Il Mereghetti. Dizionario dei film 2004 - Paolo Mereghetti - copertina

Il Mereghetti. Dizionario dei film 2004

Paolo Mereghetti

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Editore: Dalai Editore
Collana: Le boe
Anno edizione: 2003
Pagine: 2 voll., 3755 p., Brossura
  • EAN: 9788884904195

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Torna il Mereghetti uguale e rinnovato insieme. Uguale perché mantiene l'impostazione di fondo che l'ha reso un successo editoriale: una scrittura chiara, un'attenzione al fenomeno cinema che sa coniugare il rigore enciclopedico con la curiosità cinefila, la storia del cinema con le influenze culturali e sociali. Rinnovato perché è stato aggiornato e arricchito con i film usciti negli ultimi due anni e con tante nuove schede di film importanti, curiosi o solo strani usciti nei cento e più anni di vita della settima arte. Un totale di quasi 20000 schede, cui si aggiungono gli indici potenziati dei registi, dei titoli originali, degli attori e delle attrici che lo rendono uno strumento indispensabile di ricerca.
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    sergio pensato

    13/04/2008 13:38:34

    C'è da chiarire il significato della parola critico. Se il cinema è arte, allora il critico cinematografico è un critico d'arte: che pensereste se vi presentassero in tre righe molto banali la Venere di Botticelli? Cerchereste altre notizie e soprattutto un giudizio più maturo. In verità, la cosiddetta critica cinematografica (tranne che sulle riviste specializzate)serve soltanto a indirizzare il pubblico in cerca di intrattenimento ed è fatta per la comunicazione usa e getta. Le schede sono necessarie, ma ci vuole un po' di polpa! Quanto ai nomi più comuni, compreso Merenghetti, godono le rendite dei mass-media; non sono veri studiosi e quindi tradiscono lacune madornali.

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    marco

    28/07/2005 18:38:12

    l'ho appena preso e devo dire che ne sono davvero entusiasta. c'è qualunque cosa concepita dall'uomo e messa su pellicola e la divisione tra schede ed indici è molto utile. ovviamente non si può essere d'accordo su tutto ciò che viene detto a proposito dei film, essendo pareri dell'autore e come tali criticabili. un neo è la copertina...mi sa che durerà poco, visto il prezzo del libro si poteva fare qualcosa di meglio, ma tant'è.

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    Simo

    11/04/2005 23:39:39

    Sia Morandini che Mereghetti si portano dietro una quantità abnorme di pregiudizi su questo o quel regista. Morandini è più accademico, i registi di serie A con quelli di serie B non si mescolano; Mereghetti da' prestigio anche ai vari Di Leo, Bava...però geni come Von Trier li tiene sopra allo stomaco dal primo all'ultimo film. Perciò, funzionalmente...L'unica differenza sostanziale è che il Mereghetti forse contiene circa 2000 film (cifra azzardata) in più del Morandini, ovvero tutti quelli che il Morandini non considera nemmeno espressioni artistiche.

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    Sasso

    06/02/2005 21:49:20

    Il voto basso è motivato dalle numerose contraddizioni che ho riscontrato in questo Dizionario, soprattutto se si ha, come me, la possibilità di confrontare la prima edizione (del 1994) con questa. Un esempio: il film di Fernando di Leo "Milano calibro 9", liquidato nel '94 con una stellina e mezzo, per demeriti soprattutto imputati al regista, nell'edizione del 2004 prende tre stelline e di Leo diventa un Maestro. In molti casi si ha poi l'impressione che Mereghetti non abbia semplicemente visto il film. Da un critico che fa un'opera del genere, facendola pagare profumatamente, ci si aspetterebbe maggiore serietà.

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    Giovanni Alessi

    30/01/2005 20:17:14

    Bisogna ammetterlo: Mereghetti è uno dei pochi critici che assegna il massimo dei voti non solo ai film che appartengono al cinema cosiddetto “serio”, “intellettuale” o “impegnato” (l’espressionismo tedesco, il neorealismo italiano, Kubrick ecc.), ma anche a quelle pellicole che sono effettivamente capolavori nel loro genere, dal western (“Gli Spietati” di Eastwood) al thriller (“Manhunter” di Michael Mann), dall’horror (“The Addiction” di Abel Ferrara) alla fantascienza (“E.T.” di Spielberg) fino all’action movie (“The Killer” di John Woo). Tuttavia molti giudizi sono inspiegabili, sorretti da argomentazioni vaghe o da paroloni incomprensibili: cult movie come “Batman”,“Akira”,“Highlander”, “Grosso Guaio a Chiantown” “Robin Hood: principe dei ladri” si beccano due stellette e mezzo (sufficienza), mentre nel caso di “La vera storia di Jack lo Squartatore”, “Titanic”, “Election”, “Prova a Prendermi” ecc. le tre stellette sono a dir poco regalate. Inoltre Mereghetti si rimangia la parola da un’edizione all’altra (provate a confrontare il completo riesame della filmografia di Sam Raimi…) e cova un odio palese per registi che vengono linciati a scatola chiusa, come Zeffirelli, George Pan Cosmatos (vedi il bellissimo e sottovalutato “Tombstone”), o peggio ancora Albert Pyun (“La Spada a 3 lame” non era poi malaccio). Per finire, in questi ultimi anni, non fa altro che assegnare due stellette (mediocrità, sufficienza tirata per i capelli) come “voto politico” a tutti i grandi successi stagionali, dal meraviglioso Spider-Man a quell’orribile Gabriele Muccino, il che fa nascere dubbi sul fatto che vada davvero a vederli. Quindi mi sembra giusto assegnare due stellette di mediocrità anche a lui

