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Carlo Goldoni

Collana: Teatro
Anno edizione: 1997
Formato: Tascabile
Pagine: 224 p.
  • EAN: 9788817172004

Astuta donna d'affari o femmina vanitosa? Le discussioni sulla Locandiera, la più famosa delle commedie di Goldoni, iniziano con la sua prima rappresentazione nel 1752. è la storia di Mirandolina, bella proprietaria di una locanda alle prese con le proposte amorose di conti e marchesi e con la misoginia del Cavaliere di Ripafratta. Mirandolina alla fine riuscirà a far innamorare il Cavaliere, vincendo la sfida con se stessa: salvo poi decidere di sposare Fabrizio, il suo servitore, confermando così il proprio carattere di donna coi piedi piantati per terra. Banco di prova delle più grandi attrici dell'Otto e Novecento, da Adelaide Ristori ad Eleonora Duse, La locandiera continua a stupirci per la novità dell'intreccio e la felicità con cui Goldoni ha dipinto i suoi personaggi.

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    francesca santucci

    15/08/2000 16.54.18

    LA LOCANDIERA Composta nel 1751, e portata in scena per la prima volta nel 1753 ,"La Locandiera "è ancora oggi la commedia goldoniana maggiormente amata e rappresentata.Nelle intenzioni dell’autore,che ben incarna lo spirito educativo del teatro settecentesco,questa commedia doveva insegnare a “rendere odioso il carattere delle incantatrici sirene”,cioè a diffidare di quelle donne che s’avvalgono dell’astuzia e della simulazione per sedurre l’uomo. L’intera opera,pur offrendo una galleria di personaggi e situazioni , è dominata dalle schermaglie tra l’amabile Mirandolina,la locandiera,e il rude cavaliere di Ripafratta,cliente della locanda. Mirandolina è la tipica serva-padrona, astuta, intelligente, pratica e razionale, che vuole essere corteggiata ma che non cede alle lusinghe dell’amore,è però, anche onesta e preoccupata che i suoi affari procedano bene, e in questo esprime compiutamente lo spirito dell’Illuminismo del ‘700, concreto e aderente alla realtà. Personaggio opposto a quello della locandiera,secondo le allusioni dello stesso autore il più emblematico della commedia, è il cavaliere di Ripafratta ,misogino e vanaglorioso che, alla concretezza della donna, contrappone il vuoto delle parole. Mirandolina lo punirà usando le sue stesse armi, appunto le parole, con le quali lo adulerà e lo colmerà di lusinghe, con l’unico scopo di fargli ammettere di aver sbagliato a disprezzare le donne, fingendo convinzioni ed esperienze che in realtà non ha.Infatti il cavaliere odia le donne perché non le conosce,anche se si finge esperto in materia,teme le astuzie femminili non perché le abbia sperimentate personalmente (sarà poi la locandiera a fargliele provare), ma per sentito dire e la sua esperienza gli deriva solo dalla frequentazione delle donne con le quali si è accompagnato per divertimento, per un periodo limitato, senza timore del laccio del matrimonio.In fondo è un giovane che ha dispregio dell’amore perché ancora non l’ha conosciuto, misogino per difesa e, infatti

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