La mia vita non proprio perfetta

Sophie Kinsella

Traduttore: S. Bertola
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2017
Pagine: 345 p., Rilegato
  • EAN: 9788804674092

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa erotica e rosa - Rosa - Contemporanea e per adulti

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Recensioni dei clienti

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    Eleonora

    20/11/2017 18:59:38

    Libro letto tutto d'un fiato!! Davvero coinvolgente e scritto in modo fluido! La storia è simpatica e divertente! Lo consiglio a chi vuole una lettura leggera e non impegnata a fine giornata.

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    Teresa

    13/10/2017 12:51:08

    Storia, come sempre in Kinsella, ben orchestrata, effervescente e piena di humour. Consigliatissima a chi cerca relax e tanto divertimento!

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    Tatiana

    28/09/2017 12:24:14

    È un romanzo molto piacevole, che ho proprio gustato: ci sono il lato professionale, quello personale, famigliare e sentimentale, e tutti quanti sono trattati nella maniera più accattivante possibile. Lo consiglio vivamente a tutti i lettori della Kinsella, ma anche a chi non ha ancora scoperto questa scrittrice e vorrebbe una lettura scorrevole da assaporare. Lo consiglio anche a chi si occupa di marketing, ambito che ho studiato e che ho trovato ben rispecchiato in questo libro.

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    Eleonora

    10/08/2017 09:36:58

    Lettura leggera e divertente che al contempo affronta il tema del precariato e la difficoltà di arrivare a fine mese. Bello il personaggio della protagonista, con le sue fragilità ma anche con un gran cuore. Tutto raccontato in chiave ironica con mille imprevisti. Quindi nel perfetto stile "Kinsella"!! Lettura consigliata a chi ama il genere

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    La libreria di Anna

    22/05/2017 18:20:22

    Sophie kinsella è una garanzia, i suoi romanzi sono simpatici, scorrevoli e lasciano sempre dei messaggi, come in questo libro in cui si parla del l'apparenza e dell'apparire... recensione completa sul blog lalibreriadianna.it

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    Ely

    15/03/2017 21:31:08

    Sophie Kinsella ha il dono di riuscire a realizzare dei libri dove tratta di argomenti molto attuali ma li racconta in una maniera che fanno divertire ma anche pensare. In questo libro specifico si tratta dei social, dove la protagonista su instagram mostra una vita fantastica e perfetta ma che nulla ha a che vedere con la sua vita reale. Effettivamente il tema è davvero attuale, ma pensandoci bene tante persone mostrano online solo quello che vogliono. E questo posso garantirlo in prima persona visto che io sui social mi mostro solo quando sono truccata, ed ammettiamolo non passo la mia vita sempre completamente truccata. Veniamo ora al libro, dove la protagonista è Katie, una ragazza di campagna che viene dal Somerset ma che sogna di lavorare a Londra. Certo le cose non sono affatto semplici per lei, ma riesce a trovare lavoro in una grande azienda di marketing dove lavora tanto e la pagano poco, ma il suo sogno è stare a Londra e quindi vive con dei coinquilini alquanto bizzarri e conta le spese su tutto, ma almeno può cercare di coronare il suo sogno. Katie ammira il suo capo, Demeter, in tutto e per tutto, per come lavora, per come si presenta e per la sua vita perfetta, fatta del lavoro che le piace e di una casa meravigliosa, ed il suo sogno di essere come Demeter, anzi magari essere proprio Demeter, la spinge a continuare il suo lavoro sottopagato ed anche a cambiare lei stessa, togliendosi l'accento campagnolo, vestendo in modo "londinese" e cambiando anche nome trasformandosi in Cat, anche se spesso lei stessa fa confusione con i nomi. Nella sua vita entra come un uragano Alex, uno strano ragazzo che sogna in grande e che non sta mai fermo, ma che scopre essere il suo capo. I sogni di Katie si stanno per infrangere perché viene licenziata dalla ditta e non riuscendo più a trovare un altro lavoro decide di tornare a casa nel Somerset. Qui Katie aiuterà suo padre e Biddy, la sua compagna, a realizzare un Glamping...

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    Francesca

    06/03/2017 13:40:20

    Nello stile degli altri libri: leggero, ironico, divertente, attuale... mi è piaciuto!

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Catherine, Katie per la famiglia e ora Cat per i colleghi, è una ventiseienne che dalla campagna si è trasferita nella metropoli londinese. Per una serie di sfortunati eventi, Cat si ritrova ogni mattina nella giungla dei pendolari, è costretta a fare un lungo viaggio sui mezzi (e non solo) per arrivare al lavoro, ma tra scioperi e soppressioni, nonostante parta in anticipo, spesso si ritrova in ritardo. Nel disperato tentativo di emergere sul lavoro, Cat sopporta di tutto ed al tempo stesso ammira la vita apparentemente perfetta della sua capa Demeter. A rallegrare un po’ le sue giornate, arriva un giovane alto e simpatico, Alex, peccato che poi si riveli tutta un’altra persona. La prima parte del romanzo si conclude in quel di Londra, con tutto che va a rotoli. Nella seconda parte del romanzo, quindi, ritroviamo Katie nel Somerset, alle prese con la nuova attività di famiglia. E se la nuova-vecchia vita le si riproponesse prepotentemente? Demeter non ricorda chi sia Cat, per cui ciò potrebbe aiutare Katie a prendersi una piccola rivincita sulla primadonna in questione. Ma se anche Alex si trovasse a tiro, come potrebbe Katie sfuggirgli?

