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Un luogo incerto - Fred Vargas - copertina

Un luogo incerto

Fred Vargas

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Traduttore: Margherita Botto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 13 marzo 2009
Pagine: 391 p., Brossura
  • EAN: 9788806196899
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Gaia la libraia

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Adamsberg, con l'impagabile Danglard, si trova, un po' annoiato, in Inghilterra per una riunione della Grande Europa poliziesca: si tratta nientemeno che di "armonizzare i flussi migratori" con i colleghi di ventitré Paesi. Ma dove c'è Adamsberg tutto può accadere. E il ritrovamento delle diciassette scarpe - o come dice il preciso Danglard, "diciassette piedi, otto paia e un piede singolo" - spinge il nostro "spalatore di nuvole" a percorrere un'altra Europa: quella dove dopo quasi trecento anni la stirpe di Dracula non ha smesso di infestare il mondo. Tra Londra, i dintorni dell'Hauts-de-Seine e la Serbia, attraverso il "nero tunnel" che conduce alla tomba di Peter Plogojowitz, riesumato nel 1725 col sospetto di essere un vampiro, l'indagine poliziesca si intreccia all'esplorazione di quel continente ignoto che è la follia umana. Humour, fantasia visionaria, erudizione, colpi di scena, dialoghi strepitosi, capacità di indagare nelle pieghe più profonde dell'anima si fondono in un intreccio in cui Adamsberg fa i conti con il mito e la realtà del vampiro. E con un passato che sembra tornato per rovinargli la vita.
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    Floriano

    28/02/2020 05:32:47

    Un guazzabuglio comprendente vampiri, figliolanze disperse, corruzione degli alti ipoteri e ancora altro mischiato un po' alla rinfusa. Stavolta la vargas mi ha deluso

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    emanuele72

    25/07/2013 15:06:14

    la vargas non sbaglia un colpo. Ogni suo libro e' un piccolo inno alla lettura di intrattenimento erudito

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    niki

    14/01/2013 07:56:10

    Devo premettere che è il primo libro della Vargas che leggo e, probabilmente, avrei dovuto cominciare dal più remoto dei suoi lavori, invece che dal più recente, per potermi calare nell'atmosfera che l'autrice ha saputo creare intorno ai personaggi. Ho trovato questo romanzo molto interessante nella trama che miscela, in modo credibile, realtà e finzione, gotico e moderno, leggenda e quotidianità; mi aspettavo qualcosa di più originale sul fronte della scrittura che è fluida e gradevole ma non apporta nulla di quel 'qualcosa' di caratteristico che mi piace trovare nella 'voce' di un autore. Sul fronte della tensione narrativa è un po' freddo e razionale per avvincere totalmente, mette troppo in gioco il cervello e troppo poco l'inconscio e l'istinto che sanno attivare il 'brivido' dell'inaspettato; qui è tutto ben calcolato e calibrato, senza sorprese che fanno 'saltare sulla sedia'. In sintesi: e una lettura gradevole che non mi ha lasciato granché come 'sapore' ma che mi incuriosisce nella ricerca di altri romanzi della stessa autrice.

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    Dodo

    22/05/2012 14:33:07

    E' vero che di vampiri siamo più che saturi, ma la Vargas rende piacevole qualsiasi cosa. Comunque affascinante e per niente macchinoso, basta saper leggere.

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    Emanuel

    03/04/2012 20:31:06

    gran libro, grande scrittrice! sono d'accordo con chi dice che la Vargas sta riscrivendo le regole del giallo moderno!

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    Lucy

    15/10/2011 10:19:55

    Peccato. La grandissima Vargas - al solito - ha una delle sue trovate narrative straordinarie, ma si perde in una costruzione artificiosa e priva di carattere. Una storia pasticciata, piena di parentele costruite ad hoc per dar senso al filo conduttore, di coincidenze improbabili e personaggi stranamente (per l'autrice) inconsistenti. Ma siamo fiduciosi: il genio di Fred non si ferma qui.

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    roman

    12/07/2011 19:36:33

    Mi spiace per chi riesca a definire complicato e macchinoso questo libro. Scorre come un torrente. La vargas sta rinnovando il genere. Forse alcuni non se ne sono accorti.

