza di cui Richard Flynn era innamorato. Ma in questa sorta di sbilanciato e torbido triangolo, a un certo punto, qualcosa andò storto. Il manoscritto di Flynn è semplicemente eccezionale, ma purtroppo è incompleto: manca il finale. Determinato a non lasciarsi sfuggire l’occasione, l’agente letterario riesce a rintracciare l’autore, scoprendo però che è in fin di vita e che il resto del manoscritto è introvabile. Inizia così un viaggio alla ricerca del finale perduto e della verità che porta con sé. Un viaggio che diventa un’indagine sulla psiche e sul modo in cui la nostra memoria riscrive il passato, in un incerto, a volte ingannevole, gioco di specchi…
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    Monica

    23/11/2018 21:03:42

    Come genere simile a "La verità Harry sul caso di Harry Quebert", ma non mi ha incollata alle pagine allo stesso modo. La ricostruzione dell'omicidio è distorto dagli eventi in un gioco di specchi che solo sul finale si rivela. Non mi ha conquistata.

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    Parlos73

    02/09/2018 18:16:48

    Un libro splendido. Per quanto ci si provi non si riesce a smettere di leggerlo. Intrigante, misterioso, scritto bene. In tante cose ricorda "la verità su caso Harry Quebert", romanzo anch'esso meraviglioso. Il consiglio è di acquistarlo assolutamente: non ve ne pentirete.

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    Lidia

    05/05/2018 12:00:59

    Stupendo. Intrigante fin dall'inizio, finito in due giorni. Ti prende e non ti molla fino alla fine, stimola la curiosità del lettore in maniera sorprendente. La storia è costruita in maniera magistrale senza incongruenze i banalità. Ne uscirebbe un capolavoro di film.

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    raynellen

    30/04/2018 19:21:13

    una delusione: no trama, no personaggi no dialoghi. Scopiazzato ovunque e per tutto.

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    Giorgia

    16/01/2018 16:03:54

    Concordo con le altre recensioni: simile al libro di Dicker, ma nettamente superiore e in tutto. Trama, stile, personaggi. Dicker mi era molto piaciuto, ma si era dilungato un pò troppo: Chirovici invece ha saputo allestire una storia intrigante, affascinante e coinvolgente. I personaggi sono appassionanti e la cornice molto avvincente. L'autore richiama i beati tempi dell'università, uno stimato e famoso docente, studi sulla memoria, un appassionato detective in pensione e un manoscritto inquietante del quale non si ritrova il finale. Gran lettura.

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    Raffaele

    07/10/2017 09:31:19

    L’autore riesce ad intrigare il lettore già dalle prime pagine invogliandolo a proseguire nella lettura. Una lettera di presentazione che allude ad un crimine del passato e mai risolto crea suspense così come l’ingresso nel racconto di Laura. L’autore racconta di come la capacità di ricordare delle persone può portare a conclusioni errate causando evoluzioni di vite poggiate al ricordo di vicende interiorizzate che non corrispondono alle vicende realmente accadute. La storia scorre lentamente e non mi è sembrata quella meraviglia che i commenti di alcuni critici facevano sperare.

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    Giuly

    12/08/2017 13:15:14

    Presenta qualche vaga analogia con "La verità sul caso Harry Quebert", ma è nettamente superiore in tutto e per tutto: dallo stile narrativo alla caratterizzazione dei personaggi. Un noir che mi fa concordare pienamente con quanti lo hanno definito intrigante fin dalle prime battute. Una realtà che, proprio come in un gioco di specchi, appare distorta e diversa a seconda delle diverse angolazioni da cui viene osservata. Se Dicker mi aveva annoiata ed infastidita, Chirovici al contrario mi ha immediatamente conquistata. Consigliatissimo!

