Topone PDP Libri
Salvato in 22 liste dei desideri
disponibilità immediata disponibilità immediata
Info
Mia madre è un fiume
16,00 €
LIBRO
Venditore: CPC SRL
16,00 €
disp. immediata disp. immediata
+ 2,90 € sped.
Chiudi
Altri venditori
Prezzo e spese di spedizione
CPC SRL
16,00 € + 2,90 € Spedizione
disponibilità immediata disponibilità immediata
Info
Nuovo
Solelibri
7,00 € + 3,80 € Spedizione
disponibile in 2 gg lavorativi disponibile in 2 gg lavorativi
Info
Usato Usato - Ottima condizione
Librightbooks
10,72 € + 5,30 € Spedizione
disponibilità immediata disponibilità immediata
Info
Usato Usato - In buone condizioni
Libraccio
8,64 € Spedizione gratuita
Usato
Aggiungi al carrello
ibs
15,20 € Spedizione gratuita
disponibile in 7 settimane Non disponibile
Info
Nuovo
Altri venditori
Prezzo e spese di spedizione
CPC SRL
16,00 € + 2,90 € Spedizione
disponibilità immediata disponibilità immediata
Info
Nuovo
ibs
15,20 € Spedizione gratuita
disponibile in 7 settimane Non disponibile
Info
Nuovo
Altri venditori
Prezzo e spese di spedizione
Solelibri
7,00 € + 3,80 € Spedizione
disponibile in 2 gg lavorativi disponibile in 2 gg lavorativi
Info
Usato Usato - Ottima condizione
Librightbooks
10,72 € + 5,30 € Spedizione
disponibilità immediata disponibilità immediata
Info
Usato Usato - In buone condizioni
Libraccio
8,64 € Spedizione gratuita
Usato
Aggiungi al carrello
Chiudi
Mia madre è un fiume - Donatella Di Pietrantonio - copertina
Chiudi
Chiudi

Promo attive (0)

Descrizione

Il racconto di un amore tra madre e figlia "andato storto da subito". Un romanzo potente e vitale, in cui le vicende personali si uniscono alla storia corale di un'Italia contadina, ritratta dagli anni di guerra fino ai nostri giorni. Quando Esperia mostra i segni di una malattia che le toglie la memoria, è tempo per la figlia di prendersi cura di lei e aiutarla a ricostruire un'identità smarrita. Inizia così, giorno dopo giorno, il racconto di un passato dal quale riaffiorano ricordi dolcissimi e crudeli, riprendono vita le figure dei familiari e degli abitanti della piccola comunità montana che le ha viste nascere e crescere entrambe. In un Abruzzo luminoso e aspro, che affiora tra le pagine come una terra mitologica e lontana, le fatiche della campagna, l'allegria dei matrimoni, la ruvidezza degli affetti, l'emancipazione dall'analfabetismo e la fine della sottomissione femminile si intrecciano al racconto di una lenta metamorfosi dei sentimenti in un indissolubile legame madre-figlia che oscilla tra amore e odio, nostalgia e rifiuto.
Leggi di più Leggi di meno

Dettagli

2010
19 novembre 2010
179 p., Brossura
9788861921610

Valutazioni e recensioni

3,57/5
Recensioni: 4/5
(14)
Scrivi una recensione Scrivi una recensione
5
(4)
4
(1)
3
(8)
2
(1)
1
(0)
Nino Basile
Recensioni: 3/5

Appena finito di leggere... Interessante! Nel raccontare ricordi si ricostruisce un rapporto; nel fare memoria si ritrova identità!

Leggi di più Leggi di meno
paola
Recensioni: 3/5

Bel libro sopratutto se vivi o hai vissuto di persona un contesto simile. Stile narrativo un po lento.

Leggi di più Leggi di meno
Il libraio di Mantova
Recensioni: 5/5

Il rapporto tra una madre e una figlia sviscerato in ogni suo aspetto è circondato da uno splendido affresco della vita contadina nell'Italia del dopoguerra. Una scrittura poetica per una trama intensa dai temi difficili.

