Editore: Feltrinelli
Collana: 2UE = 9.90
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 24/04/2018
  • EAN: 0001121247121

28° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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    Benedetta

    26/06/2018 15:00:22

    È stata una delle letture più belle del 2017. Bisogna avere pazienza, seguire l’autore nei suoi “avanti-e-indietro” nel tempo che talvolta sembrano interminabili, ma ne varrà la pena. Trovo che il rapimento degli alieni, che all'inizio mi sembrava stonasse, sia totalmente in linea con il messaggio di fondo dell’autore: la guerra non ha senso e, se osservata da un’altra prospettiva, è assolutamente inutile. In particolare mi è rimasto nel cuore il primo capitolo, che spiega il significato del secondo titolo dell’opera, “La crociata dei bambini”. Fosse solo per quel capitolo, "Mattatoio n.5" è un libro che non si può non leggere.

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    Ero molto curiosa di leggere Mattatoio n. 5 sentendone parlare ormai ovunque e devo dire che è stata la lettura più strana che io abbia mai fatto in tutta la mia vita. È innegabile la particolarità della scrittura di Vonnegut che, con una sottile ironia, riesce a denunciare l’orrore della guerra. Riesce a far vivere al lettore, con un racconto a tratti surreale e onirico, come un soldato ancora bambino riesca ad affrontare una situazione così terribile come la guerra. Non a caso il sottotitolo di Mattatoio n. 5 è La crociata dei bambini. Billy Pilgrim incarna perfettamente l’indole tipica del bambino che si lascia trasportare da ciò che gli accade, non rispondendo quasi mai nemmeno alle domande che gli vengono poste durante il periodo della sua prigionia in Germania. Non prende mai posizione nemmeno nella sua vita privata, sposando una donna a suo dire brutta e che nessun’altro avrebbe avuto il coraggio di sposare. Devo essere sincera, nonostante la scrittura originale e la portata del suo contenuto non sono riuscita ad apprezzare particolarmente questo romanzo. La narrazione fuori dagli schemi, predominata dai continui sbalzi temporali mi ha un po’ destabilizzata, faticando spesso a seguire il racconto. La parte fantascientifica, se non amate molto il genere, può annoiarvi. Il fatto di aver dipinto Billy come un pagliaccio poi mi ha davvero disorientata; benché la cosa sia voluta per far capire come possa sembrare un bambino in guerra, io me lo sono immaginato dall’inizio alla fine come una sorta di Mr. Bean, nonostante il contesto drammatico della guerra e del bombardamento di Dresda. Mi rendo conto che il romanzo ha una valenza letteraria molto alta, tant’è che mi sento un po’ ignorante non riuscendo ad apprezzarlo del tutto. Purtroppo però per lo stile narrativo e per la parte abbastanza consistente di fantascienza non l’ho trovato nelle mie corde, ma penso sia un romanzo che in linea di massima possa piacere proprio per queste sue particolarità.

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