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Andrea Vitali

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2016
Pagine: 225 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811687689


Ispirato da un aneddoto legato a un soggiorno a Lucerna del grande scrittore praghese, Le mele di Kafka mette in scena il meglio dei personaggi di Andrea Vitali.

Abramo Ferrascini non ne aveva di beghe per la testa quella notte del 1958 quando, poco dopo la mezzanotte, il prevosto di Bellano suonò alla porta di casa sua. Arrivano così, le brutte notizie, tra capo e collo, infilandosi come insetti in casa, interrompendo un beato e rumoroso sonno: l’Eraldo, cognato dell’Abramo e della moglie, la Rosalba, stava morendo. Occorreva muoversi subito se lo si voleva salutare, un’ultima volta. Ma subito veramente, perché l’Eraldo viveva in Svizzera, a Lucerna, insieme con la Fioralba, e i medici gli avevano dato giusto giusto 48 ore di vita. E se lo dicono i medici svizzeri…

All’Abramo piglia quasi un colpo. Non tanto per l’Eraldo, intendiamoci. Quasi quasi non se lo ricordava tanto poco lo aveva visto in vita sua. Il vero dramma era un altro: mancavano solo sette giorni alla semifinale di campionato provinciale di bocce e, assolutamente, non sarebbe potuto mancare, senza mettere in conto le grane che gli avrebbe piantato Mario Stimolo, gestore del Circolo dei Lavoratori e allenatore, dopo che la sua carriera di giocatore era finita sotto una pressa, con il suo braccio destro. Allenatore per passione e per riscatto sul suo moncherino, lo Stimolo non avrebbe mai permesso all’Abramo di andarsene in Svizzera rischiando di saltare la semifinale.
Perché, diciamoci la verità, come individuale non era un granché, ma in coppia sapeva bocciare come dio comanda. Bòn, problema numero uno: convincere lo Stimolo che tutto sarebbe andato come da programma: arrivare in Svizzera il prima possibile, saluto, funerale, rientro previsto per sabato giusto in tempo per la semifinale. Tra un’imprecazione salata e una minaccia colorita, lo Stimolo è costretto a lasciar andare l’Abramo.
Bòn, problema numero due: la Rosalba. E quella, chi riesce a farla smettere di piangere? Non solo la disperazione per la sorella, gli intoppi dell’ultimo momento con documenti scaduti, ma quella piangeva per ben altri ricordi intorno all’Eraldo, un segreto custodito negli anni, un bacio rubato di nascosto, il rimpianto di una vita per aver sposato l’uomo sbagliato… Bòn, si parte allora. Tutto è pronto. E poi, dove si trova esattamente sta’ Svizzera? Mica c’era mai stato l’Abramo, già tanto era se si spostava una volta ogni tanto nel raggio di quaranta chilometri da Bellano, e solo per i campionati provinciali, ovviamente.
Inizia così l’avventura dei Ferrascini verso Lucerna, in un viaggio rocambolesco e impacciato per i coniugi, gente paesana, un viaggio innaffiato dai pianti delle due sorelle – la Rosalba e la Fioralba – e dai moccoli dell’Abramo che, poco votato alla causa della malattia del cognato, si lamenta continuamente per i suoi brontolii di pancia (se questi svizzeri ostrogoti avessero un po’ di pane e salame o un po’ di pasta, magari…) e cerca in tutti i modi di abbreviare il soggiorno. Vuole arrivare il prima possibile in tempo per il campionato anche se, al Circolo dei Lavoratori di Bellano, nel frattempo si sono sparse strane voci e, si sa, quello che viene tessuto dalle malelingue del paese è molto pittoresco. Nei momenti di noia l’Abramo si allena a lanciare frutta…e sarà proprio con delle mele molto speciali che s’imbatterà nella storia di Cafca e del suo scarafaggio, che proprio da Lucerna era passato per un soggiorno…
Spassoso e leggero, come solo Andrea Vitali riesce nelle sue storie migliori, il personaggio del Ferrascini è forse uno dei più divertenti che lo scrittore abbia mai dipinto nella sua amata Bellano. I suoi romanzi strappano sorrisi e appassionano, creando momenti di svago con la simpatia delle trame e la leggerezza di cui ogni tanto anche la letteratura necessita.

