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Marco D'Eramo

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 479 p. , Brossura
  • EAN: 9788807815713
D'ERAMO, MARCO, Il maiale e il grattacielo, Feltrinelli, 1995
MAFFI, MARIO, New York. L'isola delle colline, Il Saggiatore, 1995
recensione Tonello, F., L'Indice 1995, n.11
recensione pubblicata per l'edizione del 1995

Arrivano contemporaneamente in libreria due reportage urbani, "scavi archeologici" su New York (Maffi) e su Chicago (d'Eramo). Due dimostrazioni che ciò che vediamo passeggiando per l'East Village oppure per il lungolago di Chicago è solo lo strato superficiale di una storia urbana infinitamente complessa. Maffi e d'Eramo dimostrano che nulla è emozionante quanto l'archeologia.
Maffi percorre la Bowery: "Quattro secoli fa una pista indiana, poi un sentiero che collegava le fattorie olandesi, quindi l'arteria dello spettacolo cittadino, e oggi la tremenda discarica dove s'ammucchiano e distruggono corpi e menti che non servono più al capitale". È il cuore del Lower East Side, che gli speculatori immobiliari hanno ribattezzato East Village per attirare gli agenti di borsa in cerca del brivido di vivere a contatto con la mala.
Ogni edificio parla, a chi sa ascoltare e vedere i segni della modernità: qui "le date annerite che rimandano alla fine del secolo scorso", lì "le cicatrici ancora visibili dove erano infissi i pilastri d'acciaio della sopraelevata", laggiù il murale "La Lucha Continua" della pittrice Maria Dominguez.
Parlano gli edifici e parlano gli uomini: sindacaliste comuniste degli anni trenta come Evelyn Weiner, poeti portoricani come Bimbo Rivas e Jorge Brandon, fotografe come Marlis Momber (di cui ci sono sedici immagini fuori testo), scrittori come Ronald Sanders, disegnatori come Eric Krooker. E poi pensionati che vivono di ricordi, artisti di strada, organizzatori di lotte di quartiere, ex pugili, teppisti che si portano via il peculio di Maffi appena arrivato in città...
"New York. L'isola delle colline" è un atto d'amore per Manhattan: "Intorno a me s'alzano nel cielo rosa-violaceo le torri, i castelli, le cattedrali della Manhattan ricca e potente: le masse nere che si dilatano nello spazio, le segmentazioni geometriche, i templi maya, i minareti bizantini, le 'ziggurath' babilonesi". Una corsa in città da un appuntamento a una rievocazione, da un incontro a un'avventura, frenetica come New York esige. Se c'è una critica che si può muovere a Maffi è di lasciare il lettore senza fiato, di abbagliarlo con un caleidoscopio d'immagini.
Dove Maffi corre, Marco d'Eramo cammina, per di più con una lente d'ingrandimento sempre in mano. Non c'è nulla di scontato per il detective: "Perché il cane non ha abbaiato"? si chiedeva Sherlock Holmes. D'Eramo si chiede perché Chicago abbia costruito la propria fortuna sui maiali (risposta a p. 29), perché treno, omnibus a cavalli e tram crearono i sobborghi residenziali (risposta nel cap. VIII) e perché oggi questi ultimi escludono "qualsiasi sistema di trasporto che non sia l'automobile" (risposta a p. 105).
A ogni passo una nuova domanda: perché Chicago all'inizio del secolo era la sesta città tedesca del mondo? Perché il potere tollera le gang criminali ma distrusse fisicamente quella gang politica che erano le Pantere nere? Perché negli Stati Uniti le case sono di legno e le pareti si sfondano quando uno ci si appoggia un po' troppo?
I detective, spesso, si perdono nelle minuzie, non riescono a distinguere i fiammiferi usati dall'accetta insanguinata che si trova accanto al cadavere. Nel caso de "Il maiale e il grattacielo", però, tutti i frammenti vanno al loro posto e i dettagli non ci fanno perdere di vista il quadro generale. La storia di Chicago, ci dice d'Eremo, è la storia della modernità, di quel processo che ci ha dato il treno e le autostrade, il fast food e Internet ma anche il rompicapo della segregazione razziale, lo squallore dei ghetti urbani, l'inquinamento, un modello di crescita economica insostenibile. "A Chicago - scrive d'Eramo - non cessa di stupire la straordinaria potenza rivoluzionaria, sovversiva del capitalismo, una potenza che è ancor lungi dall'esaurirsi". Anche le forze irresistibili, però, possono esaurirsi. La paralisi del sistema politico americano e le reazioni - talvolta violente - contro gli sconvolgimenti provocati dal mercato sono la prova che l'era della modernità trionfante è finita.

Recensioni dei clienti

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    sarb

    01/11/2012 18.04.22

    Un'ottima lettura, un libro interessante e ben scritto. La città di Chicago scandagliata nella sua storia e nelle sue mille sfaccettature come paradigma del modello di sviluppo capitalistico (di cui sono evidenti gli effetti negativi) e di un nostro possibile futuro. Da leggere, anche per capire meglio cosa sta succedendo oggi in Italia e come lottare contro il neoliberismo nostrano.

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