Editore: Bompiani
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 238 p., Brossura
  • EAN: 9788845234439
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Recensioni dei clienti

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    michele

    30/07/2013 00:47:08

    Un De Carlo degli esordi, diverso dal solito, che potrebbe piacere anche ai suoi detrattori. Se pensiamo che questo libro è stato scritto nel 1984 (forse sotto influssi orwelliani...), l'idea della "dittatura" morbida, costruita sui larghi consensi raccolti tramite le televisioni, ha un connotato profetico, anticipando di una decina d'anni quello che sarebbe diventanto un tema dominante nella disputa politica nostrana, ma immaginare che un trentenne possa accumulare tanto potere nell'Italia contemporanea è quasi uno sconfinamento nel fantasy!

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    Gianluca

    04/10/2011 16:32:41

    Ho letto diversi libri di De Carlo e devo dire che mi sono piaciuti tutti......tranne questo. Libro noioso e mai coinvolgente basata su una banale storia d'amore tra Macno e Liza. Voto basso.

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    CRISTINA

    28/03/2011 13:53:03

    si sente che è un libro scritto negli anni ottanta se ne assapora ogni minuscola lettera, virgola.... ho tenuto nella mia libreria questo libro ben 12 anni prima di leggerlo.... e forse ho fatto bene hai tempi forse non l'avrei recepito nello stesso modo, credo mi avrebbe annoiata! l'ho letto molto lentamente non perche' sia noioso ma per mancanza di tempo e per tutto il tempo mi ha dato la sensazione di volare leggero, dice le cose ma come se non volesse approffondire, come se volesse raccontare in generale..... senza andare nel dettaglio...parla di questa citta' dove ha vissuto ma quale citta'? parla di tutte le grandi citta' industrializzate? e ora dov'è? si presume a Roma? perche' lascia tutte queste incertezze? o forse sono io che ho bisogno di sapere e capire che sia scritto chiaro e tondo e non ho voglia di allusioni......sono ancora a metà libro magari le mie domande avranno delle risposte! due cose poi non mi piacciono: qualcuno la sfiora, le dice di seguirla e lei va.... fanno sesso per due volte prima di avere una vera e propria conversazione (passeggiata con gelato)..... cosa provano l'uno per l'altra? un mistero tutto e' un mistero, tutto lasciato cosi sospeso per aria. Forse era proprio quello che DeCarlo voleva fare?? chi ha avuto, leggendo questo libro, le mie stesse sensazioni? e ora che l'ho finito..lei cosi molla tutto e guarda caso , chi e' l'uno misterioso con quella scritta sulla maglietta? un libro di troppi SE, non posso proprio dargli un voto alto...

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    Marco Negri

    18/03/2009 11:20:59

    La storia potrebbe essere intrigante, ma sprofonda presto in una storia d'amore che quantomeno non si può definire banale. Ma le uniche parti davvero avvincenti sono quando l'autore ci racconta sprazzi della vita di macno, dal profumo complottistico. Peccato poi che il linguaggio sciolto e scorrevole segnalato in alcune recensioni sulla quarta di copertina sia rovinato da un numero impressionante di ripetizioni. A quanto pare De Carlo non conosce altro modo di introdurre un dialogo a parte "ha detto"; Liza ha detto - Macno ha detto, così per tutto il libro, venti volte per pagina. Finisce col logorare. Peccato.

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    Paolo

    12/04/2008 01:31:08

    Dopo Due di due, Di noi tre e Nel momento, Macno è il quarto dei libri che ho letto di questo autore. Devo ammettere che malgrado lo stile sempre molto riuscito (è proprio questa la spinta propulsiva che mi ha fatto avvicinare ai romanzi di De Carlo), la trama è davvero del tutto inconsistente o meglio, inesistente. A fronte dei succitati libri nei quali la trama, seppur sconfinando spesso e volentieri nel surreale, presentava comunque dei contorni riconoscibili, in Macno questa viene meno sin dall'inizio e mantiene costante la sua impalpabilità per tutto lo scorrimento della vicenda, se di vicenda si può parlare. Se non fosse per la capacità dello scrittore di riuscire ad attrarre con il suo particolare stile di scrittura, questo sarebbe un libro da evitare. Metto la mano sul fuoco, certo di non bruciarmi, che De Carlo ha scritto questo libro in maniera a dir poco frettolosa (se gli avrà dedicato una settimana è tanto) e mosso più da ragioni contrattuali che da spunti di ispirazione. E questo è motivo di profonda delusione per chi, dopo aver letto romanzi di maggior spessore, si sente tradito da un autore che, detto molto chiaramente, si concede il lusso di snobbare il lettore tradendonlo inesorabilmente. Per concludere, ho dato 2 di voto soltanto per le sue indiscusse capacità di riuscire a raccontare in maniera apprezabile anche il nulla; e in questo libro, credetemi, c'è proprio il nulla. O poco più.

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    Riccardo

    11/01/2007 10:59:21

    Davvero piacevole! Scorre bene, lascia spazio all'immaginazione, fa pensare ma non rompe troppo, bello! Mi sono proprio divertito leggendolo. Bravo DeCarlo (di vent'anni fa almeno)

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