Manca sempre una piccola cosa

Alessandro Defilippi

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 23 marzo 2010
Pagine: 258 p., Brossura
  • EAN: 9788806202279
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Descrizione
Giorgio Aguirre ha studiato medicina, come la madre e il padre prima di lui. Ma di fare il medico non se ne parla. Meglio diventare radiologo industriale in un'officina che produce fiancate per elicotteri: "macchine e non uomini, rotture e non fratture". Si, perché Giorgio ha una specie di occhio assoluto. E in grado di vedere nelle lastre, in quelle zone d'ombra lattiginose, crepe minime che nessun altro percepisce. Il Rospo, "un tecnico magro e lunare", gli trasmette il mestiere e molto altro. A legarli è un'amicizia trattenuta, virile, burbera e proprio per questo affettuosissima. La forza di quel vecchio brontolone un po' filosofo lo accompagnerà sempre, anche nella sua vita da fuggiasco. Giorgio infatti parte per il Belgio, dove va a occuparsi del controllo qualità in uno dei centri più all'avanguardia nel campo delle prove non distruttive. Qui incontra Anne-Marie, che profuma "di burro e pandispagna" e gli dà lezioni di guida e di cucina. Poi si spinge fino in Alaska, dove nuota l'halibut dal ventre bianco e ricurvo come una falce di luna, e dove d'inverno la terra non finisce e il mare non comincia. Ma il Rospo va a cercarlo per riportarlo a casa, perché dal dolore non si può fuggire sempre, perché occorre anche abbandonarsi all'"infinito ondoso oscillare delle cose". Per scoprirsi alla fine mutati nel profondo.

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Recensioni dei clienti

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    Maurizia

    05/04/2010 08:43:27

    Sono cinefila e non mi è sfiggito il paragone con il film "In to the wild". Giorgio non segue le orme dei genitori entrambi medici e si dedica alla radiologia industriale. Possiede doti che altri non hanno e proprio per questo viene guardato con sospetto e quasi paura. Gira un po' per il mondo (Alaska, Belgio) cercando di vincere le sue angosce che non sopisce nemmeno con le donne che incontra. La figura del Rospo ricorda quella del "vecchio amico" nel film, dove vedrei bene in una trasposizione cinematografica, Felice Andreasi purtroppo scomparso. E' una figura paterna bellissima, più presente del padre stesso. Un racconto affascinante che non voglio anticipare dove bene e male, tristezza lieve e angoscia. "Hai ragione tu, dice Giorgio,.....hai ragione. Ho paura" ...e poi finalmente...

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    Laura

    28/03/2010 15:33:15

    Questo romanzo pieno di grazia è potente;la potenza non di una musica roboante, ma di una musica che con la sua grazia si insinua fino ai gangli. Una musica costante che arriva fino al cuore.

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