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Adolf von Harnack

Curatore: F. Dal Bo
Editore: Marietti
Collana: Kairos
Anno edizione: 2007
Pagine: 376 p.
  • EAN: 9788821194436

Recensioni dei clienti

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    Giuseppe Clemente

    07/07/2015 20.52.52

    Adolf von Harnack nel suo Vangelo ci propone la «teoria dell'illusione» secondo cui Gesù sarebbe caduto nell'illusione di essere lui stesso figlio di Dio. Una linea di pensiero davvero originale del teologo tedesco.

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    Giovanni Leonardi

    20/03/2015 08.18.28

    Harnack acconsente che si conservi il Nuovo Testamento come fonte canonica, perché "non si potrebbe fare migliore raccolta di fonti per determinare ciò che è cristiano" ma condanna i libri dell'Antico Testamento, esattamente come Marcione.

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    diego ianiro

    17/05/2007 21.50.04

    Adolf von Harnack, pace all'anima sua, ha dedicato l'intera vita allo studio della Storia del Cristianesimo, studio affrontato con serietà assoluta e rigore quasi maniacale tale da renderlo, assieme al Mommsen, uno dei pilastri della storiografia tedesca di inizio secolo da cui prese avvio una solida e ineguagliata tradizione. Una fama - la sua - dovuta principalmente al metodo e, quindi, non limitata al solo ambito della storia delle religioni. Fin dagli esordi del suo lavoro di storico c'è stato un chiodo fisso, una vera e propria passione/ossessione, rispondente al nome di Marcione. Covata nell'arco di mezzo secolo di studi, la sua monumentale monografia sull'autore del primo vero "scisma" della chiesa (prima che questa si definisse "cristiana") è ancora oggi - a distanza di oltre ottanta anni - l'imprescindibile punto di riferimento per chiunque voglia accostarsi al personaggio, alla sua "sinagoga" e al suo canone - che fu il primo esempio di "Nuovo Testamento" mai apparso all'interno della "chiesa" primitiva. Dicevo, solo dopo più di ottant'anni ha visto la luce un'edizione italiana: il perché di tanto tempo resta, almeno per me, un mistero. Però non mi risulta affatto difficile comprendere come mai proprio oggi appaia questa traduzione: vuoi per il revival cristiano de' noantri (al quale io per primo, evidentemente, non sono immune), vuoi per le citazioni che ne fa Ratzinger come monito nei confronti del (presunto) rinnovato antigiudaismo dilagante, vuoi per le frequentazioni (via Taubes) dell'ultimo Agamben e dell'interesse per la "Teologia Politica" tirata a lucido dallo spettacolo dello "scontro di civiltà", il caro Marcione avrebbe sicuramente trovato - nell’Italia versione 2007 - il suo pubblico. Tant'è, ben venga. Ma, com'è noto, per la fretta i gattini nascono ciechi. Dire di trovarsi tra le mani un'edizione "imbarazzante" è poco. In primo luogo la parte più importante dell'opera - quella che ha richiesto il lavoro di ricerca vero e proprio - è sparita. Tagliata di netto, come non esistesse.

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    diego ianiro

    17/05/2007 21.43.57

    (segue) "[…] con le lettere sviluppate dai mani o manichei proprio a partire da questo alfabeto" (p. 250), caso ahinoi non isolato, si ha la certezza di avere fra le mani un testo che tratta di argomenti sui quali il traduttore (o, mi auguro davvero, l'editor) o chi per lui non ha la minima cognizione di causa e verso i quali non nutre il benché minimo interesse. I “mani” in che senso, nel senso di “manes” magari? Ma per favore… Un altro esempio? "[...]la massa di scritti avversi che in totale ammontano ovunque a 150 e 200" (p. 310)... 150 e 200 che? scritti? o forse era "tra il 150 e il 200"? Adesso, secondo voi, è giusto trattare così il lavoro frutto di una vita? E' giusto sacrificare la vita di uno studioso del calibro di Harnack all’altare della legge editoriale che, contando sulla mediocrità del lettore, vanifica anni di studio corrompendo l'immagine stessa di un autore fondamentale e pregiudicando la conoscenza di un universo affascinante e complesso qual'è il cristianesimo primitivo, mai come ora inflazionato da lavori approssimativi e improvvisati?

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    diego ianiro

    17/05/2007 21.41.33

    Mi spiego: l'opera fu pubblicata in due volumi e in traduzione italiana appare solo il primo. Peccato che il secondo, le "Appendici" di oltre 400 pagine, contenesse il più completo catalogo di fonti su Marcione che sia mai apparso e senza il quale non ha senso leggere il primo volume né è possibile pensare di comprendere completamente ciò di cui tratta. Usando un esempio profano, non è come vedere un film senza il finale, ma come vederlo dal secondo tempo, a storia già iniziata e volgente al termine, oppure -meglio- come vedere il terzo episodio di una trilogia senza neanche un riassunto degli altri due. Poco male, potrà obiettare qualcuno, se si considera che erano assenti anche nell'edizione inglese di qualche anno fa. Il fatto è che nell'edizione inglese, laddove nel testo si faccia esplicito riferimento alle Appendici, tale esplicito riferimento viene segnalato – ovvero, nell'edizione inglese - altrettanto monca - almeno questa “mancanza” viene segnalata e, in qualche modo, giustificata. Nella traduzione italiana apparsa un mese fa le 400 pagine di appendici semplicemente non sono mai esistite - ogni riferimento nel testo è assente, fino a far sembrare alcune note (completamente slegate dal resto del discorso, riferendosi a cose che non ci sono più) gli appunti di un pazzo. Ok, era improponibile pensare di vendere un testo di 700 pagine, a quale prezzo poi chissà... ma allora perché inserire a mo' di introduzione un saggio del compianto J.P. Couliano (che non è un saggio ma un singolo capitolo dell'ottimo "I miti dei dualismi occidentali", capitolo che estrapolato dal contesto originale perde di senso) fuori luogo e per finalità e per impostazione nell'economia del volume di Harnack. Ok, era per introdurre il neofita con qualcosa di più "vicino" in termini redazionali... Poi ci si imbatte in "angosticimo" al posto di agnosticismo e infinità di cose simili... ok sono errori di battitura, l'editor, la stampa, la fretta. Si provvederà alla prossima ristampa… Ma quando ci si trova davanti a una cosa del genere:

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