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Editore: Mondadori
Edizione: 15
Anno edizione: 1998
Formato: Tascabile
Pagine:
  • EAN: 9788804459170

Recensioni dei clienti

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    salvatore

    29/07/2015 17.46.39

    il libro più politico di Marquez, inizia e termina con la descrizione dei riti mattutini di padre Angel, il prete del villaggio (che non è Macondo), quasi ad indicare che nulla cambia a dispetto di quanto vuol far credere l'alcalde, simbolo della classe al potere e della corruzione dilagante. In una cella della caserma si uccide Pepe, un ragazzo innocente e, nonostante il villaggio intero sappia del misfatto, si occulta il corpo e si nega la morte ostinatamente: ragazzi, dice l'alcalde ai suoi uomini, d'ora in poi e fino alla vostra morte dovrete credere alla più grande cazzata della vostra vita, Pepe è scappato. Lo stile inconfondibile di Marquez, l'ironia graffiante e dal gusto amaro, le espressioni forti del volgo, le figure di uomini e donne impastate da una pioggia che cade per tutta la durata del libro amalgamano il tutto: "Cent'anni di solitudine" a mio avviso resta inarrivabile, ma anche qui si vola a quote vertiginose

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    giusi

    09/07/2014 11.11.01

    Romanzo "ingannevole", non sono d'accordo con chi ha sostenuto che la protagonista del testo sia la "pasquinata", questa credo sia solo uno stratagemma letterario che appunto inganna il lettore, e nasconde la reale protagonista del libro che è la denuncia, neanche troppo velata, del potere dittatoriale e dispotico. Testo che promette bene e che incuriosisce, anche se poi lascia un po' insoddisfatti.

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    Michele Lucivero

    28/05/2014 17.04.48

    La vera protagonista di questo romanzo frammentario e acerbo degli esordi del vecchio Gabo sembra essere la "Pasquinata", una sottile e subdola forma di calunnia che non sembra risparmiare nessuno. Sottile perché scava nel profondo alla ricerca di piccole disattenzioni o ataviche incertezze, come quella di non poter mai sapere, purtroppo, la reale paternità dei figli che noi uomini mettiamo al mondo; subdola perché colpisce di notte, nell'oscurità, quando tutti riposano e si ricaricano serenamente per affrontare una giornata che, tuttavia, sarà uguale alla precedente. La struttura peculiare della calunnia, della chiacchiera, è davvero curiosa: il suo potenziale negativo non sta nel pensare o nel riferire segretamente di bocca in bocca un segreto su una persona ad un'altra e così via; insomma quante volte sarà capitato di sapere, nelle dinamiche di piccoli paesi, di tresche e intrighi che magari hanno generato anche figli illegittimi e spesso amati più di quelli legittimi. Ciò che più colpisce della chiacchiera è la sua pubblicità, la spregiudicatezza della pubblica, ma anonima, gogna che rende impossibile il render pan per focaccia. Per porre fine a tali scomode rivelazioni, che in realtà erano già da sempre sulla bocca di tutti, le autorità non possono far altro che rincorrere un capro espiatorio, ma ormai è troppo tardi: il paese si spopola e nonostante le misure restrittive...

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    Luisa

    02/02/2014 14.38.43

    Mi permetto di obiettare che in molti paesi del sudamerica (ho sposato un latinoamericano) si usa correntemente mujer sia come moglie che come donna...il libro non è Cent'anni di solitudine ovvio...ma è interessante...e molto istruttivo secondo me.

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    nicola

    25/01/2014 12.51.01

    Ha scritto di meglio

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    Giulio

    16/06/2010 14.45.17

    Intervengo per difendere il traduttore Angelo Morino, bistrattato dall'utente "anonima" che evidentemente in fatto di traduzione ne sa molto poco. Prima cosa, coma ha già correttamente fatto notare l'utente sotto di me: lo spagnolo parlato in sudamerica presenta delle variazioni ( fonetiche e lessicali ) rispetto al castigliano della madre patria. Inoltre, chi ha letto Màrquez in lingua originale, sa benissimo che la sua lingua, lungi dall'essere stratifica e forbita, presenta molti neologismi e gergalismi e che adattarli in traduzione significa "uscire" a volte dalla norma grammaticale standard. Morino è un traduttore molto competente e che mai si perderebbe in errori sciocchi come qualcuno pensa. Per chi ha letto Cent'anni di solitudine in spagnolo, andate a confrontarlo con la traduzione italiana di Cicogna: in molti passi non è per nulla fedele e presenta qua e là adattamenti molto personali e non aderenti all'originale...

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    mato

    05/05/2007 16.04.15

    Anche questo è un libro degli esordi dello scrittore. Di per sè la storia non è male anzi se non fosse per la trama...qualche correzione l'avrei fatta!!! Però a dirla tutta non sono d'accordo con ciò che scrive "anonima" perchè mujer in spagnolo è inteso anche come donna. Da considerare tra l'altro che lo spagnolo che si parla e si scrive in sudamerica si discosta non poco dal "castigliano".

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    anonima

    28/08/2006 12.47.17

    Il buon Gabò sembra che abbia scritto tutto ciò che gli veniva in mente senza poi rileggerlo, ma il peggio è che anche il traduttore non ha riletto quello che ha scritto: sono presenti parole inesistenti in un dizionario italiano e il grossolano errore di tradurre "mujer" come moglie quando dalla storia risulta chiaro che nessuno aveva ancora sposato quella donna. Spero che la Mondadori abbia sostituito immediatamente il traduttore e che questi non abbia trovato altri editori disposti a fargli maltrattare la letterattura di lingua spagnola

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