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Hamid Ziarati

Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 2009
Pagine: 276 p. , Brossura
  • EAN: 9788806196837

Recensioni dei clienti

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    gennaro

    09/01/2014 21.11.54

    Bella scoperta quella di Hamid Ziarati, che scrive in un ottimo italiano, pur essendovi approdato all'età di 15 anni. La storia è molto carina, e l'intreccio magistrale fa scorrere veloci le pagine di questo lavoro, che ci dà un assaggio di storia iraniana, quella di un paese bellissimo e tormentato, magico per certi aspetti e discutibile per altri, ma sicuramente molto affascinante. Bel libro, consigliabile!

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    Alessandro

    05/09/2012 19.50.01

    Una meraviglia. Non servono altri aggettivi! Leggetelo.

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    taty

    31/08/2011 08.28.03

    che dire... stupendo! bella costruzione del libro, bella storia, bella descrizione dei personaggi!! toccante ed emozionante!

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    nihil

    12/10/2010 18.13.49

    Concordo con i precedenti commenti. Nonostante sia solo il secondo romanzo di questo autore, è evidente che l'autore ha mestiere! La storia fila via liscia, pur ricca di notizie e sfaccettature di una cultura a noi così lontata. Incuriosisce appunto questo aspetto e invita all'approfondimento. Mi ha ricordato Tra due palazzi di Nagib Mahafuz!

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    mchiara

    28/07/2010 12.59.07

    un libro assolutamente da leggere. storie di uomini e donne che si intrecciano e si danno il testimone, per un finale che tutto riannoda. una sceneggiatura perfetta, direi geniale. ma soprattutto una storia intensa, che ti entra dentro per la sua crudezza e nello stesso tempo e paradossalmente per la sua struggente tenerezza. scritto da un autore che non ha saputo perdere lo sguardo puro e penetrante dei bambini. grazie a chi mi ha regalato il libro.

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    Manuela di Trieste

    24/08/2009 13.54.34

    Non vedevo l'ora che questo sito riaprisse per postare il mio commento all'ultimo libro di Hamid, comperato impulsivamente e divorato in soli tre giorni.Non posso che confermare il parere di Fairy:rispetto al primo romanzo (che pure ho letto molto volentieri)l'autore è maturato, affinando capacità descrittive e linguistiche.L'avvio è forse un po' lento, ma dopo un po' riesce difficile staccarsi dalla pagina, tale è la sua capacità di traspoirtarci nel suo affascinante e tormentato paese (ma, come ha fatto notare un'altra lettrice,la vicenda offre solo uno spunto per riflettere su temi universali). Amici amanti del Bello, leggete e diffondete questo libro...ne vale la pena !!!

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    Giulia

    24/08/2009 11.44.34

    Un libro stupendo,intenso,struggente,profondo. Il personaggio centrale,Reza,il “meccanico delle rose”,viene descritto e raccontato attraverso la narrazione delle vite di coloro che l’hanno conosciuto,in un libro che coniuga sofferenza,violenza,guerra ad amore,dolcezza,amicizia. Le dolorose storie di Akbar,Khodadad,Donya e Mahtab si fondono per costruire il ritratto di Reza,devoto alle sue rose più di ogni altra cosa. Nell’ultimo capitolo,Laleh,donna innamorata di Reza,completa il suo toccante quadro,concludendo questo indimenticabile libro.

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    Maria

    22/07/2009 12.36.30

    Cinque racconti uniti da un filo, solo in apparenza sottile. Cinque storie, che coprono un arco temporale ampio (dal 1920 ai giorni nostri), ambientate in un paese (l’Iran, mai nominato ma riconoscibile da tanti dettagli) distante dal mondo e dalla cultura occidentale. Ma questa è solo la prima impressione, alla fine quello che il romanzo riesce a trasmettere è il concetto del dolore universale (al di là della longitudine) scaturito dalla perdita, vissuta in tutta la sua drammaticità, senza sconti di pena. La perdita di un figlio nato morto (nel primo racconto) si congiunge con quella di una figlia uccisa dai Guardiani della Rivoluzione (nell’ultimo racconto) in un cerchio che, almeno idealmente, si chiude. Un libro coinvolgente da leggere senza stupirsi se alla fine si avranno gli occhi lucidi.

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    fairy

    05/06/2009 23.33.34

    Anche questa volta è riuscito a commuovermi. Trovo una maturità nuova in questo libro che non c'era in Salam Maman. Assolutamente da leggere.

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    Anna Zijno

    26/05/2009 19.02.26

    "Se è vero che «noi siamo bambole e il Cielo è una bambina», come recita una quartina di Omar Khayyam, forse la vita di ognuno di noi - come quella del protagonista di questo romanzo - può essere raccontata attraverso le storie di chi ci ha sfiorati"...si legge nella copertina del secondo libro di Ziarati. Per una come me che ama profondamente Omar Khayyam e le sue "Rubaiyat" sarebbe bastato solo questo per amare "Il meccanico delle rose". Ma Omar non c'entra, Omar dà solo una piccola traccia, perchè il libro è veramente bello e Ziarati supera in maniera brillante la sua seconda prova letteraria. Bello, davvero bello, complimenti!

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