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Lisa Rizzoli, Giorgio C. Morelli

Anno edizione: 1992
Pagine: 232 p.
  • EAN: 9788842511304

scheda di Spampinato, G., L'Indice 1993, n. 2

Un poeta contemporaneo, dice Todorov, "si consuma a caldo". La sua lingua è come una moneta ancora in parte spendibile nelle necessità del presente, il suo percorso si determina in orizzonti che ci sono familiari. Tanto più urgente dunque è ricostruirne la storia. Nel caso di Mario Luzi il lavoro si configura come la ricognizione di cinquant'anni di consapevole magistero, una tesa "creazione poetica" radicata su molti fronti, dalla traduzione al teatro alla prosa alla saggistica. Seguendo il filo di una lettura ordinata sugli snodi più vitali della produzione luziana gli autori si trovano così a disegnare non solo il profilo di un grande poeta di lingua italiana, ma anche una nuova tappa della nostra "modernità". Dal soggettivismo degli splendidi inizi alla conquista del "reale esistenziale" delle raccolte di mezzo, fino all'immersione nel "magma" in cui gli uomini inventano la storia, Luzi non ha mai sospeso la sua vocazione sapienziale. Merito di Lisa Rizzoli è stata la scoperta di una fonte di centrale importanza nell'ultima sua produzione: l'influsso del mistico indiano Sri Aurobindo, che viene ad intrecciarsi con l'opposto occidentalismo del filosofo gesuita Teilhard de Chardin nella ricerca di una metastorica centralità dell'Essere. Dalla "noosfera" di Teilhard alla "persona universale" di Aurobindo gli ultimi raccordi luziani più che mai si spingono verso la conquista "della coscienza che è la Verità".