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Ildefonso Falcones

Traduttore: N. Di Girolamo
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2009
Pagine: 911 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830427228

È giovane, coraggioso, intelligente, ma anche pieno di sentimento, generoso e onesto. Diviso tra due mondi, senza appartenere compiutamente né all'uno né all'altro; destinato ad amare ma anche a lottare con audacia e passione; idealista e pieno di speranze ma anche molto concreto e determinato. Hernando, morisco nella Spagna del sedicesimo secolo, è il protagonista del nuovo libro di Ildefonso Falcones, autore del bestseller internazionale La cattedrale del mare, romanzo d'esordio di maggiore successo in Italia nel 2007. Con il suo primo romanzo lo scrittore catalano ci ha trascinato nella Barcellona del quattordicesimo secolo sotto le volte, in costruzione, della cattedrale di Santa Maria del Mar, dove si consumano le tormentate vicende di Arnau, tra ingiustizie e tradimenti, guerre, odi religiosi, ignobili commerci, passioni indomabili e amori impossibili.
Ne La mano di Fatima ci invita, invece, a immergerci nel groviglio di lotte civili e religiose che sconvolsero la Spagna del Siglo de Oror, quando i moriscos, i musulmani iberici convertiti a forza al Cristianesimo, si ribellarono alle autorità cattoliche e cercarono di imporre il loro controllo su Grenada e altre città, cercando aiuto anche presso i fratelli turchi e algerini. In questo contesto storico di grande suggestione, ricreato da Falcones con particolare rispetto per le fonti e attenzione per i fatti realmente accaduti, si muovono i passi di Hernando, nelle cui vene scorre il sangue di una donna morisca e di un sacerdote cristiano. Vittima dei soprusi del patrigno Brahim, che non perde occasione di sfogare la sua brutalità sulla moglie Aisha, il ragazzo è odiato dalla sua stessa gente, che lo ha soprannominato "il Nazareno" e che lo guarda con sospetto perché gode di un trattamento di favore da parte dei preti del villaggio. Il sacrestano Andrés gli ha insegnato a scrivere e a far di conto, ma da parte islamica anche lo zoppo e autorevole Hamid lo ha preso sotto la sua protezione e gli ha trasmesso i precetti del Corano e la fede in Allah. Solo grazie al suo aiuto Hernando si salverà dal linciaggio delle folle musulmane in rivolta e verrà ingaggiato come mulattiere al servizio del re dei rivoltosi. Con il nuovo nome di "ibn Hamid" e la scimitarra donatagli dal suo protettore, viaggerà sulle strade della penisola iberica, sconfinerà nel nord Africa, si impegnerà per salvare dal martirio un ragazzino cristiano e dalla schiavitù la sua giovane e bella sorella, Isabel, una delle donne della sua vita. L'altra è Fatima, madre bambina dagli intensi occhi neri a mandorla: è lei che porta con sé la hamsa, l'amuleto che dà titolo al libro, un ciondolo raffigurante una mano con le cinque dita, con il potere di proteggere dal male. Entrerà nel suo cuore dal primo rocambolesco incontro e vi rimarrà nonostante le trame di Brahim, di Ubaid, malvagio carrettiere rivale, e del corsaro Barrax. Le sue mille peripezie lo legheranno anche al destino dei libri plumbei e del vangelo di Barnaba, misteriosi testi sacri che contengono riferimenti ai profondi legami tra l'Islam e il Cattolicesimo.
Una folla di personaggi, pittoreschi e affascinanti, dà vita a un romanzo storico e avventuroso, epico e corale, che racconta non solo la storia di un uomo di fronte alle grandi passioni e difficoltà della vita, ma anche l'epopea di un intero popolo e lo scontro tra due fedi e due civiltà. Sullo sfondo di un paese insanguinato, dove le violenze e gli estremismi religiosi abbondano da entrambe le parti, Hernando, con le sue scelte di tolleranza, rappresenta la speranza in una convivenza rispettosa. Un monito di pace che travalica i confini della storia per farsi urgente attualità e che Falcones rivolge ai lettori e al mondo intero.