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    Daniele

    25/06/2011 13:49:28

    Altro bel libro della Vargas, come al solito molto originale, molto intricato e pieno di quella dose di acido umore che da sempre accompagna le peripezie del commissario Adamsbergh. Un libro che si legge tutto d'un fiato e che fa passare veramente buoni momenti.

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    MB

    08/04/2011 15:18:33

    Forse meno bello degli altri, bello, intrigante come gli altri, ma esattamente come per l'avventura in Canada, quando Adamsberg esce dalla Francia..perde un qualcosa....comunque da leggere, perchè l'atmosfera surreale della Vargas c'è tutta e vale il libro.

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    liv

    07/09/2010 15:26:59

    leggendo le opinioni negative, credo che per leggere la vargas bisogna entrare in un ottica un pò surreale per poter assaporare al meglio la lettura...se no si rischia di trovarla senza capo nè coda. Sono sincera la scrittura spesso a me risulta un pò labirintica e non scorrevole ma devo riconoscere che le storie sono sempre avvincenti e mai banali.

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    Andrea Fava

    02/06/2010 11:36:06

    Uno dei migliori di Vargas a mio avviso. Credo che quando l'autrice afferma che "un delitto è sempre semplice", intenda dire che lo è l'atto in sé; non necessariamente devono esserlo anche il costrutto narrativo sottostante, le motivazioni che hanno scatenato il delitto, gli interpreti che ruotano attorno alla vicenda e il loro modo di essere e di esprimersi. Quello che mi colpisce maggiormente di Vargas è proprio la sua capacità di rendere realistici e quotidiani elementi di fantasia e fenomeni che appartengono all'immaginario collettivo.

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    SAT

    19/04/2010 17:08:40

    uno legge il risvolto di copertina: a fre vargas non piaccino le storie assurde e complicatissime. e poi sfogliando sfogliano di fibise risucchiai in una macchinosissima vicenda di vampiri. vabbè. personaggi assurdi, irreali, dialoghi senza un briciolo di verosimiglianza.

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    letyhk

    22/01/2010 19:06:57

    E' il primo che leggo di questa autrice. Scorrevole e piacevole nella lettura ma decisamente troppo macchinosa la storia.

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    antonio

    13/01/2010 16:50:13

    Molto più che un giallo... come quasi tutti i romanzi di Fred Vargas. Questa signora è capace di creare personaggi indimenticabili,lasciandoti con un'incredibile nostalgia della loro straordinaria umanità. E' terribile che nella vita di tutti i giorni sia rarissimo incontrare persone come queste.La svagata tenerezza di Adamsberg viene ancor più esaltata in quest'ultima avventura , proprio perchè il commissario è stato duramente strapazzato da una cattiveria quasi inconcepibile. Un libro eccezionale.

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    rocco

    27/11/2009 11:46:58

    mai letto un libro così improbabile, dove la storia fa le capriole per trovare un senso. la trama si slega e si rilega ad ogni pagina; quasi mai la trama sembra rispettare un filo conduttore logico e strutturato lungo un progetto. Cis ono pagine, dialoghi e descrizioni che potrebbero ben essere tolte senza perdere nulla del libro. 1 stella, ma molto, molto cadente.

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    MAURO

    15/10/2009 22:49:38

    Fine, misterioso, pauroso, scanzonato...........in una parola bellissimo

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    brionytallis

    23/09/2009 22:31:02

    Adamsberg è sempre mitico. Però la Vargas poteva evitarci l'ennesimo ricorso ai vampiri .. mi sembra che quest'anno ne abbiamo avuti a sufficienza. Sicuramente non è il migliore della serie ma i personaggi sono unici.

