Collana: Apocalittici
Anno edizione: 2010
Pagine: 779 p.
  • EAN: 9788863550979

25° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Fantascienza - Fantascienza

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    Nicolò Da Ponte

    05/02/2015 10:38:34

    Il romanzo in sé è piuttosto bello, anche se, a mio parere, ci voleva un po' più d'azione, e forse è la narrazione è leggermente lenta. Non condivido appieno la scelta dell'autore di copiare molti aspetti della storia recente e inscatolarli in una metropolitana. Probabilmente è una scelta meditata, parte di un messaggio che ci vuole lasciare l'autore con questa lettura, ma che forse è più comprensibile nella sua totalità solo da un russo. Lasciano perplessi alcuni aspetti narrati perché, eventi come quelli accennati nel libro circa la storia della metropolitana, e altri in cui è direttamente coinvolto il personaggio, se si verificassero colla frequenza che sembrano avere, la popolazione della metro al momento del racconto dovrebbe essere stata ormai un decimo di quella del libro.

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    Gianluca

    04/05/2013 20:44:12

    A me è piaciuto tantissimo. Sarà che sono un fan del mondo Metro. Il libro è scritto bene e la storia è stata sviluppata molto bene, con colpi di scena e descrizioni talmente fatte bene che mi è sembrato di vedere un film. Passo a metro 2034. Consigliato davvero.

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    Matteo

    03/10/2012 21:57:32

    Libro lungo e veramente senza un senso, odio questi libri che per descrivere qualcosa ci mettono 3 pagine, alla fine è di una banalità unica con un finale veramente da bambino di 3 anni, peccato che abbia comprato anche il 2034. Ottimo libro per fermare la porta......

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    Andrea M.

    06/02/2012 09:49:25

    Era uno dei casi letterari del 2011 nel campo della fantascienza, della fantasia. Ha riscosso una discreta notorietà. E l'idea di base o, meglio, l'ambientazione di base, è in effetti particolare e pare perfetta per la realizzazione di un film. Peccato che il livello di scrittura ricordi terribilmente da vicino quello dei goffi tentativi di un adolescente poco dotato che si cimenti per la prima volta. Dico, i dialoghi sono quanto di meno realistico possibile, e il tono e l'intenzione lo si deduce solo perché quasi sempre terminano con un punto interrogativo. La struttura narrativa è ripetitiva fino all'ossessione, nessuna novità, nessuno stacco. I personaggi sono stereotipi minimali. Ma quello che colpisce davvero è l'incapacità narrativa. La scrittura in sé non riesce mai a suggerire alcunché, a creare stati emotivi diversi, e così per rendere una scena che deve essere terrificante lo scrittore DICE che la scena è terrificante e DICE che i protogaonisti sono TERRIFICATI. Per rendere un momento di sereno sollievo lo scrittore DICE che la scena è SERENA e dice che il protagonista è SERENO e SOLLEVATO. Questa non è scrittura, non è narrativa, questa è un abanalità descrittiva che meglio si addice a giornalismo e cronaca. Io spero che ci sia di mezzo una traduzione davvero svilente, perché mi farebbe realmente strano ipotizzare che qualcosa di così malamente scritto possa vendere. ma in effetti mi chiedo se a 13 o 15 anni fossi così esigente su qualcosa di ulteriore rispetto a idea di base e ambientazione. E comunque l'idea in sé è stata vista già mille volte, ma questo non è un punto a sfavore, solo una notazione. L'originale è l'ambientazione, e solo per questo personalmente sollevo dal fondo della clssica questo peraltro orribile romanzo. Se mai ne faranno un film, penso potrà quasi sicuramente essere migliore, anche come B-movie. Il che la dice abbastanza lunga.

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    Nazario C.

    04/02/2012 01:34:13

    Metro 2033 è stato scritto r firmato da Glukhovsky, ma alla sua creazione hanno preso parte migliaia di persone. Grazie alla Rete. La storia è stata pensata come ad un videogame. lo si percepisce. I presupposti, le coordinate spazio temporali del romanzo non sono niente di nuovo: Futuro post-apocalittico. Post-nucleare, post-industriale. Molto Post. Se non nel tempo perlomeno dal punto di vista del modus-vivendi. Visto e considerato che nubi radiattive oscurano il sole, distruggono La Vita.. Ora i superstiti Moscoviti vivono nel sottosuolo, abitano i tunnel scavati per la Metro della capitale Russa. Diverse ideologie politiche, diversi credi religiosii, diverse razze si trovano a dover convivere nell'angusto mondo immaginato dallo scrittore. L'umanità è ad un passo dall''auto- sterminio (chissà quante volte è gia accaduto?! chissà quante volte siamo arrivati all'apice del progresso (che non è altro che il passo definitivo verso l'entropia) e poi siamo finiti?! Per poi ricominciare. E le nostre memorie ciclicamente divorate dall'etrena fame del mondo . Che ci sommerge con gli oceani, ci scioglie con la lava. Dimenticandosi di noi nelle ere geologiche)Gli ingredienti poi ci sono tutti: armi, profezie, ubriaconi e puttane, aiutanti magici, Nazisti, enormi ratti. Il progetto è ambizioso, a sviluppare tutte le possibilità che offrono gli spunti di questa storia ci vorrebbero migliaia di pagine, diventerebbe una saga (e non è detto che non lo diventerà visto che ho pronto Metro 2034 sul comodino). Ma la storia è coinvolgente ed anche se non mi pare che lo si possa definire un linguaggio aulico da alta-letteratura, che non sarà un capolavoro alla Ubik ma sono sicuro che le atmosfere, certe suggestioni e personaggi di queste pagine resteranno nella mia memoria golosa di belle storie scritte.