Racconta favole per adulti, Andrea Vitali, e lo fa con la maestria dell’oralità dei nostri nonni, con un uso dilettevole di regionalismi coloriti che rendono i personaggi delle spassose macchiette. E qua, ancora più che mai, il gioco letterario è dato dalle “bassezze” e dalle volgarità dell’Abramo in accostamento al mito letterario di Kafka... accomunati da una storia di mele.

Recensioni dei clienti

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    Alberto

    25/11/2016 13.50.03

    Andrea Vitali con questo romanzo ha ritrovato la sua vena iniziale, non certo all'altezza de ''Il procuratore'' o ''La figlia del podestà'', ma migliore rispetto ai suoi lavori recenti. Mancano solo i carabinieri e il sindaco ma c'è il prevosto, la perpetua, il circolo popolare con la bocciofila con quell'atmosfera bellanese che tanto ha stregato i suoi affezionati lettori. La prosa ha di nuovo ritmo ed i capitoli hanno una piacevole concatenazione che sembrava svanita. Non critichiamo il finale, è perfetto.

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    Gianni F.

    17/11/2016 20.07.17

    Un bel romanzo che ci riporta il miglior Vitali di anni fa. Protagonisti ben descritti, sorrisi genuini e una buona dose di suspence. Finale amaro

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    Leonardo

    06/09/2016 10.04.35

    Mi ha strappato poche risate e qualche buon sorriso. Rimango sempre ammirato della fantasia di Andrea Vitali. Ma questo libro è un po' poverello...

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    tom

    05/09/2016 20.42.43

    Pensavo che il titolo e l'aneddoto di Kafka svelato a circa metà del romanzo fosse il pretesto x una qualche riflessione filosofica invece nella storia non si trova nulla del pensiero kafkiano o almeno non l'ho trovato io. Ma il vero problema quando leggo Vitali è che quando arrivo alla fine mi chiedo: libro scorrevole, piacevole, a tratti divertente (anche se gli ultimi hanno perso un po' di verve)... ma cosa mi ha lasciato questa lettura?

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    Ennio

    29/08/2016 15.10.10

    Assolutamente inconsistente, non vale il prezzo pagato. Gli scrittori affermati devono smetterla di vivere di rendita.

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    gianni

    27/08/2016 11.06.13

    il solito piacevolissimo Vitali che ci racconta un'altra storia dell' Italia di qualche tempo fa. Libro bello, scorrevole, divertente peccato il finale che ti lascia in sospeso.

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    Elena

    20/08/2016 12.14.12

    E' il primo libro di Vitali che leggo anche se di questo scrittore avevo sentito parlare, l'ho trovato piacevole ma ,come altri hanno scritto, il finale mi ha lasciato sorpresa : " e poi?" sembra manchi una conclusione!!!!

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    Sophie

    16/08/2016 20.57.07

    Speravo di più. Però si legge velocissimamente e può servire come lettura rilassante sotto l'ombrellone e senza impegno. Niente di più.

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    Dona

    14/07/2016 23.24.00

    Il Vitali dei tempi migliori finalmente. Ma non capisco se la Garzanti si è scordata di pubblicare il finale, o se Vitali si è scordato di scriverlo.

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    alinghi

    05/06/2016 17.24.07

    Solito Vitali, anzi finalmente e dopo tempo il miglior Vitali. Di piccoli episodi quotidiani riesce a farne un romanzo che cattura pagina dopo pagina. Leggero, intrigante, scorrevole e sempre vivo. Unico neo forse il finale troppo 'improvviso'...

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    Sergio

    03/06/2016 14.39.16

    Molto piacevole. Scorrevole e divertente come solo Vitali sa fare. Peccato il finale, che lascia molto perplessi. Per il resto uno dei migliori dell'autore

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    Claudio

    17/05/2016 08.03.01

    Non finisce mai di stupire Andrea Vitali. Siamo sempre a Bellano, nel 1958. Tutto ruota fra la canonica con i soliti prevosto e perpetua, il Circolo "socialista" e la casa di Abramo e sua moglie. Da lì nascono tutta una serie di vicissitudini che non permetteranno alla fine la semifinale di bocce prevista fin dall'inizio.

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