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    Ombretta

    09/08/2017 11:14:44

    L’idea dell’autore di raccontare della capacità della mente di truccare o falsificare certi ricordi è rimasta solo sulla carta. Spunto molto interessante ma svolgimento insufficiente. Non l’ho trovato un libro riuscito. Forse ci avevano visto lungo gli agenti che alla prima stesura lo avevano rifiutato. E forse le successive stesure sono arrivate dopo aver letto “La verità sul caso Harry Quebert”, che per inciso non è piaciuto a tutti. Non è scritto male ma la trama non porta a nulla. Non c’è suspance. La storia scorre lentamente. E ad un certo punto, come succede all’io narrante, anche a me di sapere chi è il colpevole e perché ha ucciso non interessava più.

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    Umberto75

    29/07/2017 15:13:47

    La storia in se non è male, i colpi di scena non mancano, peccato che non sia così coinvolgente.

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    nane

    10/07/2017 13:28:34

    Soft thriller, scorrevole, vari indiziati, indagati da alterne figure investigratici (onde alternare possibile monotonia) ove il perchè di un delitto del passato ha un risvolto forse semplicistico. Comunque sufficentemente intrigante.

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    Anna

    27/06/2017 18:59:20

    Era dai tempi del caso Harry Quebert che non leggevo un "thriller" tutto d'un fiato, l'ho finito di leggere in un giorno. Libro molto scorrevole, ben scritto, "corale" avendo più voci narranti, e una trama davvero ben ingegnata intorno ad un argomento che conosco abbastanza e che mi affascina da sempre. Non è alta letteratura, ma ha tutti i numeri per essere annoverato tra i migliori thriller psicologici degli ultimi tempi.

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    jane

    09/06/2017 13:57:38

    Non mi è sembrata quella meraviglia che i commenti di alcuni critici facevano sperare. Intrigante, certo, ma anche intrigato, non scritto particolarmente bene, insomma si legge bene ma senza entusiasmo

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    Henryilgrigio

    25/05/2017 21:12:08

    Buon libro che si legge facilmente, trama originale, non lascia senza fiato, ma fa passare delle buone serate.

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    Renato

    22/04/2017 05:27:03

    Libro scorrevole e ben scritto, ma non è uno di quelli che ti rimane impresso nella memoria.

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    ORIANA

    04/04/2017 15:31:52

    .......finalmente un romanzo come si deve.....un pò thriller un pò narrativa......ma molto incalzante, ben scritto. Molte storie si intersecano ma con una scorrevolezza non da poco. consigliatissimo!!!!

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    cesare

    17/03/2017 16:02:24

    Il libro degli specchi di E.O. Chirovici 2/5 Inestricabile storia di una poco probabile ricerca su un omicidio avveuto 20 anni fa , lettura confusa e assurda. pagg.330 marzo 2017 Ed.Longanesi

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    Donatella

    14/03/2017 16:03:47

    Questo libro è stato un regalo ... un regalo super gradito! Una lettura scorrevole, che intriga ed invoglia a leggere ancora un po! Consigliato!

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    Gianluca

    05/03/2017 07:33:26

    Bel Noir contemporaneo che cerca di far luce su un omicidio irrisolto avvenuto 30 anni prima.Bello anche il personaggio dell'investigatore in pensione (Morgan Freeman sullo schermo?) autentico antieroe moderno. Scrittura scorrevole e coinvolgente. L'ho letto in soli tre pomeriggi!!.

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    Ril

    02/03/2017 13:56:28

    Un agente pubblicitario scrive in redazione, dopo che una recente scoperta l'ha riportato all'omicidio di trent'anni prima del professor Wieder. Peter Katz non indugia a leggere la lettera e l'estratto del manoscritto ricevuti: gli anni di studentato a Princeton, l'infatuazione per Laura Baines, Reagan presidente USA, Beatiful alla TV. Che legame c'era stato tra Richard, Laura e Wieder? Al manoscritto, però, manca la parte conclusiva e Peter non ha dubbi: deve trovare, incontrare Flynn e sapere.

