La mattina dopo - Mario Calabresi - copertina

La mattina dopo

Mario Calabresi

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Editore: Mondadori
Collana: Strade blu
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 17 settembre 2019
Pagine: 144 p., Brossura
  • EAN: 9788804663195

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Dopo una perdita o un cambiamento arriva sempre il momento in cui capiamo che la vita va avanti, ma niente è più come prima, e noi non siamo più quelli di ieri. Un risveglio che è inevitabilmente un nuovo inizio.

«Sono anni che mi interrogo sul giorno dopo. Sappiamo tutti di cosa si tratta, di quel risveglio che per un istante è normale, ma subito dopo viene aggredito dal dolore.»

Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro, una sfida decisiva, quando si commette un errore, quando si va in pensione o ci si trasferisce, c'è sempre una mattina dopo. Un senso di vuoto, una vertigine. Che ci prende quando ci accorgiamo che qualcosa o qualcuno che avevamo da anni, e pensavamo avremmo avuto per sempre, improvvisamente non c'è più. Perché dopo una perdita o un cambiamento arriva sempre il momento in cui capiamo che la vita va avanti, sì, ma niente è più come prima, e noi non siamo più quelli di ieri. Un risveglio che è inevitabilmente un nuovo inizio. Una cesura dal passato, un da oggi in poi . A questo momento, delicato e cruciale, Mario Calabresi dedica il suo nuovo libro, partendo dal proprio vissuto per poi aprirsi alle esperienze altrui. E racconta così prospettive e vite diverse, che hanno tutte in comune la lotta per ricominciare, a partire dalla mattina dopo. Per Daniela è dopo l'incidente in cui ha perso l'uso delle gambe, per Damiano è dopo il disastro aereo a cui è sopravvissuto, per Gemma è dopo la perdita del marito. Ma è anche un viaggio nel passato familiare, con la storia di Carlo e del suo rifiuto di prendere la tessera del fascismo, che gli costò il posto di lavoro ma gli aprì una nuova vita felice. Storie di resilienza, di coraggio, di cambiamento, storie di persone che hanno trovato la forza di guardare oltre il dolore dell'oggi, per ricostruirsi un domani. Perché, realizza Calabresi, «il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, quando ti fai una ragione delle cose e puoi provare a guardare avanti, anche se quel davanti magari è molto diverso da quello che avevi immaginato».
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    angelo

    12/10/2020 09:52:23

    Ingredienti: il vuoto che appare dopo una perdita improvvisa (del lavoro, di una parte di sè, di una persona cara), il giorno dopo il dramma con una nuova vita da affrontare, varie storie di chi ha attraversato e superato l'abisso, un giornalista che riannoda tanti fili lasciati scoperti nella sua carriera precedente. Consigliato: a chi sa regolare i conti col passato per riprogrammare il futuro, a chi sa trasformare le crisi in opportunità di rinascita.

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    Ire

    01/09/2020 07:05:46

    "Il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, quando ti fai una ragione delle cose e puoi provare a guardare avanti, anche se quel davanti magari è molto diverso da quello che avevi immaginato." Questa raccolta di brevi racconti mostra qual è la forza giusta che ognuno deve possedere quando si volta la pagina o quando, dopo un disastro, una perdita, un cambiamento si deve ricominciare da zero. Il silenzio della mattina, la calma, fin troppo estrema, dopo la tempesta. Bello, bellissimo e poi Calabresi ha una scrittura che non ti lascia staccare gli occhi dalle pagine, dal suo libro traspare emozione e tanti, troppi sentimenti. Un libro che parla dal profondo del cuore: la carica giusta e un immenso insegnamento di cosa voglia dire 'tenacia'.

