Il mestiere di uomo

Umberto Veronesi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Pagine: 148 p., Rilegato
  • EAN: 9788806216924
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    Elena De Santis su "Amedit"

    15/11/2016 20:04:31

    Questo libro-testamento, stilato con lucida sintesi e accorata partecipazione, ripercorre ogni singola battaglia intrapresa dentro e fuori la camera operatoria. Una militanza costante, coerente, intimamente avvertita e mai esibita o strumentalizzata. Ne Il mestiere di uomo l’oncologo milanese raccoglie e sintetizza l’insieme del suo pensiero, un pensiero grandiosamente umano, pulito e coraggiosamente laico. Il titolo del libro attinge dichiaratamente dai Pensieri dell’imperatore Marco Aurelio: «Al mattino, quando non hai voglia di alzarti, ti sia presente questo pensiero: mi sveglio per compiere il mio mestiere di uomo.» Veronesi testimonia e promuove un esercizio del vivere responsabile e consapevole, un vivere civile fondato sul rispetto e la reciprocità. Il mestiere di uomo può intendersi come un manifesto programmatico, come un testamento morale o, più semplicemente, come una corroborante iniezione di positività. I toni sono talvolta paternalistici, ma nel senso più alto del termine, e a novant’anni – con alle spalle quattordici lauree honoris causa e circa ottocento pubblicazioni scientifiche – il Veronesi medico-scienziato-uomo può certo permetterselo. Pagina dopo pagina scorrono i grandi temi e le questioni più cruciali che agitano il dibattito contemporaneo, in particolare i diritti: il diritto alla vita, il diritto all’amore e il diritto alla morte. Sembra quasi che l’autore prenda il lettore per mano e che lo accompagni in una sorta di passeggiata attraverso l’umanità, un itinerario insieme doloroso e di speranza. A parlare (nei toni del dialogo e non certo in quelli dogmatici del monologo) è la voce dell’esperienza, la voce di un testimone diretto ancora calato nel cuore pulsante dell’azione. Tra i grandi argomenti trattati un posto di rilievo è occupato dalla questione (estremamente spinosa per l’Italia) della laicità, dello Stato e della persona, con tutto ciò che ne consegue sul tema dei diritti. (estratto della recensione Amedit).

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    gil

    04/11/2015 16:31:40

    Una vera delusione: un paio, o poche di più, di buone idee non sviluppate adeguatamente. Buone, poche, le pagine sulle esperienze professionali. Tono presuntuoso (io un bel ragazzo.., io fondato..), non ci sono colleghi ma collaboratori. "Impegnato nel sociale", originale. Molti luoghi comuni e cronaca sommariamente rivisitata, ci vuol altro per un libro con tale titolo.

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    ant

    16/05/2015 19:20:34

    Un libro in cui il Dottore, con importanti esperienze anche in campo politico, affronta argomenti scottanti e attualissimi come: l'eutanasia, l'omosessualità, la sana alimentazione, l'ateismo, la droga etc. Tutte opinioni argomentate e apprezzabili, magari, nel mio caso, in alcuni casi non condivise, ma cmq rispettabilissime e per carità affascinanti e scorrevoli. Lo spunto che mi è più piaciuto del libro è questo, si parla di sana alimentazione(pag 37):..""Non ci sono dubbi sul fatto che un'alimentazione povera di carne è la più adatta a proteggerci dalla malattie più gravi-come cancro, disturbi cardiovascolari e diabete- e a mantenerci in forma. A questo proposito cito sempre l'esempio di Okinawa, il gruppo di isole che si trova tra Giappone e Taiwan e che detiene il record della longevità mondiale: venti centenari ogni centomila abitanti. Gran parte del merito della lunga vita va alla regola dello ishokudoghen che significa, "il cibo sia la tua medicina". La loro alimentazione è innanzitutto parca(non più di 1100 calorie al giorno, il 30/40 per cento in meno rispetto a noi occidentali) e ricca di aminoacidi, vitamine, sali minerali. I componenti principali sono frutta, verdura, soia, pesce e alga konbu""e concludo estrapolando un passaggio, a parte le indubbie doti mediche, che mi fa apprezzare molto Veronesi, nonostante non la pensi per niente come lui in molti altri campi, grazie sempre professore per questa cosa(pag 65): ..""quando nel 2000, come ministro della Sanità, ho disegnato la legge di divieto di fumo nei luoghi pubblici, la mia intenzione era di proteggere i diritti e la salute dei non fumatori. Il non dovere subire il fumo dgli altri, nei bar o nei ristoranti, è per me prima di tutto una questione di convivenza civile. Come speravo, la legge, introdotta dal governo successivo, ha avuto però anche un'influenza benefica sui fumatori che non solo hanno accettato la limitazione, ma ne hanno fatto un motivo in più per rinunciare al fumo". Interessante

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    angelo

    11/05/2015 11:49:06

    Ingredienti: le lotte di un uomo contro guerre, fumo e intolleranza, le crociate di un medico a favore dell'autoderminazione degli uomini, degli animali e della ricerca scientifica, la curiosità di uno scienziato verso le sfide del futuro collegata ai ricordi del passato, le idee di un agnostico su temi etici e bioetici (aborto, eutanasia, fecondazione assistita, matrimoni gay). Consigliato: agli uomini di scienza guidati dalla ragione in ogni loro viaggio, agli uomini di buona volontà che si svegliano ogni giorno per compiere il loro mestiere (di uomo).

