Memo

Pippo Russo

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Editore: Dalai Editore
Anno edizione: 2008
Pagine: 249 p., Rilegato
  • EAN: 9788860731180
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Oblivia è un luogo incantato. Vive immerso in una natura d'irreale bellezza, lontano dal mondo e in un tempo senza tempo. La gente di Oblivia non conosce altri che la gente d'Oblivia, e in quell'angolo di paradiso la vita è un costante ripetersi del quotidiano, attraverso i riti di una comunità che ha saputo conservarsi uguale a se stessa senza sapere cosa fosse l'Altro. Oblivia è irraggiungibile perché l'unica strada che la collegava al resto del mondo franò un giorno a valle; e gli abitanti stabilirono che fosse meglio così, e che quel posto potesse bastare a se stesso. Soprattutto, Oblivia porta nel nome la dimenticanza. Che segretamente è il pilastro del suo quieto vivere. Poi, la prima mattina d'autunno, a Oblivia arriva lo Straniero. E d'improvviso le cose cambiano. Lo Straniero possiede i ricordi d'ognuno, ma tutti quelli che lo vedono, lo descrivono in un modo proprio e diverso. Chi è costui? E cosa vuole da Oblivia, se non turbarne la quiete? E perché dopo il suo arrivo prendono a succedere cose strane?
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    francesco

    10/07/2009 13:04:07

    Mi dissocio totalmente dal giudizio di Elena. Ho trovato questo libro - letto tutto d'un fiato - molto bello ed originale. Consiglio ad Elena di rileggerlo con più attenzione.

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    silvio

    03/07/2009 09:55:53

    Ho letto questo libro e l'ho trovato bellissimo. Non riesco a capire quale "Memo" abbia letto Elena.....un libro pretenzioso e tronfio?!

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    Elena

    13/05/2009 20:51:02

    Un libro pretenzioso e tronfio, pieno di idee abusate, che annoia ad ogni pagina e in ultima istanza non dice niente.

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    rita

    11/06/2008 12:51:55

    Un romanzo veramente appassionante. Incredibile come Pippo riesca a passare da un tema sportivo ad uno di pura fantasia senza deludere il suo lettore (per chi ovviamente ha avuto il piacere di leggere i suoi scritti). Un libro che ho divorato per le prime 50 pagine, ma poi ho cominciato a leggerne un paio alla volta, per non perdere per sempre i personaggi una volta terminato il libro. Credo che Oblivia ed in particolare la gente d’Oblivia viva in qualsiasi città. Non è difficile identificare il modo di vivere di questa gente con il mio mondo o con quello di vicini e/o conoscenti. In qualunque posto trovi chi ti da un ruolo, chi ti etichetta e ovunque trovi chi lascia fare, vuoi per tranquillità, per pigrizia o per indole e modifica il proprio essere.

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    fantasik

    06/06/2008 23:33:35

    Splendido ed originale questo romanzo di Pippo Russo. Particolarmente godibile ed interessante l'uso che l'Autore fa della lingua italiana. Insomma, Pippo Russo dopo il bellissimo "Il mio nome è Nedo Ludi" ci regala un'altra perla.

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    Marcone

    06/06/2008 23:09:31

    Un Pippo Russo che non ti aspetti dopo "Nedo Ludi"; dal mondo pragmatico dell'Italia che si metteva in vetrina in occasione dei Mondiali del '90, a quello sospeso tra sogno e realtà di Oblivia. Cambia il linguaggio, sempre più poetico, rimangono inalterati l'amore dell'autore per la sua terra di adozione, la Toscana, e i forti connotati introspettivi.

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    Picasso

    22/03/2008 18:59:05

    Provo a buttare giù questa recensione. E' così da diversi giorni. Su Memo avrei un milione di cose da raccontare ma ogni volta che ho scritto qualcosa mi accorgo che non è buona abbastanza per trasmettere le profonde sensazioni che questo romanzo mi ha regalato. E così cancello, scrivo di nuovo e poi cancello. Ricordo e dimentico. E' in questo processo altalenante che nascono nuovi spunti...e ricomincio a scrivere emozionandomi. E' un equilibrio di paradossi, esattamente come quello che ci propone Russo: Oblivia, un paese dimenticato dal mondo ma certamente indimenticabile per i lettori, a cavallo tra realtà e fantasia, tra sogno ed incubo. Un mondo sospeso, congelato nel tempo ma composto da tanti microcosmi profondamente agitati e instabili. Un romanzo strutturalmente lucidissimo ma profondamente oscuro, che racconta della assenza di memoria per sottolienare l'importanza dell'essere. Questa seconda opera di Pippo è davvero notevole. Memo richiede concentrazione e voglia di riflettere perchè la scrittura è densa, concettuale, intensa. E' un romanzo serio che riesce, con rara lucidità e sensibilità, a raccontare, attraverso uno straordinario universo di emozioni e umanità, tante delle sfaccettature della imprevedibile natura umana. "Questa è una storia che parla a ciascuno, nel modo in cui ognuno sarà disposto a leggerla" ricorda l'autore nel finale. Personalmente amo leggere anche se ho scarsa memoria. "Amo leggere per dimenticare" dico sempre tra me e me. Di necessità faccio virtù. E così anche Memo, ahimè, cadrà nel buco nero dell'oblio. "Sforzo vano è ricordare. E' come stringere l'acqua nel pugno" racconta Bube, uno degli strani quanto veri personaggi che popolano il romanzo "e dopo aver dimenticato, resta un alone di polvere, meno spessa di quella attorno." Nessuno avrebbe mai potuto meglio raccontare quello che provo ogni giorno quando prendo coscienza di quanta acqua mi è passata tra le mani. Grazie Pippo Russo.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente
  • Pippo Russo (Agrigento, 1965) è un sociologo, saggista e giornalista italiano. Insegna sociologia all'Università degli Studi di Firenze. Scrive per «l'Unità», «il Messaggero», e per le edizioni fiorentina e palermitana di «La Repubblica». In passato ha collaborato con il «Manifesto» (per il quale ha inventato la celebre rubrica Pallonate, in cui venivano messi alla berlina i vizi del giornalismo sportivo italiano), «il Riformista», il «Fatto Quotidiano», Pubblico e il «Corriere della Sera». Ha esordito nella narrativa nel 2006, con il romanzo Il mio nome è Nedo Ludi. È autore di L'importo della ferita e altre storie. Frasi veramente scritte dagli autori italiani contemporanei.... Approfondisci
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