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    Carla

    02/07/2020 08:36:35

    Buon libro anche se non amo i racconti

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    fra98

    17/05/2020 07:32:39

    A tutti è capitato o capiterà, prima o poi, di vivere una "mattina dopo". Calabresi comincia raccontandoci la sua, per poi percorrere con delicatezza quella di altre persone che ha incontrato nella sua vita. Libro personale, raffinato, delicato e potente allo stesso tempo, fa compagnia, fa capire che nessuno è solo, o che forse lo siamo tutti un po'

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    fra

    16/05/2020 15:01:26

    Un libro molto evocativo di momenti, episodi, vissuti, in un contesto agrodolce e vero

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    Eli

    12/05/2020 08:09:04

    Ho letto il libro durante la quarantena e mi ha aiutato molto; questo libro ti apre gli orizzonti, ti aiuta a non ripiegarti su te stessa, ti fa alzare lo sguardo, fa fiorire dentro di te la speranza!

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    CocchiSan

    14/04/2020 13:04:11

    Il libro più intimo di Calabresi che è una testimonianza di come si possa riuscire a trasformare una sconfitta, una fine in un nuovo inizio, se si ha testa e cuore. Partendo dal caso personale (licenziamento con modalità orrende) Calabresi, bravissimo a raccontare, ci presenta alcune storie e ci sollecita a pensare: cosa farei io la mattina dopo? Anzi, cosa farò io la mattina dopo? Perché prima o poi capita a tutti di dover ripartire da capo e leggendo capiamo che la cosa migliore è ripartire dai desideri. Da leggere, lentamente, in particolare quando le cose non vanno troppo bene.

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    Sabrina

    08/02/2020 09:08:43

    Tutti noi abbiamo avuto o avremo una mattina dopo. Che sia per la perdita di una persona amata, di un familiare o un amico, la perdita del lavoro, la fine di un amore, la fine di un qualcosa a cui si era molto legati. Che sia per uno o più motivi, la mattina dopo arriva. E la vita ha un sapore diverso. Ha una nuova dimensione. E in quella mattina a volte ti trovi impreparato, perché pensi che succeda agli altri, poi improvvisamente capita anche a te. Mario Calabresi ripercorre la sua mattina dopo e quella di molte altre persone in un racconto straordinario, accattivante. Si legge tutto d'un fiato.

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    Dan57

    25/01/2020 16:48:45

    Stupendo e struggievole, letto in tre giorni, la sera, quaranta pagine alla volta. Calabresi è troppo bravo a scrivere, è un diario personale di grande insegnamento per tutti. Consigliatissimo (come del resto tutti i suoi quattro precedenti).

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    Elena

    10/01/2020 11:30:32

    Libro interessante. La "mattina dopo" un lutto, una grave perdita, la fine di una storia d'amore e la sensazione di sottrazione, smarrimento e dolore che ne comporta è descritta benissimo. È nuovo tempo vuoto, da riempire di cose che valgano la pena fare. Il libro è un viaggio, un cammino nelle memorie di chi ha superato “la mattina dopo” ed i personaggi sono gli eroi e le eroine di tutti i giorni.Appaiono verissime le parole di Leonard Cohen citate nel testo: “C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce”.

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    Francesco

    09/01/2020 18:50:09

    La mattina dopo rappresenta il passo determinante nella conduzione della nostra vita, dopo un cambiamento o una perdita. Anche io mi interrogo spesso in questo senso. È un testo scritto molto bene, con una profondissima leggerezza di narrazione, uno stile che rapisce e porta letteralmente dentro le storie che in qualche modo ho sentito mie, come ad esempio il rito dell'olio e del vino di Tonino a ogni primavera. Non leggerlo sarebbe davvero sbagliato.

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    Pservo

    05/01/2020 08:46:18

    Scritto benissimo. Interessante. Si legge in un attimo. Però il vittimismo che lo pervade dalla prima all'ultima riga poteva essere un po' più sfumato

