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Anno edizione: 2025
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Nell’ultimo pannello della saga di M, Antonio Scurati ci mostra il fascismo repubblichino e lo scempio di piazzale Loreto come mai era stato fatto prima e, mettendo in campo tutta la potenza e la pietas della letteratura, ci racconta la tragica fine del dittatore.
Il cadavere tornerà, io tornerò perché i morti non pesano soltanto, i morti sopravvivono.
«È la pagina più nera, delle pagine nere, la più terribile tra tutte le pagine nere del fascismo... ed è la pagina forse più dimenticata.» - Antonio Scurati a Che tempo che fa
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Ecco una versione **ridotta e sintetizzata**, ben sotto i 2000 caratteri: --- Il quinto e ultimo volume racconta la caduta definitiva di Mussolini e del fascismo. Dopo la detenzione a Ponza e al Gran Sasso, il Duce viene liberato dai tedeschi su ordine di Hitler, ma inizia per lui un lento e inesorabile declino. Relegato a Villa Feltrinelli sul lago di Garda, guida una Repubblica Sociale Italiana ormai priva di potere reale, uno Stato fantoccio sostenuto solo dalla violenza e dall’occupazione nazista. Tra il 1943 e il 1945 l’Italia vive il suo periodo più tragico: i tedeschi arretrano lasciando dietro di sé stragi e atrocità, mentre Milano diventa l’ultima roccaforte fascista, devastata da bombardamenti e guerra civile. L’eccidio di Piazzale Loreto nell’agosto 1944 rappresenta il culmine della ferocia del regime. Mussolini è ormai un uomo sconfitto, consapevole della fine imminente, prigioniero dei tedeschi e abbandonato dai suoi stessi seguaci. Nell’aprile 1945, con l’arrivo degli Alleati, tenta la fuga verso la Svizzera insieme a gerarchi e soldati tedeschi, ma viene catturato dai partigiani a Dongo. Travestito da soldato tedesco, viene fucilato insieme a Claretta Petacci. L’esposizione dei loro corpi a Piazzale Loreto segna simbolicamente la fine del fascismo e l’inizio di una nuova, dolorosa pagina della storia italiana.
In una atmosfera grigia che ben ricalca il periodo storico Scurati imbastisce il suo quarto libro, che pur essendo un romanzo, rimanda a fatti storici inequivocabili. Molto interessanti, sebbene risapute, le schede in fine del libro, che riportano , per sommi capi , la vita dei protagonisti, diretti o indiretti, citati nel romanzo.
Antonio Scurati conclude la sua saga dedicata a Benito Mussolini ed al fascismo con questo quinto libro, La Fine e il Principio. L’autore racconta l’Italia dal luglio del 1943, Mussolini sfiduciato e deposto dal gran consiglio del fascismo, alla primavera del 1945, la morte del dittatore e l’Italia Liberata. Seicento giorni in cui il nostro paese vive momenti drammatici e sanguinari per mano delle furie naziste che, vinte ed in ritirata, saranno protagoniste di gesta orribili di vendetta e di terrore. Loro complici di efferatezze i fascisti che pur allo sbando tentano un patetico e debole tentativo di colpo di coda finale fondando la repubblica sociale di Salò. La Storia, con i suoi epiloghi, è nota. Antonio Scurati ha il merito di raccontare con chiarezza e lucidità gli anni terribili di quell’Italia fratricida e rancorosa con il doloroso scambio di ruoli di vinti e vincitori. Definisce in maniera netta ed incontrovertibile il ruolo di chi combatteva per la libertà e la democrazia ed il ruolo di chi invece combatteva per il terrore ed il totalitarismo. Le pagine più belle raccontano il lungo e tormentato tramonto di Benito Mussolini, uomo e statista, ammantato da un permanente stato di malinconia e di frustrazione, non crederà mai davvero ad una sua rivincita personale e politica e piuttosto prelude, con rabbia ma con chiarezza, il finale tragico a cui va incontro.
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