La maschera sotto la neve

Marco Casula

Editore: Leone
Collana: Sàtura
Anno edizione: 2009
Pagine: 272 p., Brossura
  • EAN: 9788863930009
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    Maria Lidia Petrulli

    24/03/2012 11:52:34

    L'essenza della narrazione ruota intono alla maschera evocata da un sogno; in secondo luogo il suo significato può fungere da mezzo per esprimere se stessi, significato che è proprio delle antiche culture europee. Ma in questo caso cosa si cela dietro la maschera che un individuo decide di indossare durante la sua vita e la domanda inquietante. Troverà mai il coraggio di toglierla? E se trova questo coraggio, cosa farà senza la maschera corazza dietro cui si è protetto per tutto il corso della sua vita, dai ricordi alle azioni e alle scelte? Questo è uno dei quesiti che uno dei personaggi principali del romanzo pone al lettore, e questa scelta rimarrà in sospeso sino all'ultima pagina, quando i misteri verrano svelati, lasciando tuttavia al lettore la possibilità di giocare e proseguire la storia con l'immaginazione. Pregio non comune in un romanzo. Buona la costruzione della trama, eventi e personaggi s'intrecciano con maestria, dando luogo a un'evoluzione e progressione efficacemente lenta, scandagliata da un'accurata analisi psicolologica e con un crescendo che finisce con l'avvolgere e coinvolgere il lettore che non riesce a staccarsi dalle pagine del libro sinché non è arrivato alla parola fine. La vicenda ci porta in Sardegna d'altri tempi, esattamente durante la grande nevicata del 1956 e si svolge prevalentemente sulle strade e i rioni di Cagliari nel quartiere di Castello, restituendo un'immagine nuova e diversa dalla solita. I personaggi sono tutti molto caratterizzati psicologicamente, il loro modo di muoversi e di agire, portando ognuno con sé un segreto confinante con l'omertà. Il linguaggio è elegante, a volte volutamente arcaico, evoca immagini, suscita emozioni che spesso è poesia: Suoi Occhi Si Distolsero Per Un Istante Dalla Fotografia Già Bagnata Dalle Lacrime Che Le Rigavano Il Viso. Con Un Gesto Istintivo,Si Ripassò La Mano Sulle Guance Arrossate E Sui Capelli Lisci E Neri, Come Per Ricomporsi Dopo Uno Scompiglio Dell'animo.

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    Anna Rosa Zedda

    18/11/2011 11:17:09

    Il romanzo è una saga familiare che prende corpo pagina dopo pagina dove nascono quasi per gemmazione altre storie dipendenti dalla trama conduttrice. Il romanzo si potrebbe paragonare ad un gioco enigmistico dove colorando porzioni di un disegno astratto e seguendo i numeri in ordine progressivo, macchia dopo macchia appare l'immagine reale e definita: così si svolge la trama del romanzo. Solo leggendo l'ultima pagina si ha il quadro completo della vicenda. Non a caso parlo di quadro, lo stile dell'autore è paragonabile al pennello di un pittore impressionista che non trascura niente della visione reale, riportando con scrupolo certosino l'immagine sulla tela. Allo stesso modo con la stessa meticolosità l'autore descrive con la sua penna, personaggi, situazioni e luoghi offrendo al lettore scenari rigorosamente inseriti nelle tre regole artistiche di: luogo, spazio e tempo. Un esempio potrebbe essere le descrizioni paesistiche di Sassari e Cagliari negli anni cinquanta, periodo in cui è ambientato il romanzo durante le nevicate del '56. In pieno stile deleddiano, i personaggi sono trascinati dal vento delle passioni, inchiodati al senso fatalistico della vita, incatenati alla fragilità umana e impotenti di fronte all'ineluttabilità del destino e al fluire degli eventi, vittime e artefici del loro percorso di vita. Il vincolo dell'individuo alla propria sorte si dipana in questo modo attraverso i continui chiaroscuri che lo legano allo spazio circostante, a sua volta caricato di potenza simbolica. Ecco che appare dunque l'immagine del quartiere dei nobili, "Castello" al momento dell'arrivo di Josto a Cagliari, vicoli bui impregnati di umido, eccezionalmente ammantati di neve il romanzo si svolge durante le nevicate storiche del febbraio del 1956.

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