Leggi di più Leggi di meno
Chiudi

Recensioni

3,57/5
Recensioni: 4/5
Scrivi una recensione Scrivi una recensione
5
(4)
4
(1)
3
(8)
2
(1)
1
(0)

Voce della critica

Ha un gran bell'incipit il romanzo d'esordio di Donatella Di Pietrantonio; efficace nel secco ritmo paratattico, oltremodo evocativo e incisivo: "Certi giorni la malattia si mangia anche i sentimenti. un corpo apatico, emana l'assenza che lo svuota. Ha perso la capacità di provare. Allora non soffre, non vive. Il soggetto colpito da tale torpore è la madre dell'io narrante femminile. Il male –(mai esplicitamente nominato nel testo) che mina il fisico e la psiche dell'anziana signora sembra essere l'Alzheimer. E la narrazione in parte si incentra sul lento ma inesorabile calvario di una patologia fra le più devastanti, in parte ripercorre attraverso i ricordi della figlia l'esistenza materna: le tappe salienti di una vita che sta perdendo memoria/cognizione di sé e del mondo, in quanto l'atrofia che lavora dentro la scatola d'osso "una specie di cancro al contrario" che "secca invece di proliferare".
Ma non è possibile rievocare eventi altrui senza parlare indirettamente/fatalmente di sé. Raccontando/donando quindi le proprie reminescenze alla madre in una sia pur maldestra offerta amorosa, da un lato la narratrice tenta un recupero destinato a risultare frammentato, partigiano e stravolto perché condotto per interposta persona, dall'altro finisce per proiettare le proprie emozioni sui vissuti materni, sovrapponendole a essi e rischiando di parlare sempre e solo di un rapporto filiale malato o quantomeno segnato dal "disamore". L'io narrante è ben consapevole di tutto questo, però malgrado ciò, tenta lo stesso l'arduo restauro di una memoria che si sta spegnendo, giacché "le posso solo affabulare la sua vita", confessa sincera ai lettori.
E così, giorno dopo giorno, consegna alla smemorata tessere di ricordi che la donna non sistema più nel puzzle caotico di una mente incapace di rammentare. Così si invertono i ruoli: la vecchia torna bambina, mentre la figlia diviene madre e cerca di accudirla con la pietas lenitiva della parola. Ma se è vero che verba volant, ancora maggiormente per una malata di Alzheimer i discorsi risultano effimeri, labilissimi, vani. Quante volte bisogna ripeterle una frase d'avvertenza o divieto. A lei che "non distingue più le stagioni, non riconosce l'autunno nell'orto, nella pelle d'oca delle sue braccia scoperte". A lei "fiume in secca". A lei che, per scelta espressiva dell'autrice, non parla mai (tranne una volta, prima che il romanzo si chiuda) in questo dialogo imploso in monologo, ma solo ascolta: per afasia è obbligata ad ascoltare un'altra. E chiede, per tutto il libro sa solo chiedere un impossibile soccorso.
Sullo sfondo un Abruzzo (qui tutto e solo montanaro) che conosce fin troppo spesso l'emigrazione, tratteggiato con grande abilità descrittiva. Un piccolo mondo misero, ma al contempo – essendo per l'io narrante quello andato dell'infanzia – ricco talvolta di spensieratezza ingenua e fiduciosa. Zolla arcaica di un'Italia ancora in lotta contro l'analfabetismo, in cui si agitano personaggi che emergono a tutto tondo da pagine memorabili, frutto di una lingua ora rurale ora curiale per l'accuratezza più che per la ricercatezza dei termini.
Narrativamente riusciti pure i vivaci quadri episodici (lo sposalizio anni sessanta, l'uccisione del maiale d'inverno, il ritorno a casa dell'emigrato). Intensi gli squarci metaromanzeschi: spunti riflessivi redatti all'insegna di un'acutissima sensibilità psicologica. Felici, infine, i seppur brevi scampoli di scrittura meditativa: sorta di icastici aforismi, purgati da ogni velleità saccente.
Francesco Roat

Leggi di più Leggi di meno

Conosci l'autore

Donatella Di Pietrantonio

1963, Arsita

Donatella Di Pietrantonio vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Ha esordito con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot 2011, Premio Tropea). Per Einaudi ha pubblicato L'Arminuta (2017), vincitore Premio Campiello 2017 e Bella mia, con cui ha partecipato al Premio Strega 2014 e ha vinto il Premio Brancati e il Premio Vittoriano Esposito Città di Celano.Nel 2020 per Einaudi esce un nuovo romanzo Borgo Sud.

Chiudi
Aggiunto

L'articolo è stato aggiunto al carrello

Cerca Cerca
Cerca
Chiudi

Chiudi

Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.

Chiudi

Verrai avvisato via email sulle novità di Nome Autore