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    Oswald

    08/11/2019 11:55:37

    La lettura di un libro è come un appuntamento galante, prima dell’incontro hai un’idea di quello che potrà essere, il mentre e il dopo ti lasciano un’impressione a caldo, in diversi casi una piacevole e gradita emozione resta nei tuoi pensieri, regalandoti una spinta all’autostima e una gemma imprevista di energia. Ecco, questo è ciò che ho tratto dalla lettura di questo libro. Parole come silenzio, resilienza, ricominciare, senso di vuoto, farsi una ragione, sono presenti e il modo di narrare le storie ti cattura piacevolmente, il senso di umanità è presente e si rafforza nelle nostre difficoltà. Nessuno di noi è immune da eventi difficili, senza preavviso, vissuti in prima persona che ci hanno destabilizzato; è il come rialzarsi dagli stessi che varia. Sono la dedizione, la schiena dritta, il prendersi cura dei punti fermi della vita, il cambiamento delle abitudini e soprattutto il non arrendersi alle sconfitte che fanno la differenza. Ci sono diversi passaggi che porterò con me, due in particolare li prenderò in prestito. Citazione di Leonard Cohen “C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da li che entra la luce” Ringraziamenti dell’autore “Grazie soprattutto a chi mi ha tenuto la mano quando la corrente era più forte”

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    giorgio g

    26/10/2019 07:54:44

    L’autore scrive sul suo licenziamento da direttore del quotidiano “La Repubblica”: “La mia visione sul modo di fare il giornale e sul suo futuro era diversa da quella dell’editore”. Da qui inizia un percorso che lo avrebbe portato a occuparsi prima della storia della sua famiglia e poi ad interessarsi del recupero degli handicappati. Forse non c’è un giornale in Italia che possa affidare la direzione al figlio del commissario Luigi Calabresi.

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    CPACCK

    15/10/2019 18:41:13

    Forse troppo accentrato sulla vicenda personale dell’autore ma con spunti interessanti su alcuni personaggi di rilievo; sempre ben scritto si legge come un reportage ns ha la struttura e la narrazione di un romanzo. Consigliato a chi apprezza Mario Calabresi come uomo

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    Raffa

    07/10/2019 10:30:30

    Libro ben scritto e che aiuta a riflettere.Calabresi non delude mai.

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    mary

    25/09/2019 15:51:15

    Un grande grande libro❤️ Un libro EMOZIONANTE,ci a scorre la vita dentro. Che dire? Da leggere assolutamente per il bene della nostra anima

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    Alfredo

    25/09/2019 13:22:16

    Una storia personale, ma non solo, che racconta come, quando la vita cambia un po' o per sempre, si può trovare il modo e la forza di andare avanti. Alcuni passi un pò troppo autoreferenziali nel complesso un buon libro se piace il genere.

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    veronica

    24/09/2019 16:49:54

    Un libro pieno di insegnamento.davvero molto bello e scorrevole.la storia ti appassiona pagina dopo pagina

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    Franca

    24/09/2019 08:23:05

    Un vissuto che spazia dal passato fino al presente. Con una vicenda che si affaccia lungo un arco narrativo abbastanza articolato. Mi è piaciuto il modo in cui è stata tratteggiata la figura di Daniela così come quella di Damiano. In definitiva è un libro da consigliare.

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Resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici riorganizzando positivamente la propria vita, senza alienare la propria identità. Lo so, sembra un corollario matematico per la meticolosità con cui è descritto ma è il primo concetto che mi è venuto in mente fin dai primi minuti di conversazione alla presentazione di questo libro scritto dall’ex direttore de La Stampa e La Repubblica. E’ stato il mio primo approccio con Mario Calabresi, con il suo modo di scrivere e la sua opera. Al di là di ogni orientamento politico inevitabilmente presupposto quando si tratta di giornalisti, questo è un libro che non ha nulla a che fare con le frenetiche dinamiche di un giornale benchè sia, in un certo senso, ad esso collegato. Preferisco dire che deriva da una profonda delusione che il quotidiano ha arrecato alla vita di Mario Calabresi. Direttore de La Stampa prima e de La Repubblica dopo, una mattina si sveglia e improvvisamente gli crolla il mondo addosso: l’editore del secondo quotidiano italiano per diffusione lo lascia letteralmente ‘a piedi’, senza un lavoro per “… disaccordi di vedute”; ecco allora il momento delle domande e dei perché, ecco La mattina dopo.

