Marilyn. Ultimi giorni, ultima notte

Michel Schneider

Traduttore: F. Ascari
Editore: Bompiani
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 5 settembre 2007
Pagine: 445 p., Brossura
  • EAN: 9788845259234
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Descrizione
Un romanzo, due personaggi in primo piano. Lui, Ralph Greenson, lo "psicoanalista di Hollywood", è divorato da una strana passione professionale: indagare i lati in ombra della vita intima dei grandi miti dello spettacolo, da Truman Capote a Clark Cable e Frank Sinatra. Lei è una celebre diva del cinema in cerca di un vero affetto, quello che sua madre, internata in un ospedale psichiatrico, non le ha potuto dare. Una diva che si è già seduta sul lettino di tre psicoanalisti, tra cui Anna Freud: Marilyn Monroe. Ralph è il primo uomo che non la considera un semplice corpo da usare, ma scavalcando pericolosamente i confini angusti del rapporto medico-paziente le dona un amore puro, in cui ammirazione, seduzione e volontà di proteggere una creatura così fragile si saldano come in una morsa. Questo libro è il romanzo struggente di una terapia diversa, e di un sentimento forse unico nella storia dell'effimero e dorato mondo dello star System. Uno psicoanalista e una paziente uniti da una passione che diventa via via dipendenza assoluta. Fino all'ultimo respiro.

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    Lorenzo

    27/10/2007 18:27:25

    Il romanzo non aggiunge nulla di nuovo nei confronti di chi ha amato Marilyn e ne conosce vita, miracoli e morte nè per chi è interessato alla psicoanalisi. La Monroe viene sovente liquidata come una povera psicolabile in preda a farmaci, droga e sesso facile.Tutte illazioni, opinionabili e poco veritire, tratte da aricoli, citazioni, libri già pubblicati in passato con discutibile gusto. Molte le inesattezze ed i luoghi comuni sulla diva. I continui sbalzi temporali dell'autore disorientano il lettore creando confusione e privando di quel pò di interesse che il libro riserva. Sconsigliato per i fan di Marilyn, ridicolo per chi è interessato a psicologia o psicanalisi.

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    liseuse

    27/10/2007 10:14:32

    Problema n.1: perché la Bompiani spaccia questo libro per un romanzo? Del romanzo non ha l'arte: non lo stile, non la parola, non la struttura, non la caratterizzazione. Deve saperlo anche l'autore, se scrive, a pagina 425:"Un caso clinico non è un romanzo che narri ciò che è successo, ma una sorta di fiction che l'analista dà di se stesso. La vita dell'analista non è separabile dal caso della paziente." Appunto: non è romanzo, è un lungo sbrodolamento psicanalitico che fa passare qualunque passione per gli adepti di Freud (ma qui ci ero già arrivata di mio), in cui Marilyn Monroe è raffigurata come una perfetta deficiente in balia del suo analista, un losco, asfittico dottor Greenson. Non un'intellettuale, come ho letto da qualche parte sul Web, ma una creaturina priva di interesse, una delle tante pazze del mondo dello spettacolo - tanto più deludente dopo aver letto il potente Blonde della Oates. Un testo pesante, didascalico, cattedratico; goffo dal punto di vista linguistico, confuso da quello della struttura dei piani narrativi.

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    cinzia

    02/10/2007 19:40:15

    questo libro è stato una delusione....sono un'amante di Marilyn e ho già letto altri libri su di lei. L'autore nella prefazione dice che è un romanzo ma che i fatti citati sono realmente accaduti. Io ho notato che alcuni fatti molto importanti non sono stati neanche citati, ci sono molte incongruenze che potevano essere spiegate e divagazioni di cui si poteva fare a meno. Inoltre tra un capitolo e l'altro si va avanti e indietro nel tempo di continuo con persone e luoghi diversi e questo mette a dura prova la pazienza del lettore. Per me chi non conosce la storia di Marilyn si ritroverà con le idee confuse. Di buono trovo il rapporto tra lei ed il suo psicanalista molto trascurato da altri. Spero caldamente che non venga realizzato un film su di lei da questo libro!!!!!

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