Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 7 novembre 2007
Pagine: 131 p., Brossura
  • EAN: 9788845922367
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Descrizione
Infagottata nella sua uniforme da viaggio, la giovane Maria Angulema si accinge, incongrua dama di carità avventizia, a compiere il pellegrinaggio di Lourdes con uno scopo segreto e bruciante: rendere al mittente il pesante fardello di dolore che si porta dietro da quando suo padre è morto in un incidente automobilistico - e "chiedere formale spiegazione e magari soddisfazione di tanta sofferenza al Padreterno". Ferma nel suo proposito, armata soltanto della sua "anima sbiadita e pesta", l'avventizia si trova subito sommersa, fin dalla stazione di partenza, da "una folla rumorosa composta da pellegrini, parenti dei pellegrini, malati veri, parenti e familiari dei malati veri, malati finti, parenti e familiari dei malati finti, curiosi, sfaccendati, militari in libera uscita, puttane nigeriane, dame o sorelle di carità, barellieri o fratelli". Scaraventata suo malgrado sul palcoscenico delle celebrazioni religiose, Maria si accanisce con goffe manovre nel tentativo di espugnare la grotta di Massabielle, da cui viene costantemente respinta, mentre sempre più incombenti si fanno alcune comparse demoniache - come la Micchelina e la Nazzarena, cugine diabetiche di Montecastrilli, la stridula Samantha, la terrifica Liona - o angeliche, come il bellissimo Gonzalo Gómez y Morena, barelliere della Vergine della Macarena di Siviglia, di cui Maria si crede innamorata prima che tutto venga travolto dall'incontro con il Padre che la consola infine di ogni afflizione.

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    evelyn

    11/03/2016 05:17:03

    mh... uno dei libri più insignificanti che abbia mai letto! noiosissimo, pesante, sforzato, assurdo, l'ho infilato con sollievo nel cassonetto della carta straccia.

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    evelyn

    02/01/2016 07:32:21

    mh... uno dei libri più insignificanti che abbia mai letto! noiosissimo, pesante, sforzato, l'ho infilato con sollievo nel cassonetto della carta straccia.

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    Oblomov

    02/07/2008 14:02:18

    E' vero, la Matteucci parte bene, il linguaggio è originale al punto da far sperare in una novità nell'appassito panorama (soprattutto femminile) letterario italiano. Specie per chi, come me, può "vantare" le stesse origini nella profonda Umbria. Poi però si perde: con i paroloni e la ricerca dell'originalità a tutti i costi finisce per incespicare nel linguaggio stesso; riappaiono le ormai arcinote nostalgie dell'Autrice per quando era aristocratica e ricca; la vicenda si fa noiosa e forzatamente tragicomica a tutti i costi, e da quel momento in poi Maria Angulema somiglia sempre più a Fantozzi...

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    Oblomov

    02/07/2008 14:01:18

    E' vero, la Matteucci parte bene, il linguaggio è originale al punto da far sperare in una novità nell'appassito panorama (soprattutto femminile) letterario italiano. Specie per chi, come me, può "vantare" le stesse origini nella profonda Umbria. Poi però si perde: con i paroloni e la ricerca dell'originalità a tutti i costi finisce per incespicare nel linguaggio stesso; riappaiono le ormai arcinote nostalgie dell'Autrice per quando era aristocratica e ricca; la vicenda si fa noiosa e forzatamente tragicomica a tutti i costi, e da quel momento in poi Maria Angulema somiglia sempre più a Fantozzi...

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    Gian Maria

    02/04/2008 16:38:26

    Drammatico e ironico, comico e patetico, questo libro nasce da un'idea molto bella: "restituire a Dio il dolore che Egli ci infligge". Ben scritto, un po' surreale, ricco rappresentazioni vivaci, ha a mio avviso la pecca di un finale teologicamente banale, pur se consono alle caratteristiche di passività dell'io narrante.

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    flato

    14/03/2007 17:38:27

    io sono rimasta tanto incantata da Cuore di mamma che mi sono precipitata a leggere anche Libera la Karenina che è in te (che non mi ha colpito proprio) e questo Lourdes. Che dire, la Matteucci è una maga, ha un modo discrivere che allaccia il lettore con la sua crudezza piatta piatta e la sua attenzione ai particolari descrittivi e la sua ironia direi tenera. E' im-pietosa nel descrivere perchè non trasfigura poeticamente un bel niente nel rendere il dolore, la frustrazione, la miseria di situazioni quotidiane che sono comunissime e anche ridicole, ma che non sono mai 'piccole', proprio perchè sono sofferte; ed è grandemente umana perchè mostrando la sofferenza di queste piaghe quotidiane restituisce un'enorme dignità alle minute e grandi situazioni della vita di ciascuno. La protagonista di Lourdes a un certo punto viene rimproverata quando con l'unghia toglie dal volto del padre, sul tavolo dell'obitorio, un grumo di sangue e sporco, perchè si può infettare: la Matteucci è cruda altrettanto quando con la sua unghia ravana - con stile - il pus dalle ferite, e il pus è banale e puzza, e lei lo dice, ma la ferita è liberata e respira... E brava Matteucci...!!!!

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    Carlo Porcari

    11/07/2002 10:39:57

    Anch'io sono un conterraneo dell'autrice, come quel Conti lì...anzi, io sono addirittura un concittadino. E non credo affatto che la Matteucci ci faccia buona pubblicità. Purtroppo, anche nelle "lettere", quello che non può il talento possono le conoscenze: così si spiega come l'Adelphi, "che di solito non ne sbaglia una", stavolta invece abbia sbagliato...e di molto!!!

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    Daniele Farsetti

    05/06/2002 18:07:15

    Voglio sperare che il Bo che ha firmato quella recensione entusiastica non sia nenache parente al grande Carlo, ma solo un pennivendolo comprato dai potenti mezzi della Adelphi. Il libro è semplicemente ridicolo, non vale la pena di dirne altro.

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    Daniela Fiorini

    30/08/2001 12:06:37

    Lourdes è uno dei peggiori libri che ho letto, noioso fino alla morte. Mi ha davvero stupito che sia stato pubblicato da una rivista prestigiosa quale Adelfi è.

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    Piergiorgio Conti

    15/12/2000 00:01:41

    Sarà che sono un conterraneo dell'autrice, ma a me è sembrato un romanzo veramente eccellente. E' uno dei pochi usciti negli anni novanta che mi sia veramente piaciuto. (McInerney escluso, ovviamente). Non credo sia un caso che sia stato pubblicato da Adelphi, che solitamente non ne sbaglia una.

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