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Maigret a Vichy

Georges Simenon

Traduttore: U. Cundari
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 174 p., Brossura
  • EAN: 9788845925191
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    Cristiano Cant

    28/04/2017 18.40.48

    La magia straordinaria che erompe dai romanzi di Maigret è mirabilmente spezzata su due piani precisi: il poliziesco stretto che definisce in sé un agire, l'avvio di un'indagine, il senso di un dramma su cui va fatta luce nell'oggettiva chiave poliziesca, con metodo, analisi, intuizione e fiuto, fino alle pagine finali. Ma non meno intenso è il lato umano che incrocia e modera l'altro, un carico nascosto di passi, sguardi, calme, abitudini, che come piccoli intercalari familiari ormai entrati nell'universo del lettore scandiscono il connubio fra chi narra e chi legge come un solo quadro di rinnovata e reciproca fiducia. Si ama Maigret perché si ama il suo carattere, le sue argute pigrizie, i suoi pasti voraci, i silenzi mai spenti, il ghigno formato dalle labbra mentre dal gusto di una sana boccata di pipa già sale, forse, nei pensieri, la mossa esatta, quella della stoccata finale. E si amano non meno gli sfondi attorno a queste storie. Qui siamo in località termale, dove fra viali che invitano a passeggiate lunghe, fra panchine tranquille o liete conversazioni fra ospiti o partite a carte, ad un tratto ecco comparire una donna. E dietro quella donna un passato, un romanzo umano di ferocia e delicatezza insieme, dolore, afflizione. Dunque parte un giallo nel giallo, un congegno magnifico dove antiche menzogne, ricatti, intimi drammi ben nascosti e pian piano affiorati finiscono per svelare croste di miseria e interesse terribile nel gioco delle relazioni. Se dovessi tuttavia scegliere quale elemento amare in tutte le vicende con Maigret protagonista, lascio prevalere quello umano. E' un urto alla fine più grande e vasto della pur alta storia a cui dare soluzione. Come un scia d'ombra che sembra continuare e avere vita propria pur dentro e oltre il delitto svelato in sé. E questa è bravura somma, incisione di talento rarissimo. Buon trattamento a tutti con le acque di Simenon.

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    claudio

    02/01/2016 21.24.28

    Nemmeno a Vichy dove è stato mandato per tre settimane dal suo amico medico Pardon, Maigret riesce a restar lontano da un'indagine su un assassinio. Ed è un delitto molto particolare, tanto che Maigret alla fine si augura che il colpevole venga poi assolto in Tribunale.

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    luciano

    17/11/2015 21.35.31

    Il commissario, su consiglio del suo medico Pardon, va a passare le acque a Vichy. Finalmente una vacanza per i coniugi Maigret. Lunghe passeggiate per i viali del parco, dove di tanto in tanto si siedono su una panchina per riposarsi. E Maigret, per più giorni di seguito, vede seduta su una panchina una signora che lui chiama la signora in lilla perché nel suo abbigliamento è sempre presente un qualcosa di quel colore. Dopo qualche giorno la signora in lilla viene trovata strangolata nel suo appartamento e il commissario viene coinvolto nelle indagini. L'assassino viene scovato ma per Maigret è "un uomo molto perbene" e in cuor suo spera che sia assolto.

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    giuliano

    21/05/2015 17.11.10

    Bello, bello, bello! Mi ha riconciliato con Maigret, perché sino a qui i romanzi degli anni '60 mi avevano un po' deluso (Maigret è prudente - Maigret ed il caso Nahour in particolare) Da leggere.

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    Renzo Montagnoli

    30/10/2012 16.42.13

    Questa volta Pardon, il medico di Maigret, è stato tassativo: quei giramenti di testa non sono i sintomi di qualche malattia, ma denotano la necessità di un po' di riposo in un uomo che di età ha superato la cinquantina. Sono quindi necessarie alcune settimane di ferie e magari un aiutino, quali sono le celebri acque curative di Vichy. E' così che il commissario, accompagnato dalla moglie, va a soggiornare nella cittadina termale, adattandosi in modo sorprendente a una vita fatta di lunghe passeggiate, di pranzi sobri e senza vino, e dagli appuntamenti mattutini e pomeridiani allo stabilimento a bere le corroboranti acque. Non ha perso, però, l'abitudine di osservare la gente, di indovinare il loro carattere ed è rimasto colpito in modo particolare da una signora di mezza età, sempre sola, per nulla ciarliera, vestita con abiti color lilla e dallo sguardo enigmatico. E quando apprende dal quotidiano locale che è stata trovata strangolata nel suo appartamento la curiosità diventa ancor più professionale e collabora attivamente alle indagini condotte dal commissario capo di Clermont Ferrand, dalla cui giurisdizione Vichy dipende, e che risulta essere Lecoeur, già valido aiutante di Maigret al Quai d'Orsay. La signora Maigret sta in disparte, ma mostra interesse per il lavoro del marito, lo comprende con una dolcezza premurosa, sempre disponibile ad accontentarlo e del resto lui si assenta solo per poche ore, quante necessarie all'indagine, continuando quella vita quieta che ormai sembra essersi radicata profondamente. Per quanto ovvio, e non mi dilungo ulteriormente per non togliere il piacere ai lettori, l'azione della polizia giudiziaria si conclude in breve tempo con l'arresto dell'omicida, verso il quale Maigret, per la dinamica del reato e i motivi che l'hanno indotto, ha un sentimento di autentica pietà, al punto che quando moglie gli chiede "Quanti anni credi che?", risponde "Spero che lo assolvano?". Maigret a Vichy è senz'altro da leggere.

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    Truedefender

    09/07/2012 19.55.03

    Bellissimo!!! Un libro di una umanità irragiungibile. Un Simenon ad altissimi livelli. Da leggere assolutamente!!!

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