Tutti quanti ci poniamo un sacco di domande quotidianamente, per 365 giorni all’anno ma in pochi tentano di trovare una risposta agli interrogativi che fin troppo spesso ci tormentano l’esistenza. Ogni cosa che ci circonda è spunto di discussione: un accadimento in ufficio, una battuta con i colleghi, un fatto di cronaca al telegiornale, la lettura della buonanotte ai propri figli e potrei andare avanti sviolinando un elenco lunghissimo. Ma dove sta allora la sottile linea di confine che ci permette di venirne a capo? Nella riflessione. La nostra è ormai una società in perenne ritardo, nel senso che è sempre di corsa, frenetica e agitata che non ci permette una pausa per meditare su quella che è stata la giornata appena trascorsa o anche solo un momento di felicità. Siamo tutti troppo occupati a pensare ‘al dopo’. Proprio a questo fa riferimento Mario Calabresi quando racconta la sua giornata tipo: già dalle prime ore del mattino la sua mente era impegnata a pianificare quella che sarebbe stata la scaletta degli impegni del giorno dopo. Solo quando vedi tutto questo con occhio distaccato ed esterno ti rendi conto della compressione.

Esiste poi l’altro aspetto, quello dell’atteggiamento di fronte alle sciagure che un dio malevolo ha voluto sbatterti in faccia con un tempismo davvero straordinario. Troppo spesso è quello del menefreghismo totale verso la condizione di depressione in cui cade un tuo simile ma che non ti sfiora finchè poi non capita anche a te. E’ proprio questo che tenta di spiegare La mattina dopo, dare risposta a quell’interrogativo che ci poniamo ma al quale non vogliamo e non sappiamo rispondere. Calabresi tenta di farlo lavorando in primis su se stesso riannodando i fili con un passato dimenticato, messo sotto chiave in quel piccolo cassettino della memoria. Lo fa raccogliendo anche testimonianze di vita autentica, di dolore vero, di uomini e donne che si sono visti crollare il mondo addosso e hanno reagito. Delusioni lavorative e amorose, malattie irreversibili e incidenti irreparabili hanno tutti un denominatore comune: il dolore. Quello che ti consuma e invecchia anzitempo. Mario Calabresi si è spostato per l’Europa alla ricerca di racconti che potessero essere scuola di vita per lui e per tutti quelli che hanno perso la speranza. E’ la storia di Daniela ‘la garagista’ ad aver toccato le corde più sensibili dell’Enrico lettore. Daniela era un’atleta vincente, era nel pieno della sua carriera e lanciata verso nuovi traguardi ma per un bizzarro scherzo del destino tutto questo entusiasmo viene spazzato via da un incidente che la priva dell’uso delle gambe. Lo scossone è tremendo, la crisi dietro l’angolo e le certezze che vacillano ti cambiano inevitabilmente; ti chiudi a riccio e rifiuti ogni forma di comunicazione, di interazione e di aiuto. Ma Daniela è una ragazza che ha reagito con la stessa forza di volontà che la contraddistingue come sportiva, ha raschiato il fondo del barile per poi tornare a fare ciò che più amava: stare su quella canoa insieme alle sue compagne.

La mattina dopo è la ricerca di come si può, anzi si deve, affrontare lo strappo; riannodare i fili della realtà è possibile con la volontà e una grande forza d’animo. La riabilitazione passa dunque attraverso due fasi, la prima, quella dell’accettazione cioè riconoscere il dolore per scendere a patti con se stessi, la seconda è accorgersi che, nonostante tutto, ogni cosa che prima ti rendeva felice, ora, la puoi comunque ancora fare, devi solo cambiare il modo di vederla.

  • Mario Calabresi Cover

    Figlio del commissario Luigi Calabresi, Mario è giornalista ed è stato direttore della «Stampa» e di «Repubblica». È autore di Spingendo la notte più in là (Mondadori, 2007), libro dedicato alle vittime del terrorismo. Nel 2002 - insieme a Francesca Senette e Andrea Galdi - è stato insignito del premio Angelo Rizzoli per il giornalismo, e nel 2003 riceve il premio intitolato a Carlo Casalegno. Nel maggio 2011 esce il suo Cosa tiene accese le stelle (Mondadori), antologia di scritti sulle conversazioni avute con italiani "eccellenti". Tra le pubblicazioni Mondadori ricordiamo: La fortuna non esiste (2009), Cosa tiene accese le stelle (2011), Non temete per noi,... Approfondisci
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