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Michail Bulgakov

Traduttore: M. De Monticelli
Collana: Classici
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 525 p.
  • EAN: 9788817100717

Recensioni dei clienti

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    alinghi

    23/08/2016 09.39.39

    Libro di difficile valutazione; sicuramente non mi ha entusiasmato in quanto eccessivamente fiabesco, surreale e di conseguenza paradossale. In alcuni tratti però si riscatta alla grande, scritto con maestria, riesce ad essere altamente coinvolgente senza la pesantezza di altri autori russi

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    Manolita

    30/12/2014 14.13.08

    Capolavoro,senza alcun dubbio! Romanzo filosofico vero e proprio,da leggere per riflettere su temi riguardanti la vita di ciascuno di noi. Consiglio di meditare sull'argomento censura,così attuale. Inoltre la lettura è sorprendentemente scorrevole.

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    Nino Amico

    17/09/2014 18.14.10

    Il Maestro e Margherita è un'opera davvero straordinaria. Un romanzo che incanta e fa riflettere, che riesce a commuovere e che fa sorridere, un'opera così ricca di significati da renderla complessa e affascinante al tempo stesso, ma assolutamente facile da leggere e comprensibile per chiunque. La sua impronta ironica e surreale, che risulta chiara e travolgente fin dalle prime pagine, ci permette di gustare ogni descrizione con quello spirito di magico incanto che proviene soltanto dalle grandi opere, inducendoci talvolta a rileggere intere pagine per gustare certi passaggi che sono davvero un fuoco pirotecnico di immagini fantastiche e di suggestive figure allegoriche. Le vicende si susseguono a ritmo incalzante e sono un'esplosione di rappresentazioni ricche di grande vigore creativo ed entro le quali si risolvono e si sbrogliano i dialoghi più stimolanti e coinvolgenti che sia possibile leggere. Romanzo nel romanzo sono i capitoli su Ponzio Pilato, nei quali lo stile, assolutamente diverso da quello degli altri capitoli, rende l'opera ancora più appassionante e ricca di spunti sui quali riflettere. Le descrizioni che si ritrovano in alcune parti dell'opera, specie quelle dei capitoli finali, sono pregne di quell'afflato poetico che è riconoscibile soltanto nei grandi scrittori. L'opera è davvero appassionante e commovente, fin quasi alle lacrime, specie per il modo in cui ci si ritrova partecipi del dolore causato all'autore dalla censura che dovette subire la sua opera quando egli era in vita a causa del regime staliniano. Una suprema rivincita la pubblicazione postuma del romanzo, che ci rende testimoni della meravigliosa grandezza della sua opera.

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    missfarfalla

    12/06/2012 18.26.54

    Il Libro (con la maiuscola) che ho amato di più in assoluto! Poetico, geniale, visionario, struggente, dolcissimo; fuori dal tempo e dalle correnti letterarie; con alcuni passaggi e frasi di una bellezza pura e perfetta, che ti spacca il cuore. Alcuni tra i momenti e i personaggi più alti: il volo notturno su Mosca; il Maestro, l'unico vero Poeta, minuscolo e vulnerabile; e Ponzio Pilato, già così solo in vita, anche quando era in mezzo ad una folla, con le sue emicranie e la sensazione di "reggere il cielo sulla testa" (l'ho letto e riletto 15 anni fa, ma mi ricordo ancora la frase), ora eternamente solo in un raggio di luna, che accarezza l'amato cane. E una donna perfetta ma infelice che un giorno esce di casa con in mano un mazzo di "assurdi fiori gialli", sapendo che se non incontrerà Lui (un uomo mai visto, che neanche conosce) si ucciderà... oh meraviglia! E' uno di quei libri che non vedi l'ora di dimenticare, per potertici immergere di nuovo con lo stesso incantato stupore della prima lettura.

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    alessandro

    08/06/2012 20.39.17

    Iniziai la lettura perchè un amico mi prestò questo romanzo.Dopo alcune pagine, non ricordo esattamente quante, lo restituì e corsi in libreria per comprarmelo. Gia così credo potrei aver detto tutto in merito a questo capolavoro, ma non è così, quest'opera merita assolutamente di piu, perchè e anche un grande insegnamento sulla storia e sulla vita, un ritratto allegorico di un intera società, di tutta un intera epoca. Memorabili la scene raccontate tra le sue righe, e il lento trascinare del fantastico che subentra piano piano, quasi a lasciarci dire di non credere ai nostri occhi. Memorabile, commovente, assoluto

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    Carlo M.

