Me ne frego - Benito Mussolini,David Bidussa - ebook

Me ne frego

Benito Mussolini

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Curatore: David Bidussa
Editore: Chiarelettere
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 432,16 KB
Pagine della versione a stampa: 144 p.
  • EAN: 9788832962277
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Discorsi, articoli e interventi pubblici di Benito Mussolini, pronunciati e scritti tra il 1904 e il 1927. Le parole che hanno costruito l’immaginario fascista. Un linguaggio che continua a segnare il nostro presente.

“Quelle parole, con il loro carico di immaginario, sono tornate a circolare nella nostra mente e spesso nel nostro linguaggio parlato. Sono tornate a essere ´parole gridate? e  non più solo ´parole sussurrate?. E la forza del grido, se senza contrasto, le rende ´parole ammesse?. Ovvero ´legittime?.”
David Bidussa

“Noi ci permettiamo il lusso di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalitari e illegalitari a seconda delle circostanze di tempo, di luogo, di ambiente, in una parola ´di storia? nelle quali siamo costretti a vivere e ad agire. [Non siamo] una chiesa; piuttosto una palestra. Non siamo un partito; piuttosto un movimento."
Benito Mussolini, 1921


Tre motivi per leggerlo:

Perché le parole pesano e vanno riconosciute. “Me ne frego”, “tiro dritto”, “prima gli italiani”, “chi si ferma è perduto” sono espressioni fasciste, e ora di nuovo nel linguaggio diffuso, cui il governo gialloverde strizza l’occhio e che ci riportano a una certa idea di società,
dove la politica è solo un mezzo per affermarsi e zittire l’avversario.

Perché leggere Mussolini è scioccante ma rivelatore. È lui l’inventore dell’antipolitica, della critica sprezzante dello Stato, dello sberleffo delle istituzioni. Le sue parole ci riportano al tempo in cui il fascismo ha occupato il posto lasciato libero dai partiti di allora, così come sta succedendo oggi in Italia.

Perché anche negli anni Venti l’opinione pubblica credeva di poter cambiare le cose, convinta che le parole di Mussolini fossero finalmente il segno che l’Italia non era più nelle mani dello straniero, dei “professionisti della politica, della classe dirigente corrotta, servile, prigioniera dei poteri forti (soprattutto stranieri)”.
 
David Bidussa (Livorno, 1955) è uno scrittore, giornalista, saggista, storico italiano. Ha insegnato nei licei, è stato lecturer presso la Hebrew University di Gerusalemme tra il 1982 e il 1984. Dal 1988 ha collaborato con Radio Popolare e con “l’Unità”, “il manifesto”, “Linus”, “Diario”, “il Secolo XIX”, “il Riformista”, “Reset”, il domenicale del “Sole 24 Ore”. Ha scritto saggi sull’ebraismo, sul sionismo, sul movimento socialista francese e sulla Repubblica di Vichy. Per Chiarelettere ha curato le antologie Siamo italiani. La questione morale (con scritti di Berlinguer, Capitani, Einaudi, Malaparte, Moro, Prezzolini, Salvemini…), Odio gli indifferenti, con gli scritti di Antonio Gramsci, The time is now, sul Sessantotto in Italia e nel mondo, La vita è bella, con gli scritti di Leon Trotzky, e Lettera sul fanatismo di Shaftesbury.
                
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    enrico

    20/04/2020 09:20:26

    Diversamente dal parere espresso nell'unica altra recensione attualmente presente, penso che l'autore abbia invece ben raggiunto lo scopo che si proponeva dimostrando, attraverso gli articoli ed i discorsi di Mussolini,in una sorta di crescendo rossiniano dal 1914 al 1927, da un lato l'evoluzione di un pensiero politico (spontanea o programmata a priori ,a ciascuno il suo giudizio......) , dal socialismo rivoluzionario alla esplicita affermazione della dittatura di regime, dall'altro l'uso davvero innovativo e,quello si rivoluzionario, del linguaggio e delle tecniche di comunicazione. Con grandissima abilita' ( e lo stesso Goebbels ne avrebbe poi seguito le orme), Mussolini riusci' a sostituire i fatti ed a manipolare la realta' con un accorto e geniale uso delle parole e degli atteggiamenti corporei,costruendo passo passo il proprio mito personale nonche' quella famosa "mistica fascista" in grado di sedurre l'intero paese,o almeno gran parte di esso,per oltre un ventennio. Nello studio di questa capacita' di mistificare e modificare la percezione della realta' con le sole parole,l'analisi dei discorsi e degli scritti di mussolini si dimostra quantomai attuale e moderna,dal momento che una buona parte dell'attuale classe dirigente (certamente non solo italiana),di questa tecnica ne fa larghissimo,quotidiano e direi addirittura "normale" ,utilizzo sulla pelle della gente......Direi dunque che si tratta di una lettura assai utile ed opportuna.

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    Elena

    27/03/2020 21:09:59

    Questo libro raccoglie alcuni articoli di giornale e discorsi pubblici di Benito Mussolini composti tra il 1914 e il '27 proponendosi l'obiettivo di evidenziare le caratteristiche principali del linguaggio fascista e le similitudini con la dialettica politica attuale. Il risultato è un testo scarsamente incisivo e molto superficiale che fallisce completamente gli obiettivi che si è posto in copertina. Lo sconsiglio vivamente.

  • Benito Mussolini Cover

    Nata a Dovia di Predappio, in provincia di Forlì, conseguì il diploma di maestro elementare. Iniziò la carriera politica con l'iscrizione al PSI. Fondatore del fascismo, salì al potere con la forza dopo la marcia su Roma del 1922. Assunti poteri dittatoriali, governò il Paese per un ventennio, fino all’alleanza con la Germania di Hitler e alla sconfitta nella Seconda guerra mondiale. Catturato dai partigiani il 27 aprile 1945, venne fucilato il giorno seguente. Approfondisci
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