Mangiare alla giudia. La cucina ebraica in Italia dal Rinascimento all'età moderna - Ariel Toaff - copertina

Mangiare alla giudia. La cucina ebraica in Italia dal Rinascimento all'età moderna

Ariel Toaff

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Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2000
In commercio dal: 8 settembre 2000
Pagine: 222 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788815077554
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In questo nuovo libro Ariel Toaff affronta un capitolo eccentrico ma insospettabilmente interessante di storia sociale dell'alimentazione: le abitudini alimentari degli ebrei italiani tra la fine del Medioevo e la metà dell'Ottocento. La cucina ebraica è determinata fondamentalmente dalle prescrizioni religiose, che proibiscono il consumo di determinati cibi e impongono procedure particolari di preparazione (ad esempio, di macellazione delle carni) perché il cibo sia idoneo, o "kasher". Ma al di là dei divieti, la cucina ebraica aveva comunque tradizioni proprie: ricorrendo a una vasta mole di documentazione originale (epistolari, dizionari, manuali, ricette), l'autore ricostruisce il variegato menu della tavola ebraica, dal vino alle carni, ai molti modi di preparare l'oca (il "maiale degli ebrei"), ai formaggi e ai pesci, alle paste e ai dolci. Il racconto si allarga poi a includere una ricostruzione della cucina e degli usi a tavola nelle case degli ebrei, ai pranzi delle occasioni e delle feste, al carnevale di Purim.
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    Fabrizio Porro

    20/09/2012 00:08:50

    Dai libri degli inquisitori che interrogavano i "marrani" sull'alimentazione ai piaceri della gola di Casanova con la sua amante ebrea che consumava il foie gras, prelibatezza perfettamente ebraica molto amata da Casanova, fino ad arrivare alla carne mistica del Leviatano come la bottarga, un pesce salatissimo amato dal cabalista italiano Kiddah del XVIII secolo , che la paragonava al cibo messianico dell'Olam ha-Ba cioè del mondo a venire: è il percorso del libro di Ariel Toaff che raccoglie il variegato menu della tavola ebraica attraverso i secoli. Già oggetto di curiosità fra gourmet e golosi ben oltre i confini della stessa comunità ebraica. Mondano, camaleontico, personalità alquanto eclettica, ironico, Ariel (nome angelico che in ebraico significa "Leone di D-o") racconta il suo lavoro epicureo "perché di angelico ha veramente ben poco". Durante il suo anno sabbatico ha spulciato tra biblioteche e carmi conviviali concludendo che il segreto della tradizione culinaria ebraica non è legata soltanto alla kasherut, ovvero alla purezza dei cibi, ma è un modo di mangiare indipendente, risultato di una ricerca culturale attraverso i secoli. Scopre per esempio che nei processi del Cinquecento, gli inquisitori interrogavano i "marrani" cioè gli ebrei convertiti sulla loro alimentazione. Bastava una preferenza per la carne ed il prosciutto di oca , l'alternativa valida al maiale "taref" (impuro), per finire al rogo.

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    Nicola

    14/01/2009 18:48:19

    Libretto agile e svelto, sia pure di argomento abbastanza specialistico, si legge con piacere e divertimento; mi ha insegnato un certo numero di cose che non mi aspettavo di imparare - per esempio, che gli ebrei sono venuti in Italia in numerose ondate, adattandovisi tanto bene che le ondate successive accusavano quelle precedenti di non essere più kosher. Lo raccomando a chiunque voglia studiare la storia della cucina italiana da un punto di vista un po' diverso dal solito.

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