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    Babel

    28/07/2011 15:10:08

    Pur non "affabulando", Metro 2033 riesce a trasmettere angoscia e desolazione. A tratti può risultare un po' pesante, ma non è certo un pessimo libro. Anzi.

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    Manuel

    01/02/2011 11:59:57

    Ho visto un ragazzo in vacanza che leggeva Metro 2033 e, incuriosito dal titolo, l'ho acquistato. Più che un romanzo a me è sembrato la stesura della trama di un videogioco, che alla fine è stato anche sviluppato. È infatti il classico racconto post-apocalittico, dove i sopravvissuti si riuniscono in comunità arrangiandosi per continuare a vivere un'esistenza perlomeno dignitosa. La trama è accattivante e l'autore non si spreca in descrizioni dettagliate, il che rende tutto molto scorrevole. L'angoscia, la disperazione e la rassegnazione degli abitanti della metro passano molto bene al lettore. Sono inquietanti i passaggi nei tunnel dove si verificano le allucinazioni: anche il lettore viene confuso e in alcune righe non si riesce a distinguere la realtà dalle allucinazioni, questo è reso veramente molto bene da Glukhovsky. Mi è piaciuto il fatto dell'organizzazione in stazioni e fazioni (fascisti, skinhead, ecc.). Avrei invece apprezzato molto una spiegazione più approfondita del come si è arrivati alla guerra nucleare e avrei preferito leggere più capitoli ambientati in superficie, con un contatto prolungato con la "fauna" post-apocalittica e ritengo che, perché no, anche qualche battaglia all'ultimo sangue con la stessa non ci sarebbe stata male. Consigliato sicuramente agli appassionati di videogiochi d'azione e horror.

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    EKATERINA

    23/11/2010 15:11:55

    bellissimo libro!!! l'idea di fondo e' ottima. splendida l'avventura per cui parte artyom, ed interessante come l'autore del libro mette praticamente un mondo intero in una galleria. a distanza di chilometri la vita cambia prospettiva, si incontrano diversi tipi di persone con caratteri diversi e con modi di sopravvivenza vari. interessanti i capitoli dove si parla dei bibliotecari ed il loro massimo rispetto per la cultura, come pure la fantastica storia del bruco. un racconto che poteva essere ambientato solo nella metro di mosca! letto superficialmente il libro puo' sembrare molto banale e stupido, ma se si riflette sui discorsi e sulle osservazioni, allora il libro e' un vero capolavoro! ritengo che comunque il messaggio sia quello che l'uomo per esistere ha necessita' prima di appropriarsi e di distruggere tutto cio' che la natura gli dona, e poi fare di tutto per sopravvivere nelle macerie e nella distruzione del mondo che ha provocato continuando a combattere ed a dominare su tutti e tutto. e' una continua battaglia contro se stesso...l'uomo e' cosi e non lo si potra' mai cambiare, fa parte del suo istinto. purtroppo e' vero che quando si ha troppo si finisce per disprezzare quel che si possiede.

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    Marco

    16/09/2010 18:03:19

    A me è piaciuto! Ho trovato interessante sia l'ambientazione sia l'idea del micromondo che si riorganizza stile formicaio, post disastro, con stazioni diverse che prendono stili di vita diversi. Non l'ho trovato né noioso né povero come descritto da altri... sarà che avevo aspettative inferiori.

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    Dario

    24/05/2010 20:09:59

    Storia particolare, un po' fuori dagli schemi della letteratura sci-fi a cui si è abituati ma con diversi spunti interessanti. La scorrevolezza in certi punti cala un po' a causa di descrizioni di pensieri del protagonista non proprio accattivanti, comunque la trama è abbastanza solida e si lascia seguire. I personaggi forse potevano essere approfonditi di più ma penso che questa sia stata una scelta dell'autore. Sono presenti elementi horror discretamente suggestivi in grado di impressionare con il mistero e la tensione che generano durante la lettura. In conclusione un buon libro che mi sento di consigliare agli amanti del genere. Il voto sarebbe più un 3,5 ma va bene anche 4.

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    carlo

    03/05/2010 14:34:26

    Romanzo modestissimo e interminabile. Le idee di fondo, forse un po' trite, ci sono (il futuro post nucleare, la metro come luogo di vita, i mutanti, ecc..), ma manca la base: manca la scrittura, la capacità di affabulare, di attrarre il lettore ed interessarlo. Ne nasce qualcosa di noioso all'inverosimile, le prime 100 pagine sono da autolesionismo puro. Poi si procede tra alti (pochi) e bassi (quasi tutto): i personaggi sono caratterizzati male, sfuggenti, stereotipati; la storia è allungata e non ha molto senso, racconta di un viaggio dove al protagonista Artyom si affiancano vari gregari. Ma in questo viaggio non c'è nulla, non c'è una crescita individuale, una maturazione o una conversione. Le varie etnie che popolano la metro sono poi poco più che delle macchiette (i fascisti, i comunisti, i capitalisti, mamma mia che originalità...), assolutamente non credibili. Purtroppo tutta l'opera è poco credibile, del resto romanzieri non ci si improvvisa, è un processo lungo che richiede molto talento. Finito con grandissima fatica. Da evitare ad ogni costo.

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