Maigret e il corpo senza testa

Georges Simenon

Traduttore: M. Belardetti
Editore: Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 novembre 2005
Pagine: 169 p., Brossura
  • EAN: 9788845920288
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Descrizione
Il primo pezzo che viene ritrovato, quasi per caso, impigliato nell'elica di una chiatta ferma sul canale Saint-Martin, in una luminosa giornata di marzo che profuma già di primavera, è un braccio. Ma, poiché non è così raro che un sadico si accanisca su una prostituta, la polizia non sembra preoccuparsene granché. Questa volta, però, la cosa è diversa, e Maigret lo intuisce subito: perché si tratta di un braccio non di donna, ma di uomo. Il palombaro incaricato delle ricerche non ci metterà molto a recuperare altri pezzi, e a partire da quelli il dottor Paul, dell'Istituto di medicina legale, comincia a fare delle ipotesi... Scritto a Lakeville, nel Connecticut, nel gennaio del 1955, questo romanzo apparve nel corso dello stesso anno.

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Recensioni dei clienti

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    Claudio

    21/09/2016 18:34:13

    Per un caso fortuito viene rinvenuto in un canale alla periferia di Parigi prima un braccio e poi tutto il resto del corpo di un uomo, senza trovare però la testa. E inizia così il percorso di Maigret volto a scoprire prima l'identità del morto e poi quella dell'omicida. Noi aiutato dal giudice istruttore per cui ha una antipatia innata, aiutato dalla fortuna entra in contatto con la comproprietaria di un bistrot nelle immediate vicinanze del canale, il cui marito manca da casa da diversi giorni. E da qui sale il crescendo dell'indagine di Maigret, una delle sue migliori performance.

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    Sergio

    02/08/2014 20:06:47

    Premetto di aver letto tutti i romanzi di Maigret, cominciando dagli anni 1966/67 quando venni stimolato dall'interpretazione di Gino Cervi in televisione, e che da qualche anno li sto rileggendo ricavandone un piacere che mi appare sempre nuovo. Questo in discussione lo giudico fra i migliori, perché trasmette al lettore la giusta sensazione della personalità di Maigret, uomo sensibile ancor prima che commissario di polizia. Anche qui Simenon riesce a coinvolgerci in una sorta di sincero compatimento per il personaggio centrale, Aline Calas, che in fondo è la vera vittima di tutta la vicenda, cosa che non può dirsi certo dell'uomo cui appartiene "il corpo senza testa". Del resto, lo stesso Maigret finisce col provare simpatia per la donna, quasi un insolito, intimo sentimentalismo che deve probabilmente trasparirgli dal viso se la stessa signora Maigret, nelle battute finali del libro, riesce argutamente ad osservare: "sembrava quasi che tu ne fossi innamorato". Chi ama i gialli d'azione sa che non trova nulla di questo genere in Simenon, scrittore che, anche in questo romanzo, dirotta l'attenzione del lettore sui personaggi che ruotano intorno al delitto, esseri umani con le loro debolezze e i loro destini avversi di cui il commissario Maigret va a scandagliare le profondità per intuire la verità sull'omicidio. Il tutto attraversato da descrizioni di tipici scorci francesi, fra l'odore del tabacco da pipa ed un buon bicchiere di vino bianco. Da leggere.

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    Renzo Montagnoli

    22/03/2014 17:16:01

    Che ci sia un pazzo che si diverta a uccidere e a mutilare i corpi? Potrebbe sembrare così allorché un braccio viene ritrovato impigliato nell'elica di una chiatta ormeggiata a una sponda del canale Saint Martin, tanto più che il palombaro della polizia ritrova sparsi sul fondo altri pezzi (un piede, un altro braccio), insomma quasi tutto un corpo attentamente sezionato, ma quel che manca per poter identificare la vittima è la testa. Appurato che in ogni caso non si tratta di una donna, magari una prostituta, ma di un uomo, il caso si presenta particolarmente difficile e proprio per questo di estremo interesse per il commissario Maigret. Non ci sono denunce di scomparsa e allora vuol dire che c'è chi ha interesse a mantenere l'anonimato di quel corpo smembrato, ma chi? Maigret ha uno dei suoi intuiti e, visto che lì vicino c'è un bistrot decide di farci un salto, magari per bere un bicchiere di quello buono. Dietro il banco c'è una donna, non giovane, ma che può ancora piacere, e fra una domanda e l'altra il commissario apprende che il marito è partito per affari. L'intuito si trasforma in dubbio, assume le caratteristiche di una pista da seguire ed è inutile dire che piuttosto velocemente si arriverà alla soluzione. Si tratta di un romanzo asciutto, dallo stile minimalista, un po' tetro, per quei cieli grigi di Francia e per miserie che si celano in personaggi che dalla vita non hanno avuto nulla e mai l'avranno. La donna ha due amanti, di cui uno assai più giovane e tutti e tre diventano dei sospetti. Si arriva alla soluzione in modo logico, ma quel che più conta si riconferma la straordinaria umanità del commissario, con quel senso di pietà che porterà a far luce sulla vicenda, i cui protagonisti appaiono, oltre al morto, essi stessi vittime. Non c'è soddisfazione in Maigret per aver raggiunto il risultato, c'è invece tanta amarezza per delle vite così crudelmente segnate. Da leggere, senz'altro.

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    Maurizio G.

    02/02/2010 20:44:39

    Ed ecco l'aggiustatore di destini Maigret alle prese con uno dei suoi personaggi più riusciti: Aline Calas. E' il Simenon dei primi Maigret, se possibile ancora più diretto e minimalista di quanto già lo conosciamo. Sicuramente è uno dei romanzi più riusciti della serie. Ambientazione che più tipica non si potrebbe: il canale, le chiatte, le bettole della banlieue. Come ogni altro - devo ancora trovare un Maigret che mi abbia annoiato, e ne ho già letti una trentina - un libro che si beve d'un fiato

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    stefano

    18/12/2009 12:14:32

    Quando si ha voglia di staccare, di rilassarsi, la sonnolenta, nebbiosa Parigi di Maigret presenta sempre dei tratti rassicuranti: la moglie dell'ispettore che prepara manicaretti a casa, i sottoposti del protagonista che gravitano fedeli attorno alle sue intuizioni, i luoghi comuni di cui vive la polizia parigina (se si trova un cadavere fatto a pezzi nella Senna, è quasi certamente quello di una donna). Scrittura piacevole e scorrevolissima.

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    Cristiano

    31/03/2008 10:53:14

    Simenon non delude quasi mai quando scrive di Maigret, e questo libro a mio parere è uno tra i meglio riusciti. Splendida ambientazione, splendidi personaggi che si delineano in pochi tratti di penna, una storia che avvolge e coinvolge fin dalle prime pagine. In una sola parola: bello!

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    frank

    08/12/2005 15:34:28

    difficile che simenon deluda,il migliore tra quelli pubblicati nel 2005

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