Recensioni dei clienti

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    piepalmi

    09/07/2015 09.29.46

    Romanzo storico su avvenimenti che almeno in Italia si conoscono poco. Descrizioni di avvenimenti di massa di notevole spessore, sembra di vivere alcune scene. Il protagonista è ben ritratto nelle sue angosce. Ciò nonostante il romanzo manca di fluidità. Sembra si salti di palo in frasca molto spesso. La narrazione è molto discontinua con creazione di situazioni personali dei protagonisti molto elaborate, troppo cerebrali.

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    Iryna

    28/06/2015 15.25.56

    Sono d'accordo con chi dice che 200- 300 pagine in meno potevano rendere il romanzo molto piu' bello. La storia e' interessante ma e' stata esageratamente dilungata. Mi spiace non dare il massimo, ma troppe vicende inutili e le descrizioni noiose, che appesantiscono il libro.

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    roberto

    09/01/2015 12.45.28

    ahi ahi, dopo il notevole "la cattedrale del mare", falcones purtroppo non riesce qa ripetersi. Punti positivi: la storia di per sè è interessante ed esplora una vicenda di cui penso in generale tutti sappiamo poco; l'ambientazione è splendida e ben trasposta; alcuni personaggi sono azzeccati, in particolare il protagonista, che è combattuto e complesso come si conviene a una persona reale. Punti negativi: la lunghezza, ma con una precisazione: in sè la lunghezza non è un problema, anzi in alcuni casi è funzionale ad un'opera veramente coinvolgente e olistica (penso a ken follett o anche a schatzing col suo monumentale ma eccezionale "limit"). Il problema qui è che sembra che l'autore abbia scritto questo romanzo senza una idea precisa della trama, aggiungendo situazioni, personaggi e sottotrame continuamente, senza un'impalcatura chiara. Non amo romanzi in cui appaiono personaggi decisivi (Rafaela) a tre quarti, come un deus ex machina, sembra una forzatura per far virare la storia verso una direzione smarrita. Manca inoltre il respiro epico de "la cattedrale", sostituito da beghe familiari di livello basso e ripetute continuamente, innestate da un manicheismo esasperato sia sui personaggi che sulle religioni in generale. Infine non ci sono grandi colpi di scena, se non quello delle scelta finale di hernando, e alcune situazioni sono quasi paradossali (sfighe colossali poi bilanciate da improvvisi colpi di pura fortuna, matrimoni combinati da ragazzetti...). In generale purtroppo devo sconsigliare il romanzo e reindirizzare tutti a "la cattedrale del mare"

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    Francesca Dei

    30/09/2014 15.15.05

    Dire che è bello è dire poco! ! Uno dei migliori libri della mia vita MERAVIGLIOSO

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    gianni

    28/05/2014 14.38.18

    Libro meraviglioso...... ero li con hernando e fatima a combattere, falcones mi era già piaciuto con la cattedrale del mare ma con la mano di fatima mi ha entusiasmato!!!! Da leggere assolutamente :-) ottimo !!

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    Sara

    16/05/2014 18.35.55

    Ho deciso di leggere "La Mano de Fatima" perché ho tovato "La Catedral del Mar" un libro molto interessante (che è diventato uno dei miei libri preferiti). Sfortunatamente non posso dire lo stesso di questo romanzo. Molto interessanti i fatti storici svolti in queste pagine, soprattutto il tema dei Libri Plumbei, ma onestamente troppo lungo e pesante. Peccato perché il tema e l'idea erano super!

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    ELENA

    10/02/2014 10.59.50

    Questo è il primo libro che leggo di Falcones e sarà anche l'ultimo, noioso, pesante inutilmente lungo, sono pienamente d'accordo con chi dice che 200, 300 pagine in meno avrebbero solo giovato al romanzo, l' autore si dilunga in particolari, in descrizioni che sfiniscono il lettore e non aggiungono nulla alla trama, peccato perchè l'argomento era veramente interessante e di solito amo i romanzi a sfondo storico, ho letto grandi classici della letteratura anche piuttosto lunghi e impegnativi che mi hanno appassionata mille volte di più.

