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Giorgio Spini

Editore: Unicopli
Anno edizione: 1999
Pagine: 135 p.
  • EAN: 9788840005935

recensioni di Platania, M. L'Indice del 2000, n. 05

Non inganni il titolo sobrio del libro: esso raccoglie tre studi di ampia portata sulla Toscana dei Medici, in cui si affrontano aspetti complementari di un'evoluzione di rilevanza storica nazionale ed europea.
Benché del 1966, il saggio su Michelangelo politico, grazie alla solidissima base documentaria fatta di biografie, epistolari, memorie, è tuttora in grado di fornire notizie molto interessanti nel quadro della rinnovata attenzione per le esperienze repubblicane degli Stati italiani dall'Umanesimo al Rinascimento. Esso traccia uno stupendo spaccato di quella prodigiosa serie di avvenimenti (chiamati fortuna da Machiavelli e Guicciardini) che portarono dalla "signoria" di Lorenzo il Magnifico al Granducato di Cosimo I, illuminati attraverso gli atteggiamenti e la personalità di Michelangelo visto come artista-cittadino, ossia un individuo che, pur non essendo nato a Firenze e senza avervi operato a lungo, si sentiva profondamente legato, da generazioni, a questa città. Nella sua vita, durata 89 anni, egli dovette sempre destreggiarsi per tenere alte le sorti della famiglia; raramente fu coinvolto politicamente - come nel 1528, quando progettò le fortificazioni per proteggere la repubblica -, più spesso restò defilato, ma mai impassibile, dimostrandosi molto attaccato all'idea di una vita politica basata su equilibri e sistemi di reclutamento piuttosto aristocratici e nobiliari che democratici, sempre più improbabile dopo il Gonfalonierato di Soderini e tale da non poter più essere offerta da Alessandro, anche per la pesante ipoteca della protezione imperiale.
Da questo punto prende avvio il secondo saggio, che rovescia la prospettiva del precedente e ricostruisce la storia del Principato attraverso quella dei Medici, a partire da quando, dopo i condizionamenti subiti da Alessandro, l'abilissima e spregiudicata politica diplomatica e matrimoniale di Cosimo I puntò a emanciparsi dalla dipendenza verso Carlo V e Filippo II, prima espandendo i territori con la guerra di Siena e ottenendo il titolo di granduca, poi tentando di inserire il suo Stato, come ago della bilancia, nella complicata rete di rapporti tra Francia, Asburgo di Spagna e d'Austria, Stato della Chiesa, Turchi e mondo protestante. Rete che si interruppe con Francesco I ma riprese con Ferdinando I, senza che tuttavia quest'ultimo, pur riuscendo a dare sua nipote in sposa a Enrico IV, potesse consolidare il ruolo internazionale del Granducato.
Il terzo saggio, che chiude la raccolta, è un'affascinante ricostruzione degli interventi strutturali e ambientali voluti dai Medici nei loro domini. Spini non si ferma alle trasformazioni di Firenze in relazione alle esigenze burocratiche e di rappresentanza poste dalla nascita del Granducato, ma, attraverso una puntuale e ramificata analisi che investe tutto il territorio, fa emergere i rapporti dell'uomo con l'ambiente, l'intreccio di interessi e pianificazioni umani con i condizionamenti naturali: una lotta a volte vincente, come nel recupero ambientale e urbanistico delle regioni di Pisa e Livorno, a volte perdente come in Maremma e Valdichiana; è interessante quanto in questo confronto potessero trovare spazio anche ideali umanistici come quelli realizzati nel progetto di Eliopoli o Terra del Sole, cittadella testa di ponte verso la rivale Urbino, destinata però a misera fortuna, se si esclude l'influsso ispiratore esercitato su Campanella.