Non vi dirò altro della trama, dovrete scoprire il resto da voi. Lo stato d’animo di Katie è un po’ il mio, nell’incertezza lavorativa, con la voglia di avere una vita lontana da casa e l’impossibilità di farlo di fronte ai numerosi rifiuti che non sono mai pochi. Diciamo che la protagonista incarna il disagio dei giovani d’oggi, laureati e bistrattati, a cui si offrono solo stage e che sono i primi ad essere sacrificati in caso di crisi. A parte questo spaccato di realtà odierna, nel romanzo c’è un tessuto fatto di sentimenti e valori, quelli importanti e cari a noi tutti, prima tra tutti la famiglia, per quanto complicata possa essere. All’inizio la storia può sembrare un po’ lenta ma, dopo i primi capitoli, la narrazione diventa più scorrevole. Verso la fine, il ritmo è molto più veloce e si riesce a leggere con voracità. Una bella storia a lieto fine che ci ricorda che le apparenze spesso ingannano e la perfezione proprio non esiste per nessuno!

Recensione di Stefania Scarano


Tra il dire e il fare, meglio postare.
Perché anche se la vita reale non sempre è come sembra, l’importante è dissimulare.

«Non racconto “bugie”. Ci sono stata in quei posti, anche se non potevo permettermi la cioccolata. Mi limito a non soffermarmi su tutto quello che non è granché nella mia vita, tipo i viaggi in metrò e i prezzi o dover tenere tutti i miei vestiti su un’amaca. Per non parlare delle uova al siero di vaniglia e dei coinquilini detestabili e viscidi. Il fatto è che si tratta di qualcosa a cui aspiro, che rappresenta le mie speranze. Un giorno la mia vita sarà uguale ai miei post su Instagram. Un giorno.»

Partendo da un binario morto perso nelle tristi campagne del Sud dell’Inghilterra, la vita di Katie Brenner sembra finalmente aver preso il treno giusto: un lavoro in agenzia di marketing e i ritmi frenetici di Londra, il posto dei suoi sogni. Una vita apparentemente perfetta, quella che Katie riflette nelle foto pubblicate sui social, come quella del suo capo, Demeter Farlowe, colei che dall’alto del suo tacco dodici e dei suoi abiti griffati tiene sotto scacco l’intera City e alla cui perfezione Katie aspira profondamente.

Ma se le apparenze filtrate in uno schermo ingannano, la realtà, quella offline, è decisamente peggio. Per inseguire il suo sogno, Katie è costretta a fare i salti mortali barcamenandosi in un mare di difficoltà economiche tra le odissee quotidiane sui mezzi pubblici e una stanza senza guardaroba in una catapecchia in periferia condivisa con dei mostri di coinquilini. Di perfetto, nella sua vita, ci sono solo i post su Instagram, almeno fino a quando Katie non viene licenziata ed è costretta a tornare nella sua campagna con la coda tra le gambe. Ed è proprio quando l’equilibrio virtuale sembra definitivamente essersi spezzato, che il mondo reale si dimostra in tutta la sua imperfezione, stravolgendo i rapporti di forza con le vite di Katie e Demeter che messe nuovamente una di fronte all’altra, nel loro essere entrambe non proprio così perfette non sono poi così diverse.

Sophie Kinsella torna sugli scaffali delle librerie con un romanzo vivace, una commedia brillante e agrodolce che non lesina una critica velata al mondo patinato dei social, dietro i cui filtri sempre più spesso si tende a scomparire per apparire come non si è bensì come si vorrebbe essere.

Katie Brenner è un’eroina imperfetta ma positiva, un personaggio che senza dubbio saprà conquistarsi la fiducia dei ferventi seguaci della ormai mitica Becky Bloomwood protagonista della serie di I Love Shopping.

Recensione di Andrea Papa

Le prime pagine del romanzo

Primo: potrebbe andare peggio. Ci sono pendolari a cui va molto peggio, e devo tenerlo sempre presente. Secondo: ne vale la pena. Io voglio vivere a Londra. Voglio questa vita ed essere una pendolare fa parte del gioco. È una componente del Pacchetto Londra, come la Tate Modern.
(Veramente non assomiglia affatto alla Tate Modern. Esempio sbagliato.)
Mio padre dice sempre: se non riesci a correre con i cani più grossi, resta a casa. E io voglio correre con i cani grossi. Sono qui per questo.
Comunque, la passeggiata di venti minuti fino alla stazione è piacevole. Direi molto piacevole. L'aria grigia di dicembre è come ferro nei miei polmoni, ma mi sento bene. La giornata è cominciata. Sono partita.
Il mio cappotto è bello caldo, anche se l'ho pagato 9 sterline e 99 al mercatino delle pulci. Aveva l'etichetta CHRISTIAN BIOR, ma l'ho staccata appena sono arrivata a casa. Non si può lavorare dove lavoro io e avere un cappotto con l'etichetta CHRISTIAN BIOR. Si può avere un autentico Christian Bior vintage. O qualcosa di giapponese. O magari nessuna etichetta perché ti fai i vestiti da sola utilizzando stoffe rétro che scovi al mercato dell'antiquariato.
Ma non CHRISTIAN BIOR.
A Catford Bridge, comincio a sentire la tensione. Oggi non voglio assolutamente arrivare in ritardo. La mia capa ha già buttato lì qualche frasetta stizzita su certa gente che "si presenta quando le pare", perciò sono uscita venti minuti prima, casomai fosse una brutta giornata.
E lo vedo già: non è brutta, è orribile.