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    Mario

    13/11/2013 22.33.56

    Lo ammetto, l'ho comprato perché l'ebook era in offerta e perchè mi attirano sempre i romanzi di questo tipo. In realtà non pensavo di trovarmi a leggere un trattato di storia spagnola stile Ken Follett ne "I pilastri della terra". La storia e i luoghi che tratta Falcones in questo libro erano per me completamente sconosciuti, per cui man mano che lo leggevo andavo poi ad approfondire la parte reale della vicenda. Rispetto allo stile di Follett lo trovo un po' più lezioso e preciso fino alla pignoleria su certi particolari. L'ho letto relativamente in fretta, nonostante le 843 pagine, ma, tranne gli ultimi capitoli, non mi sono mai ritrovato con la "necessità" di leggerlo in ogni momento libero della giornata. Probabilmente andrò poi a leggermi anche "La cattedrale del mare". Comunque un ottimo romanzo che poteva durare almeno 200 pagine in meno senza perderci nulla...

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    Griz

    08/09/2013 11.01.40

    Stupendo! Se siete stati in Andalusia non potete non leggere questo libro! Ci sono stati momenti in cui mi sono trovato a sperare che il romanzo non finisse mai per non dover "uscire" dalla sua storia! La lotta tra cristiani e moriscos, nell'andalusia del 500 non poteva essere descritta in maniera migliore! E' il primo libro di Falcones che leggo e mi è piaciuto moltissimo, leggerò sicuramente altro di questo bravo autore.

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    Michele

    26/01/2013 13.21.24

    Questo libro è meraviglioso per gli amanti del genere. Un libro storico, ma anche un romanzo che sa tessere sapientemente storia e significati. Mi ha fatto percepire la tragedia di quella generazione e soprattutto la sofferenza dei piccoli cristiani e morisco che fossero. Credo che la dedica finale riassuma il significato più profondo: "in onore di tutti i bambini che hanno sofferto e purtroppo ancora soffrono le conseguenze di un mondo di cui non sappiamo risolvere i problemi". Non negando le difficoltà e le contraddizioni che la vita riserva sempre comunica una parola di speranza.

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    Marco T.

    11/01/2013 16.56.13

    Trovo inutile fare paragoni con "La cattedrale del mare" che è un capolavoro difficilmente eguagliabile. "La mano di Fatima" per me è comunque un romanzo eccellente. Se posso dire la mia: se un romanzo fa schifo più è corto meglio è. Se è magnifico come questo vorrei non finisse mai.

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    Ange

    10/12/2012 19.12.42

    Non bello quanto La cattedrale del mare, ma comunque degno di essere letto. Ci si appassiona presto ai personaggi e alla storia, scritto molto bene. L'unico neo, forse, è l'eccessiva lunghezza.

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    Ale

    11/07/2012 19.00.58

    Molto bello. Ho fatto un pò fatica all'inizio per tutti i nomi arabi, ma poi l'ho letto a colpi di 100 pagine al giorno. Bello la contrapposizione moriscos cristiani, nella quale si specchia tutta la storia dei personaggi. Sicuramente consiglio la lettura.

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    valentina

    10/11/2011 17.24.02

    Già la cattedrale del mare non mi aveva entusiasmato...la mano di fatima non fa che confermare il mio giudizio su questo autore, che non leggerò mai più. Pesante e noioso fino allo stremo!Una tortura finire questo romanzo, non mi ha coinvolto dall'inizio (a parte le ultime 100 pagine). Forse Falcones crede che bisogna realizzare enciclopedie per fare grande un romanzo, per farne un capolavoro. Evidentemente si sbaglia!Le potenzialità questa storia ce l'ha e il messaggio di cui si fa portavoce è sicuramente positivo (l'esistenza di un dio che cambia nome e volte ma che, in fondo, è lo stesso per tutti) ma Falcones non sa coinvolgere, non sa scrivere in maniera accattivante, emozionante, travolgente. E' un romanzo storico-religioso di una pesantezzaaaaa, forse con 600-700 pagine in meno sarebbe stato un buon libro

