Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto - Francesco Filippi - copertina

Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto

Francesco Filippi

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Collana: Temi
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 21 maggio 2020
Pagine: 256 p., Brossura
  • EAN: 9788833934686

nella classifica Bestseller di IBS Libri Storia e archeologia - Storia - Dalla preistoria al presente - 6. Storia del XXI Secolo: dal 2000

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Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto

Francesco Filippi

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Gaia la libraia

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Dopo il grande successo di Mussolini ha fatto anche cose buone, Francesco Filippi è ormai riconosciuto come una voce importante nel dibattito sul fascismo in Italia. Avendo effettuato il suo meticoloso e definitivo lavoro di «debunking» sulle numerose e ostinate leggende relative al ventennio fascista e alla figura del duce, ancora così diffuse nel nostro paese, Filippi dirige ora la sua affilata analisi verso i motivi che hanno portato tanti nostri concittadini a cadere vittime, ancora oggi, di una propaganda iniziata oltre due generazioni fa.

Com'è possibile – ci si chiede in molti – che dopo tutto quello che è successo – dopo una guerra disastrosa, milioni di morti, l'infamia delle leggi razziali, la vergogna dell'occupazione coloniale, una politica interna economicamente fallimentare, una politica estera aggressiva e criminale, un'attitudine culturale liberticida, una sanguinosa e lunga guerra civile... –, oggi ci guardiamo intorno, ben addentro al terzo millennio, e ci scopriamo ancora fascisti? Ma cos'altro avrebbe dovuto succedere per convincere gli italiani che il fascismo è stato una rovina? Eppure ancora si moltiplicano le svastiche sui muri delle città, cresce l'antisemitismo, un diffuso sentimento razzista permea tutti i settori della società e il passare del tempo sembra aver edulcorato il ricordo del periodo più oscuro e violento d'Italia: a quanto pare la storia non ci ha insegnato abbastanza, non ci ha resi immuni. Per aiutarci a capire perché, Filippi in questo libro ci racconta molte cose: ci racconta com'è finita la guerra, cosa è stato fatto al termine del conflitto e cosa non è stato fatto, quali provvedimenti sono stati presi nei confronti dei responsabili, quali invece non sono stati presi, cosa hanno scritto gli intellettuali e gli storici e cosa non hanno scritto, cosa è stato insegnato alle nuove generazioni e cosa invece è stato omesso e perché. Soprattutto, ci mostra come noi italiani ci siamo raccontati e autoassolti nel nostro immaginario di cittadini democratici, senza mai fermarci a fare davvero i conti col passato. Che, infatti, non è passato.

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    maria cristina zanini

    30/08/2020 06:41:47

    Una finestra di snella lettura su un periodo storico che troppo facilmente è stato liquidato senza assunzioni di responsabilità e che si ripropone attraverso modelli sociali in via di affermazione. La puntuale documentazione e la snella lettura ne fanno un libro da consigliare anche nelle scuole

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    Roby

    23/08/2020 19:26:52

    Ottimo libro, ben scritto e ben documentato. Che in Italia ci sia gente che ancora crede all'ammasso di menzogne che la propaganda fascista ha accumulato è cosa triste, ma non sempre l'uomo è un essere razionale.

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    enrico

    13/08/2020 14:01:04

    L'ho trovato un bel libro. Interessante e molto ben documentato.

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    Claudio

    13/06/2020 14:45:18

    La tesi del libro: in questi anni, nel tentativo di mantenere pulita la memoria del paese, non abbiamo affrontato con determinazione i crimini che il fascismo ha commesso anche grazie alla connivenza degli italiani e quindi oggi, per molti, dato che non si conoscono i delitti del fascismo, pare quesi che il fascismo delitti non ne abbia mai commessi. In questi anni non siamo riusciti ad affrontare con decisione e chiarezza i demoni di un passato che abbiamo troppo velocemente coperto ma non cancellato, togliendoci la possibilità di accumulare le conoscenze e le attenzioni necessarie ad impedire che i fenomeni di erosione democratica che aprono la strada ai regimi autoritari vengano subito riconosciuti e neutralizzati.

