Maigret e l'informatore

Georges Simenon

Traduttore: E. Vicari Fabris
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 marzo 2012
Pagine: 154 p., Brossura
  • EAN: 9788845926686
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Descrizione
Al funerale di Maurice Marcia, anziano proprietario di un noto ristorante di rue Fontaine ("un funerale coi fiocchi!" commentano i curiosi che vi assistono), partecipa, in grande spolvero, la "crème de la crème" della malavita parigina, dai boss ai giovani che si stanno facendo strada, dai magnaccia ai tenutari di case di appuntamento. In prima fila, sola e altera, la vedova: trent'anni, un corpo da mannequin, impenetrabili occhi azzurri. Una che non esita a giocare sporco, e che per Maigret sarà un osso duro. Il commissario non ci ha messo molto a intuire che la bella Line non è affatto estranea alla morte del marito, e grazie al misterioso informatore che continua a telefonare all'ispettore Louis (uno che conosce il quartiere come le sue tasche) apprenderà pure che, la notte in cui è stato trovato il cadavere di Marcia, lei era insieme al suo amante, il maggiore dei due fratelli Mori, sospettati di appartenere a una banda che svaligia le ville e i castelli nei dintorni di Parigi. Ma non sarà facile trovare il bandolo della matassa. Tanto più che alla fine, quando avrà riunito nel suo ufficio protagonisti, comprimari e comparse dell'intricata faccenda, Line e il suo amante continueranno ad accusarsi a vicenda. E non smetteranno neanche davanti ai giudici.

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    Ades

    22/09/2018 20:33:18

    Un romanzo davvero avvincente, che trascina e coinvolge il lettore, che come nei migliori romanzi di Simenon, si trova quasi a camminare fianco a fianco del commissario più famoso di Francia tra vicoli del quartiere di Monmatre fino alle vie assolate della Costa Azzurra per cercare di scovare il misterioso informatore dell'ispettore Lognone di mettere alle strette quella che sembra una coppia infernale: la moglie del defunto ed il suo amante omicida... Ma non tutto è così semplice e chiaro come sembra all'apparenza e alla fine non mancheranno i colpi di scena.

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    Renzo Montagnoli

    07/04/2018 07:47:38

    Ho notato che quando Maigret ha a che fare con la malavita perde molto del suo smalto, perché è come se Simenon dimenticasse la sua caratteristica di essere un acuto analizzatore della psiche umana. E’ indubbio che l’autore belga dia il meglio di se stesso quando le sue storie avvengono in provincia, in località che presentano tutte le caratteristiche di un mondo chiuso. Anche Maigret e l’informatore non sfugge alla statistica e ne esce un poliziesco che presenta anche il difetto di far conoscere anzitempo al lettore il nome dell’assassino e pertanto l’indagine si estrinseca esclusivamente nella ricerca delle prove per incastrarlo, ricerca invero un po’ faraginosa e non del tutto supportata dalla logica. Inoltre i gangster sono i malavitosi che ben conosciamo e che sembrano prodotti di una unica fattrice e, come se non bastasse, è presente il classico triangolo amoroso, alla base di tanti delitti, fra in quali anche questo. In buona sostanza Simenon nel romanzo privilegia l’intreccio, tuttavia un po’ debole, e si dimentica di tutte quelle caratteristiche che hanno fatto di lui quel grande scrittore a tutti ben noto. Per esempio c’è la ricerca di un individuo che si sviluppa a Parigi fino a Montmartre e questa sarebbe stata l’occasione per descrivere il quartiere degli artisti non come da cartolina, ma l’occasione non è stata colta; sì, Maigret si agita, si muove, in auto e addirittura in aereo, ma è un protagonista sotto tono, un commissario quasi anonimo, senza quei guizzi di umanità che così spesso lo contraddistinguono. Il libro si legge, certo, ma la delusione non è poca e così anche questo viene cassato fra quelli non riusciti di Simenon, pochi per fortuna in verità.

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    claudio

    27/04/2012 08:47:26

    Non sono un gran lettore di Maigret, lo ricordo in televisione in bianco e nero con la faccia di Gino Cervi accompagnato dalla moglie Andreina Pagnani, da Janvier -mi pare interpretato da Maranzana- e da tanti altri importanti comprimari. Ogni tanto leggo qualche recensione positiva di un romanzo di Maigret e allora compro il libro e me lo leggo in un attimo: mi pare sempre di vedere il faccione di Gino Cervi, di sentire la sua voce, di vedere il fumo della sua pipa e mi gusto il libro. Anche questo è un ottimo Maigret: deve trovare l'assassino di un famoso ristoratore parigino, di sessant'anni, che anni prima era un componente della mala. Il ristoratore ha una moglie bellissima di trent'anni più giovane. Con l'aiuto determinante di un informatore e di un ispettore chiamato il Vedovo, riesce a scoprire la verità: sono stati la moglie e il suo amante, anche se non si sa chi ha materialmente premuto il grilletto della pistola.

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