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    senna977

    18/09/2009 09:58:31

    A me è piaciuto davvero tanto. Non ho letto niente altro della stessa autrice, ma questo mi ha appasionato

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    Emarilli

    13/09/2009 16:16:58

    I libri della Vargas mi piacciono perchè c'è sempre una qualche curiosità bizzarra da imparare, in questo caso la leggenda del vampiro di Highgate, i nomi di due stirpi di vampiri e altro.Quando chiudo il romanzo dopo aver finito di leggerlo corro sempre ad informarmi se la bizzaria che ho imparato è vera,fino ad ora è risultata sempre tale da lì si parte ma poi si scoprono ulteriori cose divertenti e questo mi piace tantissimo. Non concordo con chi critica lo splatter di questo romanzo perchè è funzionale alla storia e ne viene spiegato il motivo(altra curiosità da apprendere:nell'antichità il fegato era la sede...andatevelo a leggere!).Il 4 anzichè il 5 come valutazione è dovuto alla comparsa/coinvolgimento di un secondo figlio di Adamsberg e relativa parentela col suo rivale che lo salva da morte certa, una serie di coincidenze troppo assurde, ma tant'è. Adamsberg e la sua cricca sono favolosi come al solito,secondo figlio compreso.

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    jane

    12/09/2009 17:51:47

    Sono d'accordo con Standbyme e Charlie : questa volta la Vargas ha fatto fiasco. Più che il luogo è incerta la storia, poco coesa oltre che poco credibile fra vampiri e piedi tagliati, con una mole di inutili pagine. Si prenda un anno sabbatico la Vargas anziché sfornarci un altro horror così grottesco l'anno prossimo

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    Standbyme

    06/09/2009 14:40:42

    Per fortuna che nel frontespizio Fred Vargas dichiara di non sopportare i gialli ultraviolenti che raccontano quindi intrighi complicatissimi che nella realtà non esistono “un delitto è sempre semplice” sostiene la Vargas. Mi sembra che ci sia una forte contraddizione tra questa affermazione e il delitto descritto in questo giallo. Non è riuscita l’autrice a creare un’atmosfera gotica che forse avrebbe un po’ giovato a tutta la struttura: è stato un tentativo miseramente fallito. Il movente che arma le mani dell’assassino è molto poco credibile. Ben poca è la tensione e il colpevole è fin da subito facilmente individuabile. Non bisogna approfittare della fama per ingannare così i lettori: sarebbe meglio scrivere un romanzo in meno ma meditare un po’ di più su quello che si sta scrivendo.

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    Luigi La Carrubba

    03/09/2009 18:35:48

    Se leggi un bel libro mai prendere il successivo dello stesso autore quasi sempre è una grossa delusione. Questo è il successivo. Noioso, prolisso, e improbabile.

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    bice

    30/08/2009 23:13:36

    Sarà che per carattere sono distante anni luce da Adamsberg,ma non riesco ad affezionarmi al personaggio,non mi "prende"come Montalbano.Il libro è veramente ben scritto,il linguaggio è preciso e tagliente,però forse la storia è un pò forzata,e a tratti falsamente macabra.I dialoghi fra Adamsberg e Danglard da soli valgono più del voto che ho dato.

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    PaolaV

    25/08/2009 16:33:07

    Ho comprato questo libro della Vargas dopo aver letto tutti gli altri che avevano per protagonista principale il commissario Adamsberg ed anche gli altri scritti dalla stessa autrice. Trovo che come sempre la Vargas sia inimitabile nel creare una suspence di un certo tipo, i personaggi si confermano tutti degni dell'attenzione del lettore anche perché ognuno di loro è attraente pur nei propri difetti (Adamsberg è sempre nelle nuvole, Danglard e la Retencourt sono sempre affidabili e sostegno di tutto il commissariato, etc.). Trovo però anche che per la prima volta sia stata messa "troppa carne al fuoco": c'è una sorta di rincorrersi di colpi di scena (es. il figlio sconosciuto di Adamsberg, la sua liberazione che ha qualcosa dell'incredibile, l'intrecciarsi di parentele mai accennate nei romanzi precedenti) che nuoce a mio parere all'equilibrio complessivo della storia. E' vero che uno dei pregi della Vargas è, secondo il mio modesto parere, quello di portare il lettore un pò a spasso fra le nuvole insieme al commissario, ma un minimo di semplicità e di rigore logico ogni tanto non guasterebbe. Speriamo che nel prossimo romanzo l'autrice ridimensioni un minimo il tiro.

