Malastagione - Francesco Guccini,Loriano Macchiavelli - copertina

Malastagione

Francesco Guccini,Loriano Macchiavelli

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Editore: Mondadori
Collana: Strade blu
Anno edizione: 2011
Pagine: 305 p., Brossura
  • EAN: 9788804606673
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Nel bosco di castagni che domina Casedisopra, minuscolo paese dell'Appennino tosco-emiliano, se ne sta appostato in attesa della preda il vecchio Adùmas, montanaro con un nome da romanzo (il padre, appassionato dei Tre moschettieri, lo ha chiamato come l'autore, un certo A. Dumas...). Non è un bracconiere di professione, Adùmas, ma ogni tanto prende la doppietta e va nel bosco. È il brùzzico, il crepuscolo, e Adùmas ha appena bevuto qualche sorso di grappa, giusto per ingannare l'attesa, quando poco lontano spunta una bestia come non ne ha mai viste e come nessuno ne vedrà più. Il dito gli si congela sul grilletto e in un attimo la bestia fugge via. Non c'è grappa o crepuscolo che tenga: davanti ai suoi occhi è appena comparso un cinghiale con un piede umano tra le fauci. I paesani, convinti che il vecchio abbia alzato troppo il gomito, sono subito pronti a schernirlo... Tutti, tranne Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale che nonostante la sua giovane età sa bene quanti segreti possa nascondere la terra scura sotto i castagni. E poiché anche un Forestale può occuparsi di delitti, quando il crimine si fa largo nei suoi territori, Poiana comincia subito a indagare attorno al caso del cadavere privo di un piede che forse giace in mezzo al bosco. Ma gli tocca scoprire subito che le relazioni e gli affari tra i notabili del luogo creano un groviglio di interessi più pericoloso e inestricabile di un roveto.
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    domenico

    03/06/2012 22:11:03

    Cosa potrei dire? Direi favoloso,geniale e sobrio,già avrei detto tutto con questi pochi aggettivi.Ma mi divulgo un pochino sul contenuto,la storia non è alla fine intrigante e una normale vicenda i cui sfondi caratterizzanti che la rendono unica sono le descrizioni del Guccini e Macchiavelli,tutto è realistico attraverso la loro esposizione. Qualche esempio: Il bivaccare presso l'osteria di Benito io immaginavo i sapori e gli odori,le attività di ufficio svolte in caserma,le note di servizio gli ordini impartiti ai subalterni si viaggia in un realismo paradossale,tutto è meticolosamente descritto,dai boschi alle strade sterrate sembra di immedesimarti in esso. Ti colpisce oltre alla trama, la vita al contatto con la natura,consiglio vivissimo a chi vuole uscire fuori dalle consuetudini è la routine della normale lettura,per chi vuole qualcosa in più,per chi non vuole spegnere la luce e smettere di leggere. Aspetto con ansia,l'uscita di un prossimo libro,auguri agli autori.

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    roberto

    21/11/2011 10:58:04

    Letto tutto d'un fiato, mi manca già il maresciallo Santovito, ma Poiana promette bene per il futuro..

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    Oblomov71

    12/10/2011 15:41:28

    Piacevolissimo e garbato giallo di stile casareccio, dagli odori, sapori, accenti tosco-emiliani. Tra cinghiali, marescialli e trattorie di paese la trama scorre bene, ma il vero piacere è inoltrarsi con gli autori nei boschi dell'Appennino.

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    Alessandra

    10/09/2011 12:55:59

    Non è un finale banale, direi piuttosto reale. Nella vita di tutti i giorni i rapporti tra le persone finiscono anche in questo modo. Certo, anche io avevo ricamato chissà quale storia d'amore tra Poiana e Francesca, ma la vita è fatta anche di momenti d'intesa che poi finiscono nel nulla. Questo romanzo è stato una boccata d'aria fresca, una piacevole compagnia che mi ha lasciato il desiderio di seguire nuove avventure di Poiana. Mi è proprio piaciuto Poiana: lo vorrei conoscere di persona e forse anche io gli piacerei...

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    marilu

    30/08/2011 22:04:13

    Chi si aspetta il finale deve leggere Agatha Christie. Chi ama l'appennino, i suoi modi di viverlo, i personaggi "normali" le situazioni probabili gradisce anche questi romanzi "piani", ma sinceri. Marilu

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    AGOSTINO

    13/06/2011 23:25:37

    bello bellissimo piacevole da leggere e molto semplice

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    Maurizio V

    06/06/2011 23:33:26

    Pero'!!! Niente male. Ne leggero' altri. sicuramente. Poiana è un bel personaggio. Un po' acidino come se fosse già "zitello" anche se giovane. Bello e anche avvincente seppur con situazioni ambientali portate un po' all'estremo.

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    Chiara

    10/05/2011 13:02:27

    Bello perchè si legge bene e ti lascia con un sorriso. Bello perchè parla di cose semplici. Lo ha letto anche mio padre che non legge mai niente. Compratelo!