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    Elisa Campani

    26/05/2011 11.25.35

    Ho letto "La Cattedrale del Mare", è tutta un'altra storia. Condivido il pensiero di chi ritiene che 2/300 pagine in meno avrebbero reso il libro più interessante, togliendo tutte quelle descrizioni inutili se non addirittura dannose all'economia del tutto. Avrebbe reso la storia più appassionante, lo stile meno retorico, soprattutto nella prima parte, che davvero invoglia a lasciar perdere. Bello lo spunto dei moriscos e dei cristiani che si massacrano in nome di un Dio che ad entrambe le parti appare come unico, dimostrando quanto gli integralismi siano deleteri per la storia e l'evoluzione dell'uomo. Io sono stata in Andalusia, ma non mi ha preso neppure la descrizione di quei luoghi, troppo minuziosa per non essere noiosa. Ricordo solo la Cattedrale costruita all'interno della Moschea di Cordova, davvero stupenda (la Mezquita araba).

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    NANNI

    10/05/2011 08.55.08

    Mi spiace, tutto sommato, non dare il massimo. Perchè alla fine il libro mi è piaciuto, e molto, mi sono affezionata ai personaggi principali, soprattutto agli "ultimi arrivati". Però, l'inizio e buona parte del libro (almeno fino a metà) è veramente noioso. Non decolla, non appassiona, e vai avanti ricordandoti del capolovoro che è "La cattedrale del mare" dicendoti che non può essere un fallimento così totale la seconda opera di Falcones. E così la fatica iniziale della lettura viene premiata: la passione, i sentimenti, l'interesse storico suscitato aumentano costantemente fino a raggiungere le vette della prima opera. Peccato, perchè con almeno 2-300 pagine in meno (e ne sarebbero restate comunque 600), credo che sarebbe stato perfetto!

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    Antonio

    25/04/2011 19.01.48

    Libro ben scritto, ottima documentazione su quel triste periodo storico della seconda metà del 1500. Non ho dato il massimo dei voti perchè, a mio parere, l'autore si è dilungato in troppi particolari inutili che hanno dilatato il romanzo. Forse ai lettori spagnoli abitanti a Cordoba e a Granada ha fatto piacere ricordare tutta la vecchia toponomastica della loro città, ma per qualsiasi altro lettore duecento pagine in meno avrebbero reso la storia più snella e avvincente.

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    dadoKa

    18/04/2011 12.53.07

    Leggendo questo romanzo ho ripercorso le stesse sensazioni avute con La Cattedrale del Mare..., un libro storico avvincente, scritto con meticolosità. Un percorso di vita sorprendente che mi ha tenuto sospeso.....proiettato in un era affascinante e direi unica. Il libro pesa non solo per il suo aspetto, ma devo dire nuovamente: Bravo Falcones!

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    MB

    08/04/2011 15.25.37

    Il secondo libro di Falcones probabilmente riesce nell'impresa impossibile di essere ancora piu' bello della Cattedrale del mare. Se il primo era avvincente questo lo è molto di piu'! Azzecatissimo.

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    Mauro

    28/03/2011 16.42.43

    Uno dei libri più belli che abbia mai letto, una vicenda umana struggente, mai scontata né banale ed estremamente avvincente. Il tutto immerso in un contesto storico e sociale descritto accuratamente e meravigliosamente bene. Uno di quei libri (e sono rari) che vorresti leggere in ogni momento libero della giornata, per quanto riesce a coinvolgerti ed appassionarti. Il tema delle religioni vicine e contrapposte e degli scempi umani che la loro divisione ha prodotto è affrontato senza mai sbilanciarsi né da una parte né dall'altra. La storia d'amore tra i protagonisti è di quelle che fanno gioire ma anche stare male e tremare di rabbia e piangere di felicità e sospirare di sollievo e ancora struggere di incomprensione. Chi ha dato giudizi negativi, secondo me, ha letto il libro in modo distratto e impiegandovi molto tempo, non riuscendo a seguire il filo degli eventi, tutti concatenati e legati da rapporti causa-effetto che si susseguono e rincorrono dall'inizio alla fine del romanzo. Insomma un (altro) grande capolavoro dell'autore. Salute a tutti.

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