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    Clelia

    28/07/2009 20:36:39

    Inizia con un delitto impensabile,poi è una faticosa ricostruzione dei moventi e degli indizi, da un capo all'altro d'Europa, scavando nel passato. Forse è uno dei più surreali romanzi della Vargas. I dialoghi incatenano e riescono a far sorridere sempre e si conferma la presenza di vecchiette bellicose e risolutive come marchio di fabbrica della nostra Fred. E' un romanzo ambizioso,ma veramente troppo incredibile per essere credibile. Ma non è prprio per questo che amiamo Fred Vargas?

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    barbara

    14/07/2009 15:05:31

    Lettura sempre scorrevole e intrigante,trama come sempre un pò inverosimile , personaggi fissi godibilissimi, insomma consigliato. Però... però vorrei che la Vargas non sottolineasse che "i gialli non devono essere complicatissimi perchè un delitto è sempre semplice"... se i delitti che racconta le sembrano semplici , mi piacerebbe sapere cosa intende per complicato!!!

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    Alobar

    09/07/2009 20:42:51

    Sottoscrivo quanto scritto da juri. La scrittura è sempre ottima e l'affetto per i personaggi immutato (li ho letti tutti...). Pur nel piacere di leggere, resta però in sottofondo la delusione, come un sassolino nella scarpa, per una serie davvero esagerata di collegamenti familiari e coincidenze! Anche a me ha fatto venire in mente che il tutto si svolgesse in un microcosmo, che ne so, in un condominio. Mi auguro che non sia l'inizio di una calo, perché i suoi libri precedenti mi sono piaciuti davvero tanto...

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    Charlie

    12/06/2009 20:00:53

    Abominevole! Raramente non vedo l'ora di finire un libro e riporlo senza voler neanche più vedere la copertina. Con questo mi è capitato. E' il primo libro che leggo di questa tizia e non so come sia possibile che ne abbia scritti così tanti e che qualcuno, con tutto il rispetto per tutti, li legga. La spiegazione forse è nel retro di copertina dove c'è scritto che scrive un libro all'anno nel periodo di ferie, ovvero in 21 giorni. Si vede! Raccogliticcio, tirato a campare, storia assurda senza capo nè coda, personaggi anonimi, dialoghi banali, protagonista odioso. L'unica cosa divertente è la modalità con cui vengono uccise le vittime. Ma 391 pagine di "due palle così" per questa trovata mi sembrano veramente troppe. Fred Vargas sei stata una breve parentesi della mia vita. A mai più rivederci!

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    Robin

    09/06/2009 11:40:13

    E' il primo libro che leggo di Vargas e mi è piaciuto molto. L'ho trovato piacevolmente diverso dagli altri gialli a cui sono abituata. Ne comprerò sicuramente altri.

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    juri

    08/06/2009 00:22:47

    parafrasando il titolo, verrebbe da dire che questo è un libro incerto. c'è un qualcosa di troppo in ogni sua parte, quasi che vargas abbia presto perso il controllo della propria creatura o forse della propria creatività. e comunque troppe coincidenze, troppe casualità, neanche in francia (anzi, in europa) vivessero appena una dozzina di persone e ogni accadimento dovesse iniziare e finire tra loro. va bene che la fantasia non ammette regole e recinti, però... un'occasione persa, perché in fondo l'idea di partenza è davvero intrigante. ma un'occasione persa si perdona a chiunque.

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In questa avventura Adamsberg affronta un complesso caso dai macabri contorni horror, in cui le indagini si intrecciano con la leggenda di un terribile vampiro serbo.

Non so se sia bene raccontare di Highgate. Forse sarebbe meglio non parlarne più. È uno di quei grandi tunnel che gli uomini scavano, vero, commissario? E questo è vecchissimo, dimenticato. Forse sarebbe meglio lasciare che crolli. Perché, quando un pazzo furioso apre un tunnel, il problema è che poi possono usarlo altri.

Che la scrittura della Vargas piaccia è testimoniato dalle classifiche di vendita. Partita un po' in sordina in Italia ha aleggiato nelle zone intermedie della classifica per un po' di tempo, per prendere poi la rincorsa e far arrivare in vetta non solo l'uscita del momento, ma anche i titoli precedenti. Un fenomeno di "urgenza" di lettura che accomuna molti autori del suo genere: la necessità di procurarsi gli altri romanzi che si innesca nel lettore quando incontra lungo al sua strada una scrittura nuova, un'idea originale, una storia che funziona.

