Mariotta, la quarta bambina

Nadia Bertolani

Anno edizione: 2016
Pagine: 244 p., Brossura
  • EAN: 9788892313491
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Descrizione
Fiammetta ha perduto i ricordi dell'infanzia ed è afflitta da un incubo ricorrente dal quale ne il dottor Baum ne il marito Nicola sanno liberarla. Scrittore di favole, arguto e comprensivo, Nicola la convince a tornare nella sua città natale con il pretesto di un Premio Letterario alla carriera. Nell'arco di tre giornate, l'ultima delle quali una caldissima e onirica Estate di San Martino, Fiammetta ha un drammatico incontro con Riccardo, un amore dei tempi dell'Universita, e recupera parzialmente la memoria: affiorano dal passato le bambine Elisa, Giovanna e Mariotta, il linguaggio cifrato del "PA" , la Torre del Castello sempre chiusa a chiave, il bambino nano e la donna nera. In un gioco pericoloso in cui realtà e fantasia si scambiano le parti, Fiammetta ritroverà se stessa. Forse.

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    Carlo M

    04/12/2017 20:02:46

    Si alternano, in “Mariotta, la quarta bambina”, parti in corsivo che ci riportano indietro al tempo dell’infanzia della protagonista e parti che si svolgono oggi. È un viaggio di “ritorno”. La protagonista, Fiammetta adulta, malvolentieri si ritrova nel paese della propria infanzia e lì molti “fantasmi” riprendono forma, a partire da un odioso ex, che anche ad anni di distanza non demorde. “Mariotta, la quarta bambina” è una storia di guarigione, di fuga da quell’incubo. Il percorso di Fiammetta è lento perché “non c’è mai fretta quando si procede all’indietro”. Fiammetta, la protagonista, non è sola in questa sua ricerca della verità interiore da cui potrebbe derivarle finalmente la pace e la cancellazione dei fantasmi che la tormentano. La figura schizofrenica del marito fa pensare a Stephen King. C’è tanto Stephen King nell’infanzia di Fiammetta, con questa Torre misteriosa, con questi personaggi strani e muti come il bambino silenzioso che in realtà e un nano e la donna nera che siede fissandole senza parlare. Esseri reali o immaginari? C’è King in questo rapportarsi delle bambine tra loro, in questo sfidare le loro stesse paure. Dirò di più: per come è scritto potrebbe essere persino un libro scritto dal Re americano. O magari da Lansdale. Ma in quest’infanzia c’è anche la nostra. La mia e quella di chi, come me è oltre la prima metà della propria vita. Due gatti aprono e chiudono la storia, con i normi metaforici di Rimpianto e Sollievo. La loro presenza forse non è essenziale ma sono forse chiavi di lettura, sia del percorso di Fiammetta (diminutivo che mi pare possa indicare il restare nell’infanzia della protagonista), sia della funzione metaforica oltre che psicologica di Mariotta, giacché “Mariotta non era altro che questo: l’infanzia brutalmente conclusa”. La seguiamo questa Fiammetta, adulta e bambina, pagina per pagina, con partecipazione e coinvolgimento, perché questa è una di quelle storie che ti prendono e ti restano dentro.

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