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Massimo Lolli

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Pagine: 199 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804584438

Recensioni dei clienti

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    Sophya

    26/03/2013 22.13.29

    La storia non è un granché, ma lo stile dell'autore fa sì che la lettura sia scorrevole; non è un libro noioso. Peccato per alcune descrizioni a mio avviso troppo volgari che mi costringono a dare il voto più basso che c'è.

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    nini1111

    01/10/2012 06.41.47

    Dopo i vari Volo, Giordano, ecc. mi ha riconciliato con gli scrittori italiani. Un po' troppo volgare, forse, ma divertente e godibilissimo nella fase iniziale, a volte profondamente triste, terribilmente realista, onesto e si legge d'un fiato. Orrenda la copertina.

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    Framaremilano

    25/08/2011 11.35.39

    Ho acquistato questo libro d'impulso, l'ho lasciato decantare qualche mese sulla libreria indi l'ho portato con me durante una brevissima vacanza e letto appassionatamente. L'ho trovato ironico, graffiante e pieno di spunti di riflessione rispetto al mondo del lavoro che quando estromette persone in là con gli anni le condanna a cocenti umiliazioni.

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    Maurilio

    02/02/2011 13.15.13

    Scorrevole, ben scritto, ottima descrizione dei luoghi e delle situazione, buona quella dei personaggi.

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    Andrea

    24/10/2010 18.44.47

    Una delusione. Buona l'idea, pessima l'implementazione. Storia sconclusionata, personaggi abbozzati, una fine che non è tale.

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    rikred

    16/12/2009 22.04.54

    libro veloce sia nella lettura che nell'accantonamento nel dimenticatoio. la trama è piatta e si aspetta sempre che accada qualcosa ma l'attesa resta vana. l'idea di partenza non è male in partenza ma tocca un argomento terribilmente scottante ma non riesce ad essere nè una visione ironica nè una forte denuncia sociale.

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    ant

    21/09/2009 22.48.35

    Lettura rilassante e non impegnativa, ma con tanti spunti x riflettere. Notevoli gli spaccati e le espressioni(dialettali sopratutto) dei frequentatori di balere o locali simili, che... devono far sempre credere di essere, a livello morale: integerrimi, impeccabili, mai lì x doppi fini e... solo x ballare. Belli anche quei sotterfugi, con risvolto psicologico ,che adotta il protagonista del romanzo(Andrea) nei confronti dei suoi interlocutori più parrucconi parlando del suo pseudo lavoro di Milano. E poi, per finire, riportati benissimo quei comportamenti che fanno dell'italiano medio il più caciarone del mondo (spacciarsi per amico di politici, far credere ad avvenenti ragazze di essere chissa chi, il rifiuto dei cibi esteri etc) Libro carino e molto sferzante nei confronti di una certa borghesia provinciale italiana

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    Alecs

    30/08/2009 19.00.40

    Sciapo e flebile, nulla aggiunge e nulla toglie alla precedente mirabile descrizione delle abiezioni della condizione manageriale di questo inizio secolo, come così ben raccontata in "volevo solo dormirle addosso" dello stesso Lolli.

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    stefano

    10/07/2009 10.41.07

    Il libro parte senza alcuna introduzione e ci vuole un po' a caprie il personaggio... di ironico/divertente ci sono poche parti, la cosa più bella rimane il titolo, per il resto non è una lettura che consiglierei

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    Francesco

    25/05/2009 18.43.16

    letto il libro in poche ore, letturara scorrevole, e di una trsistezza inaudita anche nelle parti più comiche. Di certo non mi aspettavo di leggere un classico ma "conoscendo il film volevo solo dormirgli addosso" sapevo cosa andavo incontro. Da vicentino ho apprezzato sia l'ambientazione sia i personaggi a tratti caricaturali. Non posso che esprimer un parere positivo.