    21/11/2011 09.51.10

    L'ho riletto dopo piu' di vent'anni e devo riconfermare il giudizio iniziale: non riesco a comprendere la fama che ha avvolto questo libro. Bulgakov sa scrivere, e la prima parte ha delle belle trovate, descritte con gusto e ironia. Ma a partire dal volo di Margherita diventa noioso, pesante, allegorico e illeggibile. Piuttosto avvincente la riscrittura del mito di Cristo, ammesso che sia mai esistito un personaggio con questo nome e che abbia compiuto i prodigi che gli vengono attribuiti dai Vangeli: sono d'accordo con Bulgakov che era probabilmente un brav'uomo (forse un predicatore itinerante come molti altri nella Giudea del tempo), rimasto impigliato senza volere in cose piu' grandi di lui... comme sarebbe stato parlare a vanvera del regime al tempo di Beppe Stalin!

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    paola

    20/06/2011 11.19.49

    Il libro è una scoperta piacevole. Non è certo la trama che uno si aspetta da un libro classico! Tuttavia, in alcuni tratti perde di brillantezza ma tutto sommato è un viaggio fantastico nel mondo immaginario creato dal grande Bulgakov.

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    Massimo Lazzari

    07/04/2010 15.05.47

    Ho letto per la prima volta Il Maestro nel lontano 1976, all'età di 18 anni. Ancora adesso, non posso fare a meno di leggere qualche pagina ogni tanto e consigliarlo anche agli sconosciuti. La sua narrazione può sembrare singolare. Ma in effetti non la è. Tutto ciò che è venuto dopo per un motivo o per un altro, anche involontariamente, assomiglia al Romanzo. Tutti devono qualcosa al "Maestro e Margherita". Soprattutto coloro che credono di avere scritto qualcosa di diverso. Loro, più di tutti, inconsapevolmente, hanno copiato Bulgakov.

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    Fabrizio

    16/12/2009 18.20.08

    La storia è molto labile. E' piuttosto una successione di scene collegate in modo esile e talora casuale, senza vera necessità. I personaggi non hanno personalità né psicologia. Sono solo etichette: il direttore, il poeta, il critico, il dottore, l'amministratore, la cameriera, il portiere.. Figurine con meno sostanza che nelle favole antiche, dove ci sono vecchi sarti o mugnai laboriosi con un figlio buono e uno cattivo. L'inconsistenza dei personaggi rende l'amore fra il Maestro e Margherita enfatico e privo di emozione. Delle infinite scene accostate le une alle altre, qualcuna è gustosa; la maggior parte è noiosa. L'umorismo di B. qui è abbastanza meccanico. Scelta la chiave narrativa del favoloso, le situazioni e i dialoghi sembrano prevedibili, perché la fantasia di B. qui non è originale, ma deriva da favole classiche, dalle Mille e una Notte, da Alice nel Paese delle meraviglie. Le descrizioni minuziosissime sembrano gratuite enumerazioni e sfaldano e disintegrano la narrazione (se una narrazione c'è). Quanto alla satira dello stalinismo, il tempo ha giocato un brutto scherzo al romanzo di B. Oggi che sono pubbliche le memorie di tanti testimoni, la satira di B. sembra tiepida di fronte alla realtà feroce e inverosimile che quei libri fanno conoscere. Come succede spesso, la realtà supera le possibilità della fantasia. In una assemblea di stalinisti, per es., il nome di Stalin viene applaudito per un paio d'ore: nessuno ha il coraggio di smettere. Uno che smette per spossatezza viene arrestato il giorno dopo (R. Conquest). Altro es. di stalinismo surreale: il progetto dell'acciaieria di Novo-Lipetsk comprende 91 voll. per un totale di 70000 pag. e fissa il collocamento di ogni chiodo, lampada e presa d'acqua, tutto, salvo una cosa: l'efficacia economica (Bertram D. Wolfe). Nei cap. su Ponzio Pilato (e non solo) c'è un lirismo tirato per i capelli (viene in mente Salomè di O. Wilde). Mi dispiace: libro inutile.

