Editore: Adelphi
  • EAN: 9788845931611
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    MariaZambrana

    20/09/2018 17:13:49

    Malaparte è uno di quegli scrittori in cui il confine tra l'autore e il personaggio è sempre in bilico e spesso viene cancellato per lasciare spazio ad indimenticabili pagine di allegorica autobiografia. La lettura de La pelle resterà sicuramente un momento indimenticabile nella mia vita di lettore, quella forza incredibile, quella volontà di andare avanti nonostante tutto e nonostante tutti. «Maledetti toscani» è un libro interamente malapartiano e questo è allo stesso tempo il suo più grande pregio ed il suo peggior difetto. Ci sono pagine magnifiche, piene zeppe di quell'arguzia, di quell'ironia che si vuol far passare per ingenuità che rendono gli scritti di Malaparte unici ed inconfondibili. E non sono nemmeno poche. Penso ai capitoli sugli abitanti di Campi Bisenzio o a quello sullo sbarco degli Alleati nel 1943 - il tema più caro a Malaparte e nel quale la sua scrittura raggiunge l'apice. Il vero grande problema è che il resto del libro è un tentativo (a volte terribilmente noioso, in generale mal riuscito) di ripetere la genialità e l'acume delle pagine migliori. Per chi è toscano questo libro è una lusinga, un complimento, un elogio della toscanità. Libro abbastanza bello e ironico. Godibile.

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    Il Freddo

    19/02/2018 15:38:55

    Tagliente fino al limite, da vero toscano. A tratti forse pesante come lettura ma sempre lucido e coerente. Non adatto a tutti, certo. Ma sicuramente a chi sa cosa sia (o vuole saperlo) un toscano doc.

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Indice.

I. E maggior fortuna sarebbe, se in Italia ci fossero più toscani e meno italiani

II. Perfino nell'uso delle parole i senesi lasciano l'olio toscano per il burro

III. Hanno un modo d'inginocchiarsi, che è piuttosto uno stare in piedi con le gambe piegate

IV. I toscani, all'inferno ci vanno a orinare

V. Io son di Prato / vo' essere rispettato / e posa il sasso, sai. (Antico detto del popolo pratese)

VI. Tutta a Prato va a finire la storia d'Italia e d'Europa: tutta a Prato, in stracci

VII. «O non lo sai che i toscani stanno a sedere sui buchi degli altri?»

VIII. L'Arno è un fiume che ride, il solo fiume, in Italia, che ride in faccia alla gente

XIX. Se ne vanno all'altro mondo, nell'aldilà, come se andassero di là, in un'altra stanza

X. E c'è chi dice che, al pari di tutte le cose toscane, quel vento nasce di sotterra, o, come credevan gli etruschi, dall'inferno

XI. «To mae!» (Grido di guerra dei pratesi e dei fiorentini)

XII. D'estate, si sa, i fiorentini hanno caldo

XIII. Peretola Brozzi e Campi / è la meglio genìa che Cristo stampi

XIV. I ladri, in Toscana, non rubano polli

XV. Oh, le belle livornesi, / fanno un figlio ogni due mesi

XVI. O livornesi che sempre state / alla vela al remo al timone / tanto vento voi respirate / che avete il culo chiacchierone (L'Arcitaliano)

XVII. I toscani son la cattiva coscienza d'Italia

XVIII. I toscani hanno il cielo negli occhi, e l'inferno in bocca