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Francesco Bonami

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2011
Pagine: 121 p., Brossura
  • EAN: 9788804610052
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Recensioni dei clienti

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    Amalia

    19/09/2011 12.42.30

    E' il terzo libro che leggo di questo curatore; per chi è abituato a conoscerlo, si ritroverà nella scrittura sottile, veloce e astuta, che lo contraddistingue da sempre. Un testo sottotono rispetto a "Si crede Picasso" o "Lo potevo fare anche io", ma ugualmente di forte impatto. A differenza di altri libri questo è un concentrato dedicato a uno degli artisti più provocatori (o assurdi) del panorama dell'arte contemporanea. Quello che viene fuori, però, è un lato diverso di Maurizio Cattelan: certo ironico, bistrattato e autoironico, ma soprattutto delicato. Leggere il testo vuol dire scoprire la sua tenerezza infinita verso le cose, l'importanza di certi suoi meccanismi psicologici, l'imprevedibilità degli atti dovuti al suo background familiare e interpersonale. Come la fetta di pane e margarina intinta in una tazza di latte e caffè proustiana : una delle poche certezze che ha, assieme alla paura, e ai tentativi di fuga dopo aver pensato/realizzato opere a poche ore dall'inaugurazione di una mostra. Non è un libro da considerare rivoluzionario, ma è un testo che cattura il lettore e lo fa ridere più volte, e lo fa riflettere su alcuni giochi del sistema dell'arte contemporanea.

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    claudio

    20/07/2011 08.47.39

    Maurizio Cattelan, chi era costui? Parafrasando il grande Don Abbondio, si potrebbe dire la stessa cosa di Cattelan. Nel senso di sapere se è veramente un grande artista o un grande provocatore, uno che ha preso gusto a guadagnare bene a spese di una serie di cialtroni che comprano le sue opere. Da questa autobiografia del suo amico Bonami non si riesce a venirne a capo. L'unica cosa sicura è che una buona dose di pazzia (o diversità, chiamiamola come vogliamo) nella sua testa c'è. E da questo nascono opere che continuano a provocare polemiche anche dopo anni. Il discorso si potrebbe poi allargare a tutta una serie di colleghi di Cattelan, quelli che sempre Bonami definisce: ero capace anch'io di fare quella cosa, quelli che si divertono (e guadagnano) a prendere in giro la gente.

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