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Giuseppe Ciulla, Vittorio Romano

Editore: Jaca Book
Anno edizione: 2010
Pagine: 151 p.
  • EAN: 9788816409620
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Recensioni dei clienti

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    Mirko

    07/03/2017 08.01.34

    Più che un reportage d’assalto, come il titolo potrebbe lasciar presumere, una fotografia sulla situazione nel Kossovo nel primo decennio del nuovo secolo. Un focolaio perennemente acceso, nel cuore della ex Jugoslavia, segnato dalle atrocità della guerra, dalla difficile convivenza tra serbi e albanesi, e dal predominio di elementi paramilitari e di mafie locali, davanti a delle organizzazioni internazionali totalmente inerti quando non complici.

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    Luca

    27/08/2013 16.24.56

    Ottimo saggio, ben documentato, che chiarisce cosa è accaduto prima durante e soprattutto dopo la guerra in Kosovo, con tutte le sue contraddizioni, come si dice in questi casi. Contraddizioni pressochè inveitabili quando si parla dei Balcani (per uno studio scevro da preconcetti ma assolutamente lineare consiglio "Maschere per un massacro" di Paolo Rumiz, breve ma esauriente saggio). Che il Kosovo sia uno stato ancora in divenire nella sua essenza era chiaro a tutti, che fosse un narcostato e per qualcuno "il peggior problema d'Europa" come hanno affermato Narcomafie e inchieste giornalistiche estere reperibili sul web invece è stata una sorpresa. Leggere poi del traffico di organi, che al tempo della guerra era un lungo "si dice" poi ancora peggio. Peccato solo che questo saggio non abbia avuto la meritevole attenzione che riguarda anche l'Italia

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    ALESSIO

    29/08/2012 12.21.12

    Il libro è pessimo,perchè svela le solite teorie sul kosovo come "narcostato ".E' ovvio che dopo una guerra ci siano traffici illeciti ,anche con il beneplacito della forza militare stanziata.

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    Marco M

    18/01/2011 21.39.29

    Un ottimo libro che spiega la situazione attuale del Kossovo, e dei danni causati dalle missioni internazionali di ONU e UE, che con la dichiarazione di fermare i reati dei Serbi, proteggono grazie soprattutto agli Stati Uniti quelli degli Albanesi, che hanno trasformato il Kossovo nel centro Balcanico del riciclaggio delle peggioi nefandezze, dagli organi alla droga. Il libro inizia con l'affermazione di un agente italiano in Kossovo, secondo cui abbiamo bombardato quelli sbagliati, e la tesi viene confermata in molti punti del libro, ad esempio nel confronto tra l'ordine delle enclavi Serbe ed il caos del territorio Albanese.

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