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Vito Lo Scrudato

Anno edizione: 2001
Pagine: 118 p.
  • EAN: 9788838917127

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    C. Cassarino

    10/11/2006 11.13.06

    libro bello il "romanzo" di Pellegrina Vitello! vena narrativa e ironia quale costante stilistica: conduce il lettore.I richiami poi cullano la mente. provvido e provvisto di letture. equilibrato, seria documentazione. congettura, ardisce ipotesi con discreta dose di coraggio intellettuale. serrate argomentazioni,lucida prospettiva,propensione a scrutarsi e ritmo breve fanno avvincente il capitolo finale. Mi è piaciuto molto. Scrittura abile e intelligente( quel marito accorso stralunato all'inedito travestimento...) C. Cassarino

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    irene

    11/03/2005 20.05.26

    Molto interessante!

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    Rossana Lauria

    17/10/2004 20.00.02

    L'interessante libro di Vito Lo Scrudato narra una storia personale (vittima predestinata ancora una donna, come tante) e un contesto storico dall'alto valore documentario: il sedicesimo secolo ci offre un quadro complessivo della Sicilia molto diverso dall’odierno, Palermo contava solo 37.000 abitanti, mentre 25.000 ne aveva Messina che superava Catania, le sorti di governo erano tenute in mano all’iroso e sanguigno don Juan De Vega nemico giurato del Sant’Uffizio e della riottosa nobiltà isolana, l’inquisitore era Don Bartholomeo Sebastian uomo ad alta affidabilità per avere ben meritato nel suo precedente ufficio a Granada quale sterminatore di ebrei e mori, l’imperatore in carica era un tormentatissimo Carlo V repressore di eresie luterane, egli stesso nell’intimo della coscienza lambito dal fascino delle tesi di Luther. La strega messinese si chiamava Pellegrina Vitello, il Tribunale sacro dopo averle comminato la pena pubblica quale monito per i suoi concittadini decretò che cadesse nell’oblio, il libro di Vito LO Scrudato vuole testimoniare invece l’importanza della memoria, aiutata da provvide carte di polveroso archivio spagnolo che hanno restituito una storia che riteniamo non è solo personale, ma riguardò allora e riguarda ancora oggi tutti: inquisitori, nobili, algoziri veceregi, capitani d’arme e stratigò, popolani superstiziosi non meno dei giudici ecclesiastici, monaci e preti dei numerosissimi ordini religiosi, intellettuali coraggiosi e intellettuali senza voce, eretici luterani, bigami, blasfemi, streghe e viceré.

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