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    alessandro alberti

    02/05/2011 11:54:15

    Il duo Macchiavelli Guccini è riuscito a riproporre un personaggio nuovo:L'ispettore della Forestale Marco Gherardini.Con una buona capacita' di intuizione e sintesi riuscira' a venire a capo di una situazione piu' adatta all'investigatore che al suo ruolo ufficiale.La lettura mi riporta ad un altro bel libro scritto dai due autori, ovvero " Un disco dei Platters". Perlomeno come ambientazione.Anche qui abbiamo a che fare con un paese dell'Appennino Tosco-Emiliano, con villeggianti,con osterie e cibi robusti,con boschi e sottoboschi e l'immancabile lago.Poi c'è la storia tra Marco e Francesca che mi ricorda molto quella tra Santovito e Raffaella,pur con qualche distinguo.Gherardini ha comunque tutte le carte in regola per ripercorrere i successi letterari del Maresciallo Santovito,diciamo che è partito col piede giusto,seppur in bocca ad un cinghiale. Buona anche l'impostazione data al testo con capitoli brevi che non impegnano eccessivamente,ma corrono via velocemente alimentando l'interesse del lettore.

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    Roberta

    02/05/2011 11:44:42

    Bello e scorrevole, ma che delusione il finale! Mi aspettavo un colpo di scena, invece solo un finale prevedibile e devo dire banale. Comunque carino.

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    Stefano

    27/04/2011 18:08:50

    Inizia come un libro "che si fa leggere", poi cade nel banale e nel prevedibile e il finale è scontato... non consigliato

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    alfonso

    05/04/2011 22:33:33

    ho letto quasi tutto di macchiavelli e guccini. Malastagione, come gli altri è da leggere. per finirlo me l sono portato ovunque.

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    Alberto

    23/03/2011 21:38:50

    Guccini stupisce un'altra volta!!! Ero un pò scettico sul fatto di non sentire più le gesta del maresciallo Santovito, però devo dire che anche "Poiana" Gherardini è allo stesso modo intrigante. Poi devo dire che il fatto di avere sempre un occhio di riguardo verso la montagna, la natura in generale, è al quanto indovinato.Mi pare che ci richiami un pò all'ordine,su come di solito la gente dovrebbe comportarsi in certi luoghi e situazioni! Inizierà una nuova saga....?

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    Franca

    21/03/2011 16:52:27

    L'idilio in struggente pericolo degli ultimi uomini con la montagna, l'insensibilità di altri "uomini" per i valori dell'ambiente, fanno di questo libro una testimonianza molto contemporanea su una tematica sensibile.

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    paola

    13/03/2011 19:26:03

    Bella l'ambientazione, interessante la trama. Fa piacere, una volta tanto, leggere dei "gialli" italiani e ben scritti. Il fascino della nostra lingua è ineguagliabile e i vocabili "regionali" utilizzati in questo caso non mancano di renderla più affascinante.

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    maurizio

    09/03/2011 16:11:03

    Non granchè. La "location" è la solita: le montagne dell'appennino, ma trama e personaggi sono di poca profondità e molto prevedibili. Sono un appassionato del duo, ma i libri precedenti, con il Maresciallo Santovito come protagonista, erano tutta un'altra cosa, taluni veramente notevoli (Macaronì su tutti).

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    Damiano

    08/03/2011 11:37:08

    Un pò Montalbano un pò Marvaldi ecco il personaggio di Poiana. Il libro è ben scritto e scorre via molto bene.Era la prima volta che leggevo Guccini e Macchiavelli ma non sarà certemente l'ultima

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    Massimo

    21/02/2011 11:49:36

    Bello, letto d'un fiato. Speriamo che, come per Santovito, ne esca alla svelta un seguito

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    stefanovet09

    09/02/2011 21:17:40

    molto bello, avvincente per semplicità e ritmo. decisamente un libro godibile, non facile nell'ambientazione, ma molto ben strutturato. dispiace solo che non sia stato più sviluppato nei personaggi e nella trama: avrebbe benissimo potuto essere un libro di 700 pagine senza stancare.

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    Alberto

    07/02/2011 14:35:04

    Un gradino più in basso rispetto agli altri libri della coppia Macchiavelli-Guccini. La trama gialla non è niente di eccezionale, mentre il personaggio di Poiana promette bene. Comunque il meglio dei due autori viene fuori nelle ambientazioni inizio '900 - anni della resistenza

