Recensioni La mia vita carnale. Amori e passioni di Gabriele D'Annunzio

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    27/03/2019 11:10:30

    "Questo autentico luogo dell'anima pretende di essere esplorato, qui non esistono profanazioni. Il Vittoriale è un tempio aperto, un libro di pietre vive dove le mie titubanze iniziali sono svanite presto e la mia condizione di ospite indesiderato si è convertita in un sodalizio con l'artefice della casa". Giordano Bruno Guerri attraverso questa concisa premessa attrae, da subito, il lettore affascinato dal curato, elegante stile spigliato sino all'ultima pagina. Il libro, corredato da meravigliose immagini dell'epoca, si articola in illuminanti capitoli arricchiti, ciascuno, da dettagli preziosi per delineare appieno la titanica personalità del Vate, impareggiabile seduttore ed irrefrenabile curioso che, tuttavia, alterna stati di cavernosa solitudine alla prorompente voluttà del suoi piaceri. Acutamente colpisce l'epilogo dell'ultimo capitolo "Vorrei essere amato": "Sono vecchio e non so essere vecchio; e in questo non sapere è la mia crudele tragedia". Si avverte la sua umana fragilità, la sua anima denudata dalla sua stessa coscienza.La vita inimitabile al tramonto di un iperbolico percorso è come la morte "calda, bella, inebriante". Il desiderio di conversione non avverrà mai. Gabriele, il Comandante, il genio inafferrabile, colpisce, inesorabilmente, al cuore.

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