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    Vanzina

    28/01/2005 14:30:06

    Se siete abituati a giudizi compiacenti, non compratelo! Adoro questo dizionario, perche' preferisco sentire pareri contrari che possono aiutarmi a vedere i film sotto una prospettiva diversa, se consideriamo che nelle discussioni che si affrontano con i soliti "cinefili" si sentono sempre pareri a senso unico e film che non vanno toccati, perchè non si deve mai scherzare con i miti! Mereghetti ha costruito un Dizionario che mancava in italia, i suoi giudizi possono anche non essere condivisi, pero' restano giudizi intelligenti perchè non leccano il ....... a nessuno!!!!

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    tosco

    15/12/2004 01:58:12

    Tacendo l'utilità e l'accuratezza di un simile strumento, tale è la loro evidenza, per apprezzarne anche la qualità critica invito alla consultazione di altri esemplari di dizionari dei film, come il Morandini e soprattutto il Farinotti. L'approccio mereghettiano, lungi da un atteggiamento di snobistica chiusura, si impernia invece su una fondamentale capacità interpretativa che, sorretta da una scrittura argomentata e brillante, rivela una precisa idea di cinema.

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    Vincenzo Tolli

    04/11/2004 21:37:11

    Una valida opera che offre una ampia panoramica sulla settima arte.Dalla pietra miliare al film di serie Z, essa può essere letta sia come un' opera di cultura che come un personale amarcord sui film che si vedevano da ragazzi e che sono rimasti nella memoria e nel cuore.

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    Francesco

    05/10/2004 20:47:13

    E' un libro utile per chi si vuole avvicinare al mondo del cinema o per chi ci si è già avvicinato. Anche l' appendice dedicata agli attori e ai registi è interessante ed è molto aggiornata. Un solo difetto:i giudizi delle volte sono in controcorrente con i successi commerciali che il film ha avuto.Molte volte i giudizi che il Mereghetti dà sono sorprendenti. Complessivamente è un buon dizionarioche deve essere preso in considerazione

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    lorenzo

    06/09/2004 20:57:53

    Ottima bibbia per cercare film in base al titolo, attori, registi, etc., per leggerne la trama e molto altro. In quanto alla critica ed alla valutazione troppo spesso vengono "scannati" films soltanto perchè non rispecchiano i canoni del Mereghetti. In pratica utilissimo strumento ma da prendere con "le pinze" altrimenti pochi films si salvano secondo la critica...

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    maaRten

    25/03/2004 13:12:59

    Mi spiace per Luca, ma non condivido la sua opinione. Sono d'accordo con lui quando dice che in effetti il Mereghetti può risultare ostico a chi si è appena avvicinato al mondo dei cinema, ma non credo che l'approccio critico sia quallo dei peggiori. Se si leggono con attenzione le premesse dell'autore, ovvero su come ogni singolo titolo viene analizzato e schedato, sono convinto che anche l'utente più inesperto riesca col tempo a capire quell'"approccio che riesuma e sintetizza" i titoli presenti. Io lo consiglio invece caldamente a tutti, vedrete che lo "stampo contenutistico" che dice Luca, non rovinerà la fabbrica dei sogni. Personalmente lo ritengo quasi una Bibbia, lo consulto spessissimo (tra l'altro possiedo una videoteca) e lo trovo molto utile.

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    Luca

    14/12/2003 12:03:42

    Lo sconsiglio caldamente a tutti gli inesperti che desiderino avvicinarsi alla storia del cinema. E' un dizionario e un'accurata riserva di informazioni, nomi, date, titoli, ecc. L'approccio della critica è però quello peggiore, di chi non introduce, ma parla ex post per chiudere i ponti con la materia, riesumando, sintetizzando e facendo il punto sui singoli titoli. Sembra che il pubblico ideale sia chi come gli autori, abbia già visto scoperto sentito e vissuto molto intorno agli anni '60, e a cui non spiaccia ora veder risistemato tutto in degli scaffali. Tutto detto e fatto a dovere, e un approccio di stampo generalmente contenutistico che mal si addice alla magia della fabbrica dei sogni.

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