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Diego De Silva

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 88 p. , Brossura
  • EAN: 9788806219901
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Recensioni dei clienti

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    Giulia

    04/09/2016 18.59.04

    Vero. E adorabile.

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    Mariella

    03/02/2016 11.45.18

    Leggibile, ma niente a che vedere con i primi romanzi. Il de Silva che amo, e che spero che ritorni, è quello di 'Voglio guardare' e 'Certi bambini' ....

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    laguby

    02/09/2014 12.52.09

    Un uomo e una donna fatti l'uno per l'altra, ma che non si incontrano mai: si sfiorano inconsapevolmente (eppure frequentano lo stesso locale), entrambi segnati dalla ricerca d'amore autentico che ancora non hanno trovato. Riusciranno questi due personaggi a imbattersi l'uno nell'altro, a ri-conoscersi? Finalmente una storia d'amore Per chi ha "fortuna" l'amore - sembra dirci De Silva - è un filo delicato, impercettibile ma resistente che ci attraversa il cuore. Linguaggio fluido, piacevole; la tentazione è di leggerlo tutto d'un fiato. Ma val la pena di assaporarne la dolcezza.

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    Sara

    03/06/2014 11.03.00

    O lo apprezzi o lo cestini, non ci sono vie di mezzo. E credo che il discrimine stia nel fatto che riesca o no a toccare le corde dell'anima più profonde del lettore, mettendone a nudo le umane debolezze. 5 senza dubbio.

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    Rosario

    30/01/2014 16.18.42

    Un libro che accenna verità profonde e lascia al lettore il travaglio di svilupparle, personalizzarle, individuarle. Riesce nell'intento (al quale riescono pochi scrittori) di svelare realtà scomode o che si danno per scontate, spogliando chi legge di quell'ipocrisia alla quale gelosamente e segretamente ci si aggrappa per un quieto vivere da difendere ad ogni costo. Cosa non meno importante, ben scritto.

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    Simone F

    24/12/2013 16.55.46

    Primo: prezzo incredibilmente alto per un racconto di 96 mezze pagine. Improponibile. Secondo: storia bruttina, priva di corpo, frasi ridondanti ed artefatte, racconto patetico e privo di personalità. Data la caratura dello scrittore, De Silva poteva risparmiarselo. Non lo comprate.

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    Vittorio

    27/09/2013 11.25.12

    Ho letto questo libro tutto di un fiato. L'ho trovato molto gradevole e attuale. Ho ammirato Irene, che in fatto di relazioni ha il coraggio di non accontentarsi. Unico appunto, per me un po' troppo corto, forse la storia avrebbe meritato un paio di capitoli in più.

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    Giancarlo Tramutoli

    24/09/2013 10.41.47

    Un gioiellino che si comincia e finisce senza smettere.

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    BARBARA BETTELLI

    17/09/2013 12.10.50

    Non mi è piaciuto, troppa saggezza spicciola, troppe frasi pennellate che mi sono apparse più un esercizio di stile che altro, troppo grande la sensazione che si trattasse di una storia arrabattata per dovere di casa editrice, che non faceva che raccogliere pensieri scritti durante gli anni e che in qualche modo andavano riuniti. Il De Silva vero è tutt'altro.

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    Mauro C.

    08/09/2013 17.40.56

    L'utilizzo di una scrittura diretta, piacevole, direi profonda, di cui indubbiamente è doveroso dare atto, contrasta, a mio avviso con un linguaggio che a tratti trovo un po' scadente non solo per via di alcuni paragoni "cinematografici" e allusioni "pubblicitarie" non molto azzeccate, ma anche per l' analisi in alcuni frangenti troppo "elementare" della psiche dei protagonisti. Il banale va a cozzare con l'intensita' emotiva del racconto. A conti fatti purtroppo il primo elemento predomina sul secondo. Quello che ci sarebbe da salvare e' ridotto a qualche bel concetto inserito qua e la in qualche pagina. Troppo poco. Il testo inoltro e' brevissimo; un soffio. Nel punto in cui si dovrebbe intensificare, la storia, di colpo finisce; e termina in un modo scontato, senza il vero sussulto letterario, senza lo slancio, l'autentico sforzo. Una tempesta in un bicchiere, mi verrebbe da dire, un'opera che ti lascia una deludente sensazione, se non fosse per il talento dell'autore, innegabile, e questo diciamo, compensa, non poco.

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    mara

    27/08/2013 08.08.50

    Non posso dire bellissimo, sarei limitata, emozionata questo sì. Ognuno nelle lettura di un libro ci trova poi quello che vuole leggere, per questo motivo ci sono giudizi vari che ho appena letto.A me è piaciuto molto, profondo porta alla riflessione senza stancare, riesce a relazionare con i nostri pensieri più profondi.Scritto benissimo, consigliato.

