La macchina dei memi. Perché i geni non bastano

Susan Blackmore

Traduttore: I. Blum
Editore: Instar Libri
Collana: Saggia/Mente
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 22 gennaio 2001
Pagine: 480 p.
  • EAN: 9788846100436
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Descrizione
Dal 1976, quando Richard Dawkins l'ha introdotto per la prima volta alla fine del 'Gene egoista', il concetto di meme ha affascinato un numero crescente di scienziati e l'espressione si è diffusa fino a guadagnarsi un posto nei più importanti dizionari di tutte le lingue. Ma ha senso paragonare i memi ai geni? Dove può portarci una teoria memetica? Come i geni, i memi sono dei replicatori e lottano per entrare nel maggior numero di cervelli possibili. Questa competizione ha plasmato la nostra mente e la nostra cultura come i geni hanno dato forma al nostro corpo.

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    Libetta

    30/12/2013 00:01:45

    Illuminante riguardo manie, idiozie comportamentali diffuse, mode a strascico, errori linguistici e assai altro. Di alcuni anni fa, un'eternità per quanto riguarda internet, un suo (auspicabile) aggiornamento potrebbe provare a giustificare molto del sociale sul web.

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    Il fatto che noi inconsapevolmente imitiamo gli altri (soprattutto i nostri genitori,le persone che in qualche modo identifichiamo con una figura paterna o materna,oppure coloro che ammiriamo)è abbastanza risaputo.Ma è plausibile che l'imitazione possa diventare la base di una teoria fondamentale sull'evoluzione della mente umana,sull'esplosivo sviluppo del nostro cervello e perfino sul significato di essere un sè cosciente?L'imitazione potrebbe essere stata l'elemento chiave che ha condotto i nostri progenitori a distinguersi dagli altri animali e a distaccarsene?A tutte queste domande,l'autrice,che insegna psicologia all'Università di Bristol,cerca di dare delle risposte avanzando delle ipotesi con un vigore che invita a riflettere.

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