Il mafioso

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Paese: Italia
Anno: 1962
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Un impiegato siciliano emigrato, con una moglie milanese e le figlie bionde, appena tornato in Sicilia, dopo tanti anni, ripiomba immediatamente negli antichi sistemi mafiosi da cui si era alienato ed è costretto a commettere un omicidio addirittura a New York.
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    lara

    14/05/2020 07:41:33

    Il mafioso è un film inquietante, amaro, assurdo, realistico ma cinematograficamente curato senza scadere nella semplice prova d'attori o di scrittura. Un film aspro di Alberto Sordi, un piccolo capolavoro di una Italia che fú e in alcuni casi anche odierna. Film da non perdere.

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    Davide

    01/04/2013 15:29:32

    Un film ingiustamente poco ricordato : a parte qualche pecca per quanto riguarda la discontinuità del ritmo narrativo, Lattuada riconferma le proprie abilità di regista equilibrando farsa e dramma, nonché gestendo la performance di un sempre ottimo Sordi che qui accantona i propri abituali istrionismi per una recitazione più sobria, misurata e al contempo ben studiata , basata soprattutto sull'intensità di atteggiamenti e sguardi (indimenticabile quello finale). Un dramma amarissimo e feroce nel criticare una mondo dorato dagli interni putridi e infernali, un po' come le cappe degli ipocriti della bolgia dantesca.

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    by Ax

    01/05/2012 20:29:48

    Il film soffre un po' nel ritmo, ma il tutto è compensato dalla bella regia di Lattuada, che dopo aver risolto il non facile compito di contenere Sordi, qui privo di eccessi e capace di dare credibilità ad un personaggio siciliano, riesce a creare la giusta atmosfera di interesse e ad inserirsi sottilmente nelle sfumature di una storia profondamente triste, con le sue ragnatele malavitose di tradizioni e onore, e di quella di un uomo che ritorna alla sua terra col sorriso per poi ripartire col gelo nel cuore.

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    by Ax

    27/04/2012 20:55:58

    Il film soffre un po' nel ritmo, ma il tutto è compensato dalla bella regia di Lattuada, che dopo aver risolto il non facile compito di contenere Sordi, qui privo di eccessi e capace di dare credibilità ad un personaggio siciliano, riesce a creare la giusta atmosfera di interesse e ad inserirsi sottilmente nelle sfumature di una storia profondamente triste, con le sue ragnatele malavitose di tradizioni e onore, e di quella di un uomo che ritorna alla sua terra col sorriso per poi ripartire col gelo nel cuore.

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    scorpio

    18/07/2008 12:52:33

    bellissimo. e' un film molto realista, ma allo stesso tempo divertentissimo. grandissimo sordi in un film un po' troppo sottovalutato

Vedi tutte le 5 recensioni cliente
  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Filmauro, 2008
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 106 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo);Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Alberto Lattuada Cover

    Fotografo, sceneggiatore e regista italiano. Figlio del musicista Felice, fa parte del gruppo antifascista legato alla rivista milanese «Corrente» per la quale lavora come critico insieme a L. Comencini, con cui fonda la Cineteca Italiana. Passa dietro la mdp nel '42 adattando Giacomo l'idealista da E. De Marchi. Autore di primo piano del neorealismo nel dopoguerra, si distingue per i temi crudi, l'azione e un certo grado di spettacolarità a cui ricorre in Il bandito (1946), Senza pietà (1948) e Il mulino del Po (1949), nei quali sfrutta i canoni e le suggestioni figurative del film di genere hollywoodiano – in particolare il gangster e il noir – per raccontare storie di crimine, corruzione, prostituzione, razzismo, scioperi, disoccupazione, ingiustizie e amori impossibili. Particolarmente... Approfondisci
  • Alberto Sordi Cover

    "Attore e regista italiano. Comincia a recitare a metà degli anni ’30 dividendosi fra l’avanspettacolo, il teatro di rivista e piccole comparse al cinema (dà la voce a Ollio/O. Hardy). Il primo film da coprotagonista è I tre aquilotti (1942) di M. Mattòli, anche se negli anni ’40 i maggiori successi gli vengono dal teatro leggero e dalla radio, medium nel quale S. sperimenta e costruisce una galleria di personaggi che porterà infinite volte e con grande successo al cinema, ritraendo un uomo banalmente medio la cui apparente cattiveria nasconde una malcelata ingenuità, un cialtrone sostanzialmente vigliacco, uno sbruffone succube delle circostanze, un individuo in bilico fra la tragedia e la farsa. F. Fellini si accorge del suo immenso talento e lo chiama a interpretare il meschino divo dei... Approfondisci
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