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Fëdor Dostoevskij

Traduttore: M. Martinelli
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
Pagine: 144 p.
  • EAN: 9788817865593

Recensioni dei clienti

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    angelo

    19/09/2016 11.41.40

    Ingredienti: un impiegato sadico, superbo e svogliato nella Russia dell'800, un flusso di coscienza basato su pochi fatti e molti pensieri, l'abbandono di una dimora di convenzioni e decoro per chiudersi in una tana di contraddizioni e autoinganni, una vita di continue solitudini, piccole depravazioni e lunghe fughe nei sogni. Consigliato: a chi nasconde la propria interiorità in uno scantinato inaccessibile al mondo, a chi scende spesso negli abissi del proprio inconscio (senza trovarci niente di buono).

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    franco

    14/03/2012 18.56.15

    un viaggio allucinato nella psiche di un uomo misero e miserabile . esemplificazione dei circoli mentali che inducono l'uomo al pensare e non agire , al riflettere nel peggiore e più malato dei suoi modi senza vivere la realtà . illuminante ed educativo . a mio avviso da leggere per chiarire a se stessi il proprio e l'altrui agire .

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    liberam3nte

    22/11/2010 15.19.09

    In questi giorni ho scoperto che il Signor Dostoevskij scrive in maniera sublime anche quando si rotola nel fango e trascina con se tutta la sua compostezza e il suo ritegno. un libro che cresce dentro, pagina dopo pagina, anche se all'inizio mi sono ritrovata in un mare agitato in cui ho dovuto impegnarmi a nuotare..ne e' valsa veramente la pena! "Lasciateci soli senza libri e noi ci confondiamo subito, ci smarriamo, non sappiamo dove dirigerci, a cosa aggrapparci: cosa amare cosa odiare; cosa apprezzare e cosa disprezzare."

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    edward

    19/10/2008 14.54.58

    Un libro che fa da preludio a delitto e castigo, attraverso il quale il grande Dostoevskij apre le porte alla meticolosa indagine delle profondità umane che lo renderanno unico. Indispensabile per gli amanti di Dostoevskij; per chi si avvicina per la prima volta a questo autore consiglierei piuttosto delitto e castigo.

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    Alexis

    21/02/2002 13.33.07

    Un libro rivelatorio, che, scritto nei primi anni sessanta dell'ottocento, anticipa tutti i temi del decadentismo più maturo. Coinvolgente, un flusso di coscienza lucido, crudelmente ironico, per un Dostoevskij che scava il "sottosuolo" con la stessa meravigliosa capacità dei grandi romanzi successivi. Lo consiglio soprattutto a chi non ha ancora avvicinato l'autore. Dopo sono certo, non vorrà perdere nessun'altra riga di quello che ha scritto.

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