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    anto1962

    26/11/2014 23:28:38

    Dobbiamo recensire il libro o un uomo? In entrambi i casi mi trovo in difficoltà. Mi oriento verso il libro, è meglio (per modo di dire). Autoreferenziato e autocelebrativo. non ho capito se vuole colpirci con la vita degli altri o con la sua, con le sue idee o con quelle di "altri", La frase ad effetto l'ha messa: l'esistenza di Dio se c'è il cancro e i lager, traduzione kulturale del più semplice ma "perché Dio permette il male?"; ma ho capito, visto la sottile tendenza a all'autodogma in favore dell'assoluta libertà dell'uomo, che il problema non è tanto la presenza di Dio ma quanto questa sia invadente .. Quanto Dio può rompere le scatole per esempio in riferimento ad una iniziativa farmacoeconomica e che importa se non scrivono proprio tutto nel "bugiardino" (già perchè si chiama così il foglietto delle indicazioni dei medicinali? ) la vita in fondo è un rischio, sia per chi è nato sia per chi è potenzialmente un uomo che se avrà la fortuna di nascere, proverà ad essere. Il Libro è poca roba mi aspettavo forse un pò più di verità sul mondo della medicina e soprattutto di fermarsi lì senza addentrarsi nell'etica, nel sociale, nel teologico per cosa, già per cosa??... avrei voluto capire meglio da tanta esperienza medica altre situazioni: altre dinamiche sul rapporto medico-paziente, dei problemi di comunicazione con i familiari, delle difficoltà a volte di scendere dal trono di onnipotenza sul quale il salvare vite sembra collocare, quale ruolo alcuni giovani medici potrebbero giocare e che per varie ragioni di rappresentanza non giocano o per scelte non possono. quale ruolo giocano le potenti case farmaceutiche nelle scelte etiche....peccato una occasione persa.

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    MARCO

    24/11/2014 06:37:27

    Un libro che ha fatto scandalo per la frase "se c'è il Cancro non esiste Dio" ma dietro questo libro c'è ben altro. C'è la storia di un uomo che ha salvato tante vite e che tenta di dare indicazioni su come sopravvivere al male del secolo anche per dare una speranza a chi malato lo è davvero. Scritto bene,scorrevole. Un libro che può essere un regalo di Natale ragionato.

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«Al mattino, quando non hai voglia di alzarti, ti sia presente questo pensiero: mi sveglio per compiere il mio mestiere di uomo».
È con questa citazione tratta dai Pensieri dell’imperatore romano Marco Aurelio che prende le mosse l’ultimo libro di Umberto Veronesi, punto di riferimento internazionale nella lotta contro il cancro e autore prolifico di oltre ottocento pubblicazioni scientifiche.
Lo studioso cita inoltre il filosofo e scrittore francese Pierre Hadot che, nel suo commento ai Pensieri, notava come fosse semplice nella letteratura trovare dispensatori di lezioni, mentre era estremamente raro vedere un uomo esercitarsi a vivere e pensare da uomo. Da tale considerazione è nato questo lavoro in cui Veronesi prende in esame il suo personale esercizio di vivere e pensare da uomo.
Probabilmente la vita del luminare sarà stata meno fastosa e avventurosa di quella dell’imperatore romano, ma di sicuro è stata una lunga vita, iniziata nel 1925, all’epoca del delitto Matteotti e che ha visto alcuni tra i momenti salienti della nostra Storia: dalla Seconda guerra mondiale al boom del dopoguerra, dal consumismo degli anni Ottanta all’austerità dei nostri giorni. Una vita in cui, per dirla con Marco Aurelio, Veronesi si chiede quale sia il suo “mestiere di uomo”.
Nella riflessione la prima risposta è anche quella che è rimasta immutata nel tempo: il mestiere dell’uomo è pensare, scrive a chiare lettere Veronesi. Ma come, aggiungiamo noi? Pensare in modo autonomo e coscienzioso, assimilando quei principi di giustizia e solidarietà che devono accompagnarci per tutta la vita. Così facendo, si arriva alla conclusione che il pensiero è anche ricchezza perché è ciò che sopravvive all’uomo: è la sua immortalità. Come già sosteneva Socrate il corpo invecchia, si ammala e muore, ma l’anima gli sopravvive.
Però il nostro pensiero non si può definire libero perché è condizionato da fattori che non possiamo scegliere, come il DNA o i nostri genitori ad esempio. L’unica alternativa per ampliare i nostri spazi di autonomia è, secondo lo studioso, «adottare il dubbio come metodo e la trasgressione come strategia».
Ci sono ambiti del pensiero che l'uomo deve toccare, conoscere, per poi scegliere la via da percorrere. E decidere, magari, di trasgredire. Molti sono i compagni di strada con cui Veronesi condivide il cammino, gli incontri illuminanti e i volti che ricorda: da don Giovanni, l'amato parroco di campagna, all'uomo ombra che dal suo carcere a vita scrive lunghe lettere, da Mina e Piergiorgio Welby alle donne compagne di molte battaglie. Numerosi sono anche gli argomenti coinvolti nella lunga considerazione: dal tramonto della fede all’inutilità del dolore, dall’impegno contro la pena di morte alla riflessione sull’ergastolo questi sono solo alcuni dei temi interessanti e attuali che incontriamo. Attraverso storie e personaggi Veronesi disegna la mappa dell'impegno di un uomo che nella sua lunga vita non ha mai smesso di interrogarsi e di cercare una risposta.
Un’arguta riflessione, fatta di volti e idee, in cui si cerca di trasmettere un messaggio di fiducia, anche se si è sempre consapevoli che i problemi insoluti sono tanti e gravi. Ma un piccolo passo avanti potrebbe essere quello di svolgere, ancor prima del proprio mestiere nel mondo, quello di essere uomo.