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    Bertrando Goio

    28/11/2009 08.56.57

    Penso che la lettura sia soggettiva, come la pittura o la musica o qualsiasi altra forma d'arte. Però bisogna avere anche un criterio di valutazione che esuli dal "de gustibus"... Si può NON amare qualcosa pur riconoscendone la grandezza. Chi nelle valutazioni ha smontato un libro del genere non è una persona rispettosa e soprattutto ha dimostrato di non aver capito un testo che è sì, bizzarro e complesso, ma che non va letto come la fiaba di Cappuccetto Rosso né come un libro con trama nel senso più tradizionale della parola, ma come una grande poema, più che come un romanzo. E' un libro che va letto e basta... Io stesso che pure adoro questo libro, ho fatto fatica: ne ho letto metà, l'ho mollato e qualche mese dopo l'ho ripreso da capo. Forse la prima volta non ero nel moood giusto, ma quando l'ho ripreso allora è scattata la molla che me lo ha fatto amare. Comunque negare la grandezza de Il Maestro e Margherita denota una scarsa comprensione generale di un'opera che, ribadisco, non va trattata come un libro qualsiasi. Al di là di questo dico che è un testo di respiro universale, una sorta di grande summa dove convivono tutti gli elementi del mondo e dell'uomo. E' comunque un unicum, un'opera che non trova qualcosa che le si avvicini. Resta grande e in qualche modo solitario. Insisto comunque sul fatto che è un opera da leggere senza porsi tante domande. Bisogna poi avere e comprendere la grande ironia che percorre tutto libro: il diavolo che si fa beffa della classe politica e intellettuale, del potere costituito che appare un carosello di marionette arroganti, tronfie e patetiche. Una grande pernacchia irriverente sotto e accanto alla quale c'è l'infinita struggenza della storia dei protagonisti del titolo, nella seconda parte. Una poesia senza tempo in forma di romanzo!

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    Daniele

    21/01/2009 00.07.54

    Il Maestro e Margherita non è solo un romanzo di satira sociale, di amore tristanico, di profonda riflessione teologica, di mirabolanti fantasticherie che fluttuano e si mestano fra il mefistofelico, il grottesco e la comicità da gran varietà. Il Maestro e Margherita è piuttosto un enciclopedia, una serie di exempla in negativo, di Vitae Sanctorum al contrario dell'epoca staliniana, condite e servite con un buon bicchiere di meditazione teo-filosofica e una grande dose di umorismo. Nel dipanare la matassa, Bulgakov utilizza con maestria una tecnica indiziaria sballottando letteralmente il lettore fra tre vicende diverse: così succede che Cristo e Pilato si alternino in scena con improbabili gaglioffi cortigiani di Satana, con due teneri e disperati amanti, con streghe nude, con presentatori teatrali idioti, con grigi funzionari amministrativi beceri e ottusi. Questa apparente frammentarietà non impedisce all' autore però di chiudere il cerchio con precisione giottesca alla fine della vicenda. Il libro regala passi di letteratura memorabili quali il capitolo sul Il gran ballo di Satana,quello sullo spettacolo di magia nera, i dialoghi filosofici fra Cristo e il procuratore della Giudea Ponzio Pilato. Bulgakov non esita a usare tutta la sua santabarbara di estro creando tutto e il contrario di tutto: atmosfere adamantine e atre al tempo stesso; immensa beltà e laideria; nobiltà e bassezza; eros lascivo e virginalità. Una fiaba reale senza tempo, che non solo narra con precisione la dolorosa realtà del gelo staliniano, una personalissima visione della religione, una tenera storia d'amore, ma che tenta di spingersi oltre e di trovare una soluzione agli affanni, al gelo, all'insensatezza dell'esistenza umana, soluzione che Bulgakov trova nella purezza del fuoco. Mosca brucia! Mosca Brucia!