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    Anita

    26/02/2017 18:32:19

    Avvincente dalle prime battute, il racconto induce il lettore a leggerlo d’un fiato così come il narratore sostiene di averlo scritto. Scrittura lucida, essenziale ma potente. Il gioco degli specchi si intravede da subito sia con la doppia voce narrante, Richard Flynn e Peter Katz, sia con l’esplicito riferimento “ho avuto l’impressione che a guardarmi dallo specchio fosse una persona diversa” e si prospetta molto promettente per il lettore. Anita

Vedi tutte le 52 recensioni cliente

Un intricato gioco metaletterario, una realtà distorta e falsificata in cui tutto assume infinite sfumature

Sa com’è: credi di aver dimenticato un episodio, una persona, una situazione, e invece di colpo ti accorgi che il ricordo si era soltanto nascosto in qualche angolo della mente ed è sempre rimasto lì, neppure fosse successo ieri.

La memoria è un mostro strano. Riporta alla luce ricordi che avevamo seppellito quando meno ce lo aspettiamo, modificandoli e rielaborandoli con nuovi elementi e nuovi significati. Cancella o deforma ciò che vogliamo rimuovere, rendendo il dolore più lieve e facile da sopportare. Oppure inventa qualcosa di nuovo, facendoci credere di aver vissuto momenti in cui in realtà non ci siamo mai trovati coinvolti.

Lo proverà sulla sua pelle Peter Katz. Sono i primi giorni di gennaio quando Peter trova un manoscritto sulla sua scrivania. È un agente letterario di New York, ha visto passare moltissimi testi tra le mani, alcuni belli e altri totalmente da scartare. Eppure stavolta si rende che conto che in quelle pagine c’è qualcosa di più. C’è uno scrittore che sembra rivolgersi direttamente a lui. Basta la lettera di presentazione che accompagna lo scritto per convincerlo a buttarsi a capofitto nella lettura, e a emergere solo quando non ci sono più parole sulla carta.

Il manoscritto è firmato da Richard Flynn e racconta un avvenimento realmente accaduto. Nel 1987, qualche giorno prima di Natale, il professor Joseph Wieder è stato trovato assassinato nella sua splendida villa. Joseph era un professore di psicologia dell’università di Princeton che da tempo portava avanti studi sul potere della mente umana di memorizzare, rielaborare o cancellare i ricordi. Ad aiutarlo nel suo studio c’era Laura Baines. Non si sa se il loro rapporto si spingesse oltre, quello che è certo è che Laura era la coinquilina nonché amante di Richard. I tre iniziano a conoscersi e a frequentarsi, a trascorrere serate insieme nella grande villa del professore, in un rapporto segnato da menzogne e cose non dette, fino alla fatidica mattina in cui il tuttofare di Wieder non trova il corpo dell’uomo senza vita.

Ma il manoscritto resta incompleto. La narrazione prosegue fino alla sera dell’omicidio, chiudendosi con la decisione di Richard di recarsi a casa di Wieder. Nulla si dice di quanto è successo in seguito. Peter non vede l’ora di leggere la fine della storia, ma presto scoprirà che recuperare il resto del manoscritto è più difficile di quanto credeva. Perché Richard è in fin di vita e non ha modo di portare a termine il racconto o dirgli se esiste un testo completo e dove trovarlo. Non gli resta quindi che cercare aiuto, rivolgendosi al giornalista John Keller e all’ispettore Roy Freeman, che all’epoca seguiva il caso. Insieme, cercheranno di chiarire gli eventi di quella sera, addentrandosi nei meandri di ricordi confusi e sfalsati.

Chirovici ci conduce in un intricato gioco metaletterario, in una realtà distorta e falsificata in cui tutto assume infinite sfumature. I ricordi sbiadiscono e si alterano, le certezze si confondono, e la verità si perde tra le righe di un manoscritto e le testimonianze di chi è si è ritrovato coinvolto nel caso di omicidio. Pagina dopo pagina, il lettore si lascia trascinare dal susseguirsi delle voci che narrano la storia, da Richard Flynn a Peter Katz, da John Keller a Roy Freeman, ognuna portatrice della sua verità. Ma presto si renderà conto che la memoria è totalmente soggettiva, che i ricordi si possono riordinare e falsificare con grande facilità, che spesso il futuro e il passato si possono reinventare e che – come diceva Oscar Wilde – «la gente è quasi sempre altra gente».

Recensione di Mauro Ciusani

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