La melodia del giovane divino. Pensieri-Racconti-Critiche

Carlo Michelstaedter

Curatore: S. Campailla
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 1 settembre 2010
Pagine: 242 p., Brossura
  • EAN: 9788845925122
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Descrizione
Oltre a La persuasione e la rettorica - nato come tesi di laurea su questi concetti in Platone e Aristotele e sviluppatosi poi fino a diventare uno dei testi decisivi del Novecento italiano -, al Dialogo della salute e alle Poesie, Michelstaedter ha lasciato un'impressionante mole di scritti. Impressionante tanto più se si pensa alla brevità di una parabola esistenziale conclusasi, il 17 ottobre 1910, con il suicidio a soli ventitré anni, e in cui è impossibile non cogliere il segno di un audace programma: "...e farai di te stesso fiamma". E sono proprio questi 'scritti vari' - ovvero il laboratorio segreto di Michelstaedter -, di cui il suo maggiore specialista ci offre ora una silloge che copre il cruciale periodo 1905-1910, a fornirci una chiave per penetrare l'enigma di un'attività speculativa solitaria e radicale, che pareva, con la tesi di laurea, essere giunta a maturazione per vie misteriose, e che invece si rivela qui tumultuosamente ma caparbiamente preparata. Che rifletta sulla catarsi tragica o sulla «via della salute», che si sperimenti in favole o parabole, che reagisca a caldo a una pièce di Ibsen o di D'Annunzio o a un concerto, infatti, il pensiero di Michelstaedter sembra accanirsi intorno a un nucleo eroico e rovente: l'uomo «deve ricrearsi nell'attività col suo spirito per creare il valore individuale».

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    enrico avveduto

    27/10/2014 10:46:23

    Ecco un eroe italiano della VITA INTERIORE: ha trovato nella sua solitudine "luci" di cui tutti noi possiamo usufruire per vincere o comunque abitare, senza temere, la notte dell'anima, ha scavato per noi dentro di se fino a trovare quell'inesauribile "alba sommersa", ha tradotto i geroglifici della sofferenza in verbo di speranza, intesa come individuale potenzialità dentro le amorevoli leggi dell'universo. Ha sofferto la sua epoca, ma soffrirebbe ogni epoca, in cui all'individuo la società impone di giacere nel suo "letto di Procuste" e sognare i suoi "lucidi"incubi.

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