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    Teta

    22/08/2013 08.28.58

    Descrizione attenta ma non coinvolgente dei due protagonisti. Trattandosi di due anime gemelle mi aspettavo una maggiore corrispondenza tra Irene e Nicola, in realtà ho colto l'esistenza di due "sfigati" che ritentano sperando che questa sia la volta buona.

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    Valentina

    30/07/2013 11.37.46

    Non metto 5 solo perché è un racconto breve...ma forse la sua bellezza sta proprio nella brevità. Perché ci lascia il tempo di far decantare quello che ci racconta. Bello. Consigliato.

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    Patrizia balit

    16/06/2013 21.18.39

    Questo libretto che si legge in un'ora rappresenta la perfetta summa tra il Diego De Silva di "certi bambini" e "voglio guardare" dallo sguardo crudo, nudo, disperato e spietato e il Diego De Silva di " non avevo capito niente" et similia, il sorriso negli occhi, l'ironia e l'umorismo allo stato puro. "Mancarsi" si compone di tanti déjà vu, ma mirabilmente amalgamati e personalizzati. Colpisce la forza e la facilità con cui i pensieri dei protagonisti sono rappresentati, indifferentemente lato maschile e lato femminile. Sono indistintamente Persone, sono noi. " E' (...) che quando ritroviamo i nostri pensieri nei libri, sembra che ce li tolgano di bocca con tutte le parole. Allora li rivalutiamo. Ci viene voglia di riprenderceli, di difenderli. In un certo senso, cominciamo a parlare". Illuminante.

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    vitaliano

    06/04/2013 14.04.20

    il libro mi è piaciuto molto e penso che molti dei voti bassi che ha preso dipendano dal fatto che indaga nel profondo la crisi della coppia e sullo sfondo c'è il mistero dell'innamoramento,temi "scabrosi" per chi non si vuole mettere in discussione

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    2pippo

    05/04/2013 15.42.58

    Contro: 1. non è un romanzo ma un racconto (più o meno) lungo. di conseguenza, il prezzo non è assolutamente giustificato; 2. per personaggi e costruzione, a me ha ricordato "la donna di scorta", quindi qualcosa di già letto dello stesso autore; 3. c'è qualcosa che stona nell'ambientazione, soprattutto quando l'autore sceglie il "bistrot" come luogo principale del racconto. i personaggi, infatti, sono e rimangono mooooolto "italiani" e la scelta di farli giostrare intorno ad un luogo "evocaticamente" straniero sa un pò troppo di costruito e falso. Pro: 1. i protagonisti hanno profondità e stile; 2. è una lettura molto gradevole e coinvolgente (a patto che la si faccia tutta d'un fiato); 3. contiene tutto quello che un ammiratore di de silva vorrebbe leggere in un libro di questo autore. sarebbero 3 stelle e mezzo ma il form di ibs non prevede le mezze misure...

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    Letizia

    04/04/2013 22.09.23

    (Indecisa tra 3 o 4) Lo scopo del messaggio che vuole dare De Silva con questo breve racconto è molto sentito, colpisce. La nostra vita ruota intorno a circostanze fortuite e a delle scelte....che formano il nostro destino. C'è tutto, i dubbi, gli errori, le incertezze, le problematiche che nascono da quello che si riteneva certo e giusto. Se anche non è uno dei più entusiasmanti libri che ho letto recentemente, mi ha colpito e mi ha fatto riflettere sulle coincidenze...che a volte esistono!

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    Luciano

    03/04/2013 15.59.50

    Rispetto all'ultimo libro non c'è paragone. Si riesce ad intravedere il primo De Silva, anche se alla fine mi sembra un libro incompiuto, dove la trama rimane inespressa e forse monca. Coraggio Diego con un po' di pazienza riuscirai a ridarci lo scrittore che avevamo uintravisto all'inizi.

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    elda

    01/04/2013 09.21.26

    Anche se ben scritto, ho faticato ad arrivare alla fine, in quanto manca di mordente. Non mi è per niente piaciuto. A mio parere, un libro inutile, deprimente come i suoi personaggi!

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    Riccardo

    28/03/2013 10.05.02

    Mi domando come possano i lettori dare un voto positivo a questo libello. Mai titolo fu più azzeccato, perché Mancarsi manca di tutto. E non è un fatto di lunghezza (ci sono capolavori brevissimi memorabili), ma di contenuti. Troppe riflessioni nelle riflessioni, troppi incisi (almeno una parentesi per pagina), manca invece totalmente la storia, il trasporto, l'emozione, il contenuto. Il linguaggio è ordinario e alcuni riferimenti sono di una banalità imbarazzante (tanto per usare le parentesi di cui abusa De Silva: ad un certo punto paragona un personaggio al "maschio che non deve chiedere mai. L'uomo-Denim". Giuro dice così). Volevo buttarlo all'istante. Ma non l'ho fatto. E giunto alla fine dico: e allora? Come ha scritto qualcuno, di Mancarsi non sentirò la mancanza.

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