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    Grazia

    06/06/2020 12:46:05

    Le recensioni, positive o negative, sono un eccellente mezzo di comunicazione fra i lettori e una forma di analisi sempre di grande interesse che consente di farsi un'idea su un libro e, spesso, di scoprire autori e testi che non si conoscevano. Onestà intellettuale vuole, ça va sans dire, che il libro recensito sia stato letto. Per questo ho trovato estremamente offensivo il commento di Paolo, il quale dichiara che non leggerà il libro avendo già letto il precedente che sarebbe “un condensato di inesattezze che fa a pugni con l'oggettività scientifica”. Naturalmente, secondo lo stile comune a questa categoria di recensori, questo signore non porta nessuna argomentazione a sostegno delle sue affermazioni. Senza contare il tono sprezzante con cui indica l'autore come “storico della mentalità”, ignorando che si tratta di una disciplina accademica di grande importanza, (affinché colmi questa lacuna lo rimando alla voce dell'enciclopedia Treccani). E ancor più grave il disprezzo per la sua attività didattica quale organizzatore di percorsi della memoria: ecco il nervo scoperto! La memoria fa paura. Infine devo segnalare che, dopo aver letto la cosiddetta recensione, diversi miei amici non proprio convinti se acquistare il libro, si sono affrettati ad ordinarlo. Motivazione: se suscita queste reazioni val la pena di leggerlo. Sì ne vale davvero la pena, P.S. Notevole, quanto a profondità di analisi, anche la recensione di Branca.

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    piero di girolamo

    04/06/2020 08:54:51

    La misura del degrado culturale e, di conseguenza, anche politico cui si è giunti in questo paese viene proprio da coloro che con disprezzo e tracotanza plebea pretendono di giudicare un libro senza averlo nemmeno letto. Mi sono avvicinato alla lettura del testo con lo stesso impegno con cui ho affrontato la lettura di De Felice e Gentile che, ricordo però, tutti citano ma ben pochi leggono. Inoltre non solo De Felice e Gentile hanno studiato il fascismo e forse qualcuno crede di conoscerli dai riassunti che il Prof. Perfetti ha dedicato loro su "Il giornale". Consiglio la lettura del testo così come del precedente che ha avuto il merito di smontare le tante "cose buone" fatte dal fascismo, vere e proprie menzogne che un uso politico forsennato della storia ha trasformato in verità.

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    daniele

    03/06/2020 19:00:53

    Molto interessante e di facile comprensione, è interessante verificare che i giudizi negativi vengono dati senza aver letto il libro, attività allergica ai fasci.

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    Jessica

    28/05/2020 16:47:35

    Letto tutto d'un fiato. Filippi ha saputo dare il meglio anche questa volta con un racconto accurato, documentato, chiaro, alla portata di tutti ma assolutamente non "semplificatore" della realtà e del passato. Un libro, anche questo, necessario per capire uno dei perché più grandi che ci portiamo dietro come Paese da più di mezzo secolo. Lettura consigliatissima!

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    Paolo

    26/05/2020 10:39:57

    Avendo letto il precedente libro dell'Autore credo proprio che non comprerò questo... leggere che Filippi sarebbe una "voce autorevole" nel dibattito sul fascismo (uno storico della mentalità e organizzatore di percorsi della memoria alla stregua di studiosi del calibro di De Felice ed Emilio Gentile) e che avrebbe svolto opera di "debunking" con il suo libro precedente, un condensato di inesattezze che fa a pugni con l'oggettività scientifica, francamente lascia perplessi...

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    Fabrizio Baldoni

    24/05/2020 12:54:12

    Recensire negativamente un libro è lecito, ma farlo prima che questo venga pubblicato è alquanto miserabile ed evidentissimo sintomo di quella faziosità che viene rimproverata al libro stesso. Io l'ho trovato documentato e ben scritto, utile ad arricchire tante menti povere che sproloquiano di cose che non conoscono e pretendono di commentare superficialmente e senza cognizione eventi la cui terribile drammaticità e la cui straziante indicibilità dovrebbero lasciarli senza parole.

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    Prometeo76

    21/05/2020 11:29:31

    Leggo già recensioni... ma come e’ possibile se il libro di uscito oggi?!?!?!? Evidentemente i commenti negativi sono la conferma che questo libro devo comprarmelo xe evidentemente da fastidio all’ignoranza. Dopo il successo del primo libro, questo non potrà essere da meno! Me lo prendo subito!!!

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    branca

    20/05/2020 10:34:03

    Fazioso, senza la benché minima fedeltà storica, illeggibile e povero di contenuti come il precedente.

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  • Francesco Filippi Cover

    Storico della mentalità e formatore, è presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Deina, che organizza viaggi di memoria e percorsi formativi in collaborazione con scuole, istituti storici e università in tutta Italia. Ha collaborato alla stesura di manuali e percorsi educativi sui temi del rapporto tra memoria e presente. Tra le sue ultime pubblicazioni Appunti di Antimafia. Breve storia delle azioni della ‘Ndrangheta e di coloro che l’hanno contrastata (con Dominella Trunfio, 2017), Il Litorale Austriaco tra Otto e Novecento. Quanti e quali confini?, in Piacenza, Trieste, Sarajevo, un viaggio della Memoria (a cura di Carla Antonini, 2018), Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo (Bollati... Approfondisci
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