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    Bruno

    04/12/2006 16.12.44

    Leggendo i commenti giunti a questo sito noto, con un po' di dispiacere, che ve ne sono alcuni un tantino acidi nei confronti di quest'opera. Il mio commento, come si può intuire, va in direzione opposta da quelli cui mi riferisco. Personalmente trovo che il Maestro e Margherita sia un'opera straordinaria e straripante, visionaria senza essere irrazionale; questo romanzo rappresenta in pieno la pesante condizione di vita e, ancor più, artistica degli scrittori dell'era stalinista. Per poter sopravvivere e sfuggire al terrore delle repressioni, Bulgakov se ne è fatto beffe, così come ha sbeffeggiato un immobilismo culturale e politico che con i dissidenti andava decisamente poco per il sottile. Francamente mi stupisce che di questo romanzo si parli anche in termini negativi; chiederei a quanti la pensano così di riprovare a leggerlo, magari da un'angolazione diversa, la stessa che è costata a quest'opera anni di censura e di esilio in un cassetto. Un saluto a tutti

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    viola

    23/11/2006 19.21.25

    dunque... non vorrei scrivere un commento banale farcito di complimenti detti e stradetti, ma non posso farne a meno... concordo con chi dice che il signor bulgakov era un genio e che il libro è un capolavoro, nonostante non lo consideri il più bel libro da me letto, sicuramente è sul piedistallo insieme ad altri! fra poco (bhe, poco, sette mesi!) avrò la maturità e la mia speranza è quella di poter basare la tesina su questo eccellente libro. credo diventerà per me un po' come il signore degli anelli per christopher lee... lui rilegge una volta all'anno il capolavoro di tolkien, io per ora l'ho emulato facendo lo stesso con ilMeM, leggendolo per la prima volta suppongo tre anni fa, e tutto grazie ad una professoressa ed alla mamma di una mia amica... ci sono libri che rimangono e che stimolano... e anche se è una frase scontata, questo è un libro che ha influenzato me, adolescente di 15 anni, in un modo che non posso descrivere

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    daniela

    23/11/2006 18.20.07

    Che dire...avete detto tutto voi, semplicemente un capolavoro...L'ho letto mesi fa e mi ha coinvolto completamente, ci penso anche quando leggo altro...Ecco sicuramente dopo aver letto Il maestro e Margherita hai un problema...Che leggi dopo??? io cerco, ma non trovo...Qualcuno mi aiuti...

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    Gianni

    15/11/2006 21.19.03

    ritengo che sia un capolavoro, un romanzo nel romanzo, direi innovativo, rende bene l'idea sia del contesto storico-politico che culturale di chi l'ha scritto, tengo a precisare che Bulgacov è uno degli scrittori non "allineati".

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    Marika

    08/11/2006 23.01.18

    Di una noia mortale. Una delle letture più faticose che abbia affrontato, sperando invano in un finale di senso compiuto. Sicuramente originale (pure troppo!), ma non ha nè capo nè coda.

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    Filippo

    17/10/2006 14.56.38

    Caro Arturo...nello stesso modo in cui tu ti stupisci del commento degli altri, permetti che ci si stupisca anche del tuo...è un grande libro...per me. Chiaro tutto può essere soggettivo, ma è dura non lasciarsi non affascinare da questo grande romanzo.

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    Arturo Barsellona

    27/09/2006 16.02.13

    Ma come fate a definirlo capolavoro.... E riuscite pure a rileggerlo: con tutti i libri che sono stati scritti ed il poco tempo a disposizione! Spero di essere più fortunato del signore che dopo 5k libri sceglie questo titolo come migliore. Ah... per Krak che fa il professore riprendendo gli altri: controlla bene anche tu prima di scrivere "Ah...per a martyx: "

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    Lilli Totaro

    25/09/2006 11.00.21

    E' stato l'unico libro che ho lasciato a metà e riposto in libreria per mesi. Ma un sottile senso di colpa mi ha spinto a riprendrlo in mano. Questa volta l'ho gustato e finito. Continui a rifletterci anche dopo la lettura perchè hai la netta sensazione di non aver colto proprio tutto. Magico.

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    mariateresa

    24/09/2006 22.29.20

    L'ho letto la prima volta una trentina di anni fa e da allora, periodicamente, lo riprendo. Per me è il capolavoro assoluto, il più bel libro che abbia mai letto.Ironico e dissacrante quando stigmatizza l'ipocrisia della società moscovita, diventa dolce e poetico quando parla di amore e di letteratura. Non si può non leggerlo

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