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    patrizia balit

    19/04/2009 15.45.01

    Questo è un autore che va tenuto d’occhio e seguito per bene. Già “Volevo solo dormirle addosso” era un anticonformista assalto alle complicate relazioni sentimentali ed aziendali. Qui, il protagonista vero del romanzo, non è il cinquantenne manager avvenente e di successo rimasto senza lavoro e piluccante qua e là relazioni fisiche “per cooptazione”, ma l’assenza del lavoro, così come la mancanza di una storia sentimentale. E’ la non presenza di qualcosa che rende il romanzo molto bello, intrigante, con uno stile graffiante, cinico, crudele, trasparente. Senza nessun compiacimento da parte dell’autore.

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    Luciano

    15/04/2009 17.20.58

    Le aspettative erano tante, ma la lettura non mi ha convinto per niente. Libro che scorre senza nessun sussulto, con una rappresentazione del mondo del lavoro che lascia molto perplessi, in cui alcuni aspetti sono anche ben descritti, ma nel complesso tutto è molto surreale. Senza parlare della vita di relazioni del protagonista, in cui tutto scorre senza senso e senza qualità. Se tanto mi da tanto, questi anni hanno inciso in modo profondo nella nostra società, e non so quanto ci vorrà per porre rimedio.

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    furio

    07/04/2009 21.37.44

    Carino nel senso più mediocre del termine, tanto fumo poco arrosto. Un paio di situazioni divertenti, nulla più. Personaggi che sfumano, senza lasciare traccia. Non succede niente, e non succede per circa duecento pagine

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    Max

    03/04/2009 14.12.41

    In assoluto uno dei peggiori libri che abbia letto negli ultimi anni. Concordo con chi ha scritto prima di me che la cosa più bella di questo libro è il titolo. E' una storia che non parte mai; si va avanti (senza entusiasmo) nella lettura delle pagine aspettando una svolta, ma poi ci si rende conto che le pagine stanno per finire e si ha la netta sensazione non ci sia più spazio per una svolta interessante. Questa sensazione viene puntualmente confermata. Ho messo il libro subito in vendita, così magari riesco a recuperare qualcosa di quello che ho speso.

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    Alessia

    26/03/2009 16.24.32

    La cosa migliore del libro e` il titolo "Il lunedi` arriva sempre di domenica pomeriggio"...poi e` un alternarsi di pagine con descrizioni di Vicenza piatte come quelle di una guida turistica, qualche paginetta"hard" giusto per accattivarsi qualche lettore di "bocca buona" e degli estratti di qualche manuale di management, tipo quelli che si vendono all`Autogrill. Peccato...il titolo era davvero bello.

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    Sergio Marcon

    03/03/2009 10.36.51

    Si legge in poche ore e a tratti è gradevole e ironico, l'autore dimostra di conoscere nei dettagli vari aspetti professionale e tecnici della realtà lavorativa in cui il personaggio principale era protagonista, illustra con graffiante e dolente capacità di sintesi la triste "socialità" della vita nordestina.Irritano i frequenti incontri casuali che punteggiano la trama che paiono inverosimili, sembrano grezzi artifici narrativi per sostenere la trama. Una libro quindi consigliato per chi desidera una saltuaria alternativa a letture più impegnative.

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    angela

    01/03/2009 13.57.33

    ho comprato il libro ieri, dopo averne letto frettolosamente la recensione. Mi era rimasto in testa il titolo. Non sapevo nulla di Massimo Lolli nè di quanto da lui scritto e fatto prima di questo libro. L'ho letto per intero questa notte , un po' perchè non avevo sonno , un po' perchè il libro " mi prendeva molto". Mi è sembrata molto interessante l'idea di fondo e mi è piaciuto scoprire ancora una volta che esiste un modo di parlare di argomenti importanti anche con tono leggero,con ironia, offrendo però un punto di vista non banale. Il protagonista è un uomo consapevole fino in fondo delle proprie debolezze, ma invece di subirle le accetta, riuscendo a viverne i lati positivi. Anche nelle difficoltà oggettive del momento,non si abbandona ad inutili piagnistei e decide di combattere, di guardare a quel futuro che è domani, non fra dieci anni. In sintesi:intelligente, divertente,mai scontato. Non è poco, secondo me.

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