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Giovanni Vitolo, Aurelio Musi

Anno edizione: 2004
Pagine: XII-228 p.
  • EAN: 9788800857734
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La "scoperta" dell'esistenza della questione meridionale può sicuramente costituire un elemento periodizzante della storia del Mezzogiorno d'Italia. Tale scoperta viene così posta come terminead quem di questa densissima ricostruzione dei principali accadimenti e delle più rilevanti interpretazioni storiografiche relative proprio alla storia del Mezzogiorno, a partire dal medioevo per giungere sino alle soglie dell'età contemporanea, quando, appunto, la questione meridionale viene concettualizzata. In questo testo gli autori ci presentano circa mille anni di storia con un approccio quanto più possibile interdisciplinare, fornendoci in tal modo una visione assai ampia degli aspetti economici, politici, sociali e culturali di una realtà complessa e ricca di fermenti e di influenze diverse. A cominciare dal rapporto improntato a una sorta diconcordia/discors con la principale e più caratterizzata civiltà di frontiera, quella cioè bizantina, e islamica, rispetto alla quale il Mezzogiorno ha fatto (e fa tuttora) da cerniera e da ponte per il resto dell'intera Europa. Nel corso dei secoli, tuttavia, il rapporto con l'Europa è diventato sempre più stretto e influente, ponendo in questo modo il Mezzogiorno sulla strada della modernità. Una strada che era passata, per grandi linee, attraverso la conquista normanna, sveva, angioina, aragonese e spagnola, inserendosi poi in maniera originale nel solco tracciato dalla Rivoluzione francese e dal bonapartismo. Il Mezzogiorno, certo, nell'arco dei circa mille anni precedenti la sua storia contemporanea, ha vissuto periodi di luci e di ombre che lo hanno condotto alle soglie dell'Unità in condizioni economiche piuttosto drammatiche, anche se tale situazione va inserita in una fase di riflusso complessivo vissuta dall'Italia preunitaria che scontava, nel primo Ottocento, consistenti ritardi rispetto alle aree già industrializzate d'Europa.

Annamaria Amato