Ecco: una storia che funziona è anche quella di questo romanzo pubblicato da Einaudi, Un luogo incerto. Si tratta di una avventura del commissario Adamsberg, uno dei suoi personaggi più amati. E un grande amore anche della scrittrice.
"Potrei dire che all'inizio ero innamorata di lui - ha dichiarato - ma dopo un po' mi ha lasciata, o forse l'ho lasciato io (non ho la risposta) e in ogni caso l'ho abbandonato perché stava prendendo troppo spazio nella mia vita. In seguito ho creato altri tre 'eroi' - molto infantili, immaturi: i tre evangelisti di Chi è morto alzi la mano, che mi assomigliano molto di più di Adamsberg. Poi, dovendo scrivere un racconto - Salut et liberté - per le Monde nel 1997, ho ripensato a lui. Mi sono resa conto che eravamo più 'contrastati' e ho ritrovato il mio 'debole' per lui".
Un debole evidente, che fa nascere un personaggio profondo, come solamente i grandi autori riescono a fare. È un equivalente del commissario Maigret, o di Montalbano, o ancora di Pepe Carvalho, immerso in una sua realtà molto contemporanea ed europea in cui si ritrovano tracce del dibattito allargato e comune sull'accoglienza, l'immigrazione, la necessità di non fare della nostra Europa "un territorio chiuso per privilegiati lasciando gli altri morire fuori dalle sue mura", anche se la stessa Vargas ha più volte accennato alla sua volontà di non fare entrare prepotentemente questi temi (che lei sente molto intensamente) nelle pagine dei suoi romanzi, perché la letteratura deve rappresentare una verità di finzione e non lo specchio della verità esterna.
L'eterno dibattito tra verità e verosimiglianza, che probabilmente ci porteremo appresso in eterno. A completare l'impasto della riuscitissima torta letteraria che ci ha cucinato, ecco l'ingrediente "vampiro" (così in auge in questi anni) usato però in modo del tutto originale, e non poteva essere altrimenti.

Jean-Baptiste Adamsberg si trova ad affrontare un caso molto complesso che si presenta come una vicenda horror. Cosa può terrificare di più di diciassette scarpe lasciate davanti a un cimitero - quello londinese di Highgate, uno dei più "barocchi del mondo occidentale, un'esagerazione, uno scatenamento artistico e macabro" - con tanto di piedi che le calzano, ma nessun corpo attaccato? E di un corpo totalmente smembrato i cui pezzi irriconoscibili sono sparsi in ogni angolo di una stanza in un villino della periferia di Parigi? E di una inchiesta che ha le sue radici nella storia-leggenda di un terribile vampiro serbo?
A dire il vero il suo vice Danglard è terrorizzato soprattutto all'idea di passare nel tunnel sotto la Manica per seguire un convegno a Londra, ma sarà proprio grazie alla loro trasferta inglese che tutta la faccenda prenderà... piede. Una serie di casi fortuiti, ma "non è proibito interessarsi - disse Adamsberg - quando qualcosa incrocia la tua strada".


A cura di Wuz.it

  • Fred Vargas Cover

    Fred Vargas è lo pseudonimo che la scrittrice francese Frédérique Audouin-Rouzeau ha deciso di adottare in omaggio alla sorella gemella Jo, una pittrice che nelle sue opere si firma appunto Vargas (Vargas è il cognome del personaggio interpretato da Ava Gardner nel film La contessa scalza). È figlia di una chimica e di uno scrittore surrealista. È ricercatrice di archeozoologia presso il Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche (Cnrs), ed è specializzata in medievistica. Per cinque anni ha lavorato sui meccanismi di trasmissione della peste dagli animali all'uomo. Scrive ogni suo romanzo in ventuno giorni, durante il periodo di vacanza che si concede ogni anno. Rivede poi il testo per tre o quattro mesi, con il suo editor privilegiato:... Approfondisci
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