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Giorgio Cosmacini

Editore: Laterza
Anno edizione: 2001
Tipo: Libro universitario
Pagine: 280 p.
  • EAN: 9788842063391

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    Fabrizio Porro

    18/09/2012 13.18.02

    I grandi medici del Medioevo e del Rinascimento erano ebrei, Isaac ben Mordechai fu il medico dei papi Nicolò IV e Bonifacio VIII, così Lorenzo il Magnifico e Innocenzo VIII furono curati da medici ebrei. Ma il medico di Lorenzo il Magnifico, dopo la morte dell'illustre paziente, fu trovato morto in un pozzo.

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    Fabrizio Porro

    28/08/2012 22.53.42

    La libertà del pensiero ebraico è nata col pensiero rabbinico che la medicina ha parte nella riflessione talmudica. Ci ricorda che prendersi cura della salute è un obbligo nell'Ebraismo . Nel Seicento invece , come ci scrive Giorgio Cosmacini nel suo Libro, il contributo dei medici rabbini fu marginale e nel contempo la loro prestazione richiesta e apprezzata. Questo perché erano emarginati dai centri di potere scientifico, ma erano più preparati dei loro colleghi cristiani, più attenti al rapporto mente - corpo, grazie alla vicinanza al sacro. Per darci una chiara esemplificazione Cosmacini ci parla di Jacob Zaalon e della peste di Roma del 1656 terminando la sua relazione con la lettura della preghiera, molto "moderna", di questo personaggio engagé. A questo punto, durante la lettura è naturale domandarsi dove si formassero questi medici dopo la costituzione dei ghetti. Cosmacini risponde spaziando dall'Università di Padova a quella di Ferrara, all'"autoeducazione permanente". Una lettura indispensabile per conoscere e riflettere.

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