Traduttore: R. Daverio
Editore: Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 163 p., Brossura
  • EAN: 9788845918841
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Descrizione
È quasi angosciante per Maigret ritrovarsi dopo trent'anni a casa del suo amico Chabot, dove tutto sembra immutato: la sala da pranzo, lo studio, gli odori e, soprattutto, quei segni di distinzione sociale che un tempo lo turbavano. Ora è Chabot, diventato giudice istruttore, a chiedere il suo aiuto. La sua cittadina è stata sconvolta da tre omicidi e la visita del commissario capita a proposito. La prima vittima è uno dei Vernoux de Courçon, aristocratici decaduti che continuano a ostentare la loro nobiltà con gelido disprezzo. La successione degli omicidi fa pensare all'opera di un folle. Maigret non ha nessuna voglia di complicarsi la vita. Dopotutto, è solo passato a salutare un amico. Ma la follia serpeggia, facendo nuove vittime...

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    Claudio

    19/09/2016 19:04:46

    Di ritorno da un convegno internazionale di polizia, Maigret si ferma in un paesino della Vandea per visitare un suo vecchio amico di collegio, ora giudice in questa cittadina, la cui vita è sconvolta da due omicidi, cui se ne aggiunge un terzo quando è presente anche Maigret. E naturalmente sarò lui a venirne a capo. L'atmosfera è cupa e Maigret non vede l'ora di tornarsene a Parigi, anche perché là il tempo è senz'altro migliore.

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    luciano

    12/09/2016 22:56:42

    Maigret, di ritorno da un convegno internazionale di polizia tenutosi a Bordeaux, passa a trovare il giudice istruttore Chabot, suo vecchio compagno all'Università di Nantes, che abita a Fontenay-le-Comte, in Vandea, insieme alla madre settantottenne. La signora Maigret dirà: " Avrebbe dovuto sposarsi". Fontenay è una piccola cittadina di provincia con ottomila abitanti e Chabot è alle prese con due omicidi in tre giorni. La gente del paese ha paura ed è convinta che l'assassino sia un pazzo. Maigret, suo malgrado, si trova coinvolto nell'indagine, anche perché, la sera stessa del suo arrivo, viene commesso un terzo omicidio; l'arma è sempre la stessa: un corpo contundente, tubo di piombo o chiave inglese, con cui viene fracassato il cranio della vittima. Maigret risolve il caso grazie al suo grande intuito psicologico. Da non perdere!

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    Truedefender

    28/01/2014 11:04:35

    "Il destino, quel fastidioso violatore della proprietà privata dell'autodeterminazione" citazione di Ellery Queen. Il destino ha portato il Commissario Maigret a far visita ad un suo vecchio amico. Se ciò non fosse accaduto il colpevole sarebbe rimasto impunito? Personaggi intriganti, come sempre con Simenon. Manca la solita fantastica descrizione dei luoghi, qui piuttosto latitante. La storia ed il finale un pochino scontati per come ci ha abituati il nostro scrittore. Secondo me non tra i migliori di Simenon.

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    Renzo Montagnoli

    17/09/2012 05:31:20

    L'atmosfera e l'ambientazione sono tipicamente francesi, della piccola città di provincia, in cui da sempre appare preminente l'attività agricola. La differenza rispetto agli altri romanzi con Maigret sta invece nella partecipazione del celebre commissario in veste di spettatore, uno spettatore non passivo, ma che, grazie al suo formidabile intuito e all'esperienza pluriennale, giunge a scoprire l'assassino di una serie di delitti inspiegabili che sconvolgono l'abitato di Fontenay-le Comte. Ma che ci sta a fare così lontano dalla sua Parigi? Di ritorno da un congresso di polizia tenutosi a Bordeaux decide di fermarsi nella cittadina della Vandea per incontrare il giudice istruttore Julien Chabot, suo vecchio amico dall'Università. Arriva di sera e già c'è un omicidio, il terzo in pochi giorni, con vittima un ubriacone. I due precedenti hanno visto l'assassinio di un nobile decaduto e di un'anziana e povera levatrice. Fra i tre delitti non esiste nesso, se non l'arma utilizzata, e cioè un corpo contundente, così che piano piano nel piccolo ambiente di provincia si insinua il sospetto che siano opera di un pazzo. La paura serpeggia, fa istituire dei gruppi di volontari che pattugliano le strade, fa rinascere odi sopiti fra la povera gente e i maggiorenti, fra i quali, soprattutto, i Vernoux, arricchitisi con il commercio di bestiame e diventati nobili grazie a un matrimonio di convenienza. Il panico, che prende progressivamente piede, è tangibile e non resta immune nemmeno Maigret, i cui timori però rivengono dalla sempre meno remota possibilità che la folla voglia farsi giustizia da sé, che un qualsiasi sospetto diventi agli occhi accecati dall'odio come il colpevole. Alla fine l'intricata trama si dipanerà e Maigret, senza aver condotto le indagini in prima persona, avrà la certezza di chi è il colpevole. Da leggere, quindi, e questo, più che un consiglio, è una raccomandazione.

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    Franco

    22/07/2005 13:25:24

    Come ambientazione è simile a quel capolavoro insuperato della serie dei Maigret che è il caso Saint Fiacre ed è lo stesso Maigret ad esserne consapevole in quanto tutto ciò che lo circonda richiama alla sua mente la sua giovinezza, anche se le vecchie amicizie prima o poi devono essere rimesse in discussione. Come sempre atmosfere che si trovano solo in Simenon e che danno al lettore l'impressione di "vivere" il romanzo e, anche se meno profonda e delineata di altre volte, ottima caratterizzazione dei personaggi.

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