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A tre anni di distanza dall’ultimo successo, torna la coppia formata da Francesco Guccini, cantautore nato Tra la via Emilia e il West, e Loriano Macchiavelli, creatore del personaggio letterario e televisivo di Sarti Antonio. Insieme, i due narratori, hanno dato vita a una delle serie più interessanti del poliziesco italiano, con protagonista il maresciallo ex-partigiano Benedetto Santovito. Oggi abbandonano le atmosfere del dopoguerra e la vitale Bologna del passato per Casedisopra, un paese di montagna stranamente simile alla Pavana di Guccini. Tra boschi insidiosi, osterie, vecchie abitudini paesane e nuove tendenze urbanistiche Guccini e Macchiavelli danno forma a un “noir appenninico” del tutto inedito in Italia, che condensa le tematiche della tutela del territorio e i luoghi gucciniani, con il classico plot poliziesco.
Anche la “forza dell’ordine” protagonista di questa storia è inedita: si tratta di Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Guardia forestale. Poiana ha 28 anni e tra quelle montagne ci è nato e cresciuto. Per lui tenere in ordine il suo mondo è un imperativo morale ma anche un piacere. In estate bisogna tenere d’occhio i villeggianti che sempre più spesso lasciano la città per inoltrarsi nei castagneti; poi ci sono gli animali, i cinghiali, daini, caprioli che scorrazzano ovunque senza il minimo timore dell’uomo; poi naturalmente c’è il bracconaggio, contro cui la forestale conduce una vera e propria battaglia e poi ancora il controllo sulla raccolta dei funghi e la cura degli animali feriti. Insomma, nulla sfugge allo sguardo attento del Poiana, e neanche alle sue orecchie vigili…
Seduto al tavolino del bar, Marco ama ascoltare le storie della varia umanità montanara che vi soggiorna, magari bevendo un bicchiere di rosso. Come molti locali della montagna, la trattoria – bar “Da Benito” è un luogo in cui convivono pacificamente razze e culture diverse. Ci sono i fratelli tunisini Haled e Samir, una squadra di muratori del Sud, c’è Amdi, il cameriere marocchino e ci sono i paesani e i villeggianti, tutti potenziali o effettivi bracconieri. Da Benito ognuno ha da raccontare la sua storia, ma quella che ha tirato fuori Adùmas, il vecchio cacciatore, stavolta è davvero troppo grossa. Gli altri lo hanno preso subito in giro, pensando che le sue farneticazioni fossero solo il risultato di una bella bevuta. Ma Poiana in qualche modo gli ha creduto, perché Adùmas è un uomo di poche parole e poi perché mai nessuno lo ha visto veramente ubriaco. Aveva detto: -“Un cinghiale come l’ho visto io, qui non l’ha mai visto nessuno”. “E come sarà mai questo cinghiale?” – “Teneva in bocca il piede di un uomo”.
“Se c’è un piede, c’è anche il resto, ci deve essere un uomo scomparso”, pensa l’ispettore della forestale mentre ripercorre le strade battute da Adùmas. Ma invece del cadavere con il piede mozzato, vede impronte e ombre di uomini che si aggirano furtivamente, occhi nascosti dietro finestre serrate in paesi abbandonati, e quasi va a sbattere con la sua campagnola contro la C3 Pluriel di Francesca. La figlia del dottor Bordini, studentessa di musica al DAMS di Bologna, stanca di una città morta e decadente, è tornata in paese, alla Cà Storta che era dei suoi nonni, portando un vento di mistero nella vita di Marco Gherardini.
È l’inizio di un’indagine che spetterebbe ai Carabinieri ma che non interessa a nessuno, a parte a chi sta a cuore la serenità dei boschi e del territorio. È un romanzo affascinante, una storia di giovani che vivono e concentrano le loro ambizioni in vecchi posti, una grande lezione che l’Appennino continua a dare anche a chi non ha più tempo di ascoltarla.

  • Francesco Guccini Cover

    Cantautore mito di più di una generazione, anche la sua attività di scrittore si configura come una delle esperienze più originali e suggestive della scena letteraria italiana dell'ultimo decennio. Sporadicamente anche attore, autore di colonne sonore e di fumetti. Fino alla metà degli anni Ottanta ha insegnato lingua italiana al Dickinson College di Bologna, scuola off-campus dell'Università della Pennsylvania. Ha anche lavorato come docente presso la sede bolognese della Johns Hopkins University (Washington, DC, USA). La sua vita si è svolta tra Modena, Pàvana e Bologna. Tra i suoi libri si ricordano: Cronache epifaniche (Feltrinelli 1989, ripubblicato da Mondadori nel 2013), Vacca di un cane (Feltrinelli, 1993), Storie d'inverno (Mondadori... Approfondisci
  • Loriano Macchiavelli Cover

    Ha frequentato l'ambiente teatrale come organizzatore, come attore e, infine, come autore; alcune sue opere teatrali sono state rappresentate da varie compagnie italiane. Dal 1974 si è dedicato al genere poliziesco e ha pubblicato numerosi romanzi divenendo uno degli autori italiani più conosciuti e letti.  Da un suo romanzo (Passato, presente e chissà) è stato tratto lo sceneggiato televisivo per Rai Due Sarti Antonio brigadiere andato in onda nell'aprile del 1978. In seguito ha curato il soggetto e la sceneggiatura del film per la TV L'archivista, andato in onda su Rai Uno nel settembre del 1988. Il film porta sul piccolo schermo uno dei suoi personaggi letterari più riusciti: Poli Ugo, interpretato per la TV da Flavio Bucci. Il film presenta una Bologna... Approfondisci
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