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Giovanni Paolo II

Traduttore: Z. J. Brzozowska
Editore: Rizzoli
Collana: Saggi stranieri
Anno edizione: 2005
Pagine: 226 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817006019

Il nuovo attesissimo libro di Giovanni Paolo II.

«Mi è stato dato di fare esperienza personale delle "ideologie del male". è qualcosa che resta incancellabile nella mia memoria. Prima ci fu il nazismo. Quello che in quegli anni si poté vedere era già cosa terribile. Ma molti aspetti del nazismo, in quella fase, di fatto rimasero nascosti. La reale dimensione del male che imperversava in Europa non fu percepita da tutti, neppure da quelli tra noi che stavano al centro stesso di quel vortice. Vivevamo sprofondati in una grande eruzione di male e soltanto gradualmente cominciammo a renderci conto della sua reale entità. I responsabili di esso facevano infatti molti sforzi per nascondere i loro misfatti agli occhi del mondo. Sia i nazisti durante la guerra che, più tardi, nell'Est dell'Europa i comunisti, cercavano di occultare all'opinione pubblica ciò che facevano. [...]Più tardi, ormai a guerra finita, pensavo tra me: il Signore Dio ha concesso al nazismo dodici anni di esistenza e dopo dodici anni quel sistema è crollato. Si vede che quello era il limite imposto dalla Divina Provvidenza a una simile follia. [...] Se il comunismo è sopravvissuto più a lungo e se ha ancora dinanzi a sé, pensavo allora tra me, una prospettiva di ulteriore sviluppo, deve esserci qualche senso in tutto questo. [...]Ciò che veniva fatto di pensare era che quel male fosse in qualche modo necessario al mondo e all'uomo. Succede, infatti, che in certe concrete situazioni dell'esistenza umana il male si riveli in qualche misura utile, in quanto crea occasioni per il bene. Non ha forse Johann Wolfgang von Goethe qualificato il diavolo come "una parte di quella forza, che vuole sempre il male e opera sempre il bene"?»
Giovanni Paolo II

Recensioni dei clienti

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    Mauro

    10/05/2009 15.09.03

    GPII offre un'interpretazione basata sulla fede delle ideologie del male che hanno imperversato l'Europa ed il mondo nel '900, fornendo così una comprensione anche di quelle odierne. Interessante il capitolo che mette in evidenza i frutti di bene dell'illuminismo, non sempre serenamente riconosciuti all'interno della Chiesa.

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    rosy

    16/03/2008 14.43.59

    Un libro molto interessante. Ma per capire tutte le dinamiche, secondo il mio giudizio, bisogna leggere il libro di d'Arcais "Etica senza fede", con il fine di arrivare, attraverso questi due libri che rappresentano una tesi e una antitesi, a formulare una propria sintesi.

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    Geraci Domenico

    26/04/2006 10.24.28

    Chiunque può leberamente commentare riconoscere o dissentire, ma MEMORIA e IDENTITA' è una pietra miliare su cammino della conoscenza e anche della Fede e tale resterà. Domenico

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    alessandra

    13/12/2005 12.29.45

    il libro che esplicita nel miglior modo la condizione del male e quanto la fede possa dare coraggio e una via di luce emblematico il racconto dell'attentato voto sicuramente un dieci

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    nerella

    04/07/2005 11.42.41

    Ciò che rende banale un libro come questo è il pregiudizio del lettore che si appresta a leggerlo. Non occorre essere credenti per riconoscere l'importanza di un libro scritto da un Papa, basta essere dei laici liberi dal pregiudizio. Il libro ripercorre la nostra storia, vista con gli occhi di conosce il perdono e la misericordia, ma sa individuare il male e le sue cause...

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    Enrico Grobberio

    09/05/2005 17.11.54

    Un grande libro, come l'autore.

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    chiara

    19/04/2005 19.52.20

    il libro è grandioso come del resto è stato grandioso chi l'ha scritto!ci mancherai

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    Mary '84

    09/04/2005 12.26.42

    Io rispetto l'idea di tutti, e so che ciascuno ha i propri gusti letterari però mi permetto di dissentire con quanto detto da Annamaria che ha giudicato questo libro banale, io sono convinta che questo sia un libro tutt'altro che banale perchè anche se gli argomenti oggetto del libro per qualcuno non sono nuovi per me invece lo sono e non perchè io non ne abbia mai sentito parlare ma semplicemente perchè sono cose che il nostro Grande Karol ha vissuto sulla sua pelle e pertanto ogni rivelazione contiene sempre qualcosa di nuovo rappresentato dai sentimenti,dall'emozione che Lui ha vissuto. Questo come tutti gli altri suoi meravigliosi libri faranno parte del Suo testamento verso di noi e arricchiranno il nostro patrimonio perchè ogni volta che rileggeremo qualche suo scritto troveremo sempre nuovi insegnamenti....grazie Papà...

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    Andrea

    07/04/2005 17.09.37

    Il libro sarà banale, ma ci ricorda che con la sola forza della ragione e del pensiero per non dire della fede, il comunismo è evaporato alla luce di chi ne denunciava l'obbrobrio.Questo forse è avvenuto per intercessione della santissima vergine, ma di sicuro ha dimostrato che le divisioni non contano di fronte alle ragioni dell'amore e della riflessione. Oggi uno può anche definirsi comunista nel mondo libero, ma non vorrà mai, la intolleranza,la segregazione e l'odio, perchè sa che il sistema marxista- leninista è stato profondamente ingiusto e criminoso.

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    Giò

    03/04/2005 18.18.52

    Che dire a differenza degli altri ho trovato il libro molto interessante e "profondo".. un segno e una testimonianza molto importante.Nulla di nuovo?!..beh.. lo scopo non era quello di aggiungere nulla alla storia..ma quello di raccogliere il punto di vista di chi ha vissuto la storia a diffeerenza di altri critici che parlano di eventi senza averne la minima esperienza diretta.

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    Roberto

    02/04/2005 15.52.58

    “…Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male…” (San Paolo, Lettera ai Romani, 12,21). Una conversazione sincera e scritta con l'affetto di un padre che parla con il cuore ai suoi figli. "..Succede, infatti, che in certe concrete situazioni dell’esistenza umana il male si riveli in qualche misura utile, in quanto crea occasioni per il bene.." Leggere a volte è anche cercare e sperare di modificare il proprio punto di osservazione; in punta di piedi, in un equilibrio precario, in punta di piedi, nella soffitta dell’anima. Buona Lettura

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    Gabriele

    01/04/2005 10.48.20

    Mi spiace per chi pensa che il libro sia banale.. non c'è nulla di "banale" nel condannare fermamente i mali dell'umanità che più che mai aleggiano sulla terra. E nessuno lo fa meglio di lui che sicuramente ha una consapovelezza assai maggiore delle cose del mondo rispetto a quelle persone che lo chiamano "banale".. il libro è molto bello e tocca i cuori sensibili.. chi non è sensibile e chi non si accorge del male intorno all'uomo non può far altro che giudicarlo "banale"...

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    annamaria

    20/03/2005 12.23.34